Pagina 2 di 6 PrimaPrima 123 ... UltimaUltima
Risultati da 11 a 20 di 52
  1. #11
    Forumista junior
    Data Registrazione
    27 Aug 2010
    Messaggi
    53
     Likes dati
    0
     Like avuti
    3
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Fatemi capire se ho capito

    Citazione Originariamente Scritto da Z4rdoz Visualizza Messaggio
    Gli uomini che hanno descritto il ritrovamento di quest’unione con il proprio centro l'hanno chiamato ‘pace interiore’.
    Quando un conflitto è finito la prima parola spontanea che ci viene è : 'Pace' .
    Questo conflitto che sentono gli esseri umani è proprio con la loro Vita.
    Noi siamo qui, e la Vita è lì,...siamo in uno stato di dualità; di separazione.
    Questo stato di dualità è un'illusione. Non esiste.
    Non prendermi troppo sul serio, perchè sono un principiante e non un Maestro, ma per quello che ho capito il Nirvana non è pace, non è gioia e beatitudine. Dev'essere Norbu a dire che il Nirvana è il risultato del consumarsi di due elementi: delle contaminazioni e dall'antidoto alle contaminazioni. Se restiamo ancora prigionieri dei concetti di gioia, pace, vita, morte, qui o là, adesso o poi,ecc... abbiamo ancora molto da consumare, e stiamo ancora ragionando in modo Dualistico. Il Nirvana trascende ogni concetto, non è una cosa che esiste per cui non "si ottiene", nessun Maestro può "vendertelo", non ce lo possiamo "meritare".
    Nonostante questo ci sono dei Risvegliati.

    Citazione Originariamente Scritto da Dr. Caligari Visualizza Messaggio
    Ma che colpa abbiamo noi se l'acqua in cui sguazziamo è salata, dunque imbevibile??
    La via del Dharma porta a capire "non c'è sofferenza".
    Non c'è colpa, solo samsara.
    Ultima modifica di warmbeer; 01-09-10 alle 16:47
    Quando lo stato ti insegna ad uccidere si fa chiamare patria. (Friedrich Dürrenmatt)
    Non ti affrettare ad attaccarti a nessun punto di vista. (Kodo Sawaki)

  2. #12
    Forumista senior
    Data Registrazione
    28 Aug 2009
    Messaggi
    2,060
     Likes dati
    163
     Like avuti
    249
    Mentioned
    333 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Fatemi capire se ho capito

    Citazione Originariamente Scritto da warmbeer
    ...Il Nirvana trascende ogni concetto,...
    Sicuramente c'era un tempo che tu non sapevi leggere eppure sei entrato per la prima volta in una classe e hai visto dei cartelloni attaccati alle pareti.
    In uno di questi c'era disegnato un gatto e sotto c'era uno scarabocchio che tu non capivi cosa fosse.
    La maestra ti diceva che quello scarabocchio, scritto sotto, era la parola che definiva il gatto.
    TU non avevi bisogno di quello scarabocchio per accedere alla comprensione del gatto perchè, il gatto, l'avevi GIA' RICONOSCIUTO.
    Poteva esserci scritto qualsiasi scarabocchio che il gatto era sempre gatto.
    Eri libero dai concetti.
    Adesso che hai associato la parola al gatto, adesso, è diventato un concetto.
    Ora, quando vedi la parola gatto, non hai bisogno dell'esperienza del gatto per accedere alla comprensione del gatto.
    Qualcosa dentro di noi piano piano si è sostituita a quella comprensione immediata.
    Solo che facendo così facciamo entrare, piano, piano, dentro di noi anche parole di cui non abbiamo nessuna esperienza e non hanno la capacità di portarci verso la comprensione di quello che rappresentano.
    Per un cinese la parola felicità è il disegno ( molto stilizzato ) di un uomo che ha lo stomaco sazio e vicino c'è del grano che arriva fino al cielo.
    Un uomo che non soffre la fame, per un cinese, richiama subito la sensazione di felicità.
    Anche il concetto di felicità può variare da persona a persona ; da popolo a popolo.

    Se chiedessi a un cinese di tradurre : "quell'uomo sta morendo." mi direbbe che non può scriverlo.
    Mi direbbe che questo concetto nella testa di un cinese NON ESISTE.
    Non esiste perchè per un cinese un uomo è sempre vivo fino a che non è morto !!!

    I concetti hanno quella brutta caratteristica che rappresentano le nostre aspettative e si basano sulle nostre esperienze.
    Il concetto di cui sopra potremmo usarlo per tutti gli esseri umani che sono vivi perchè dovremmo ammettere che dal momento che nasciamo siamo tutti in quello stato di "morte incombente": stiamo tutti morendo.
    Come si vede bene i concetti ci portano dritti, dritti, sulla strada maestra della Filosofia.

    Quindi quando qualcuno ha voluto descrivere quello "stato" chiamandolo Nirvana l'ha potuto fare perchè è la VITA stessa che gli ha fatto sperimentare il Nirvana e, ovviamente, senza la Vita quello stato non è sperimentabile.
    Per tutti quelli che non lo hanno sperimentato è solamente un concetto dove tutte le fantasie e le filosofie si possono sbizzarrire.

    Inoltre constatiamo anche un paradosso.
    La cosa ridicola è che quando incontriamo la parola morte sappiamo esattamente di cosa si sta parlando e quando sentiamo la parola Nirvana è tutto quanto molto nebuloso.
    L'essere umano è incredibile: sa tutto di una cosa che NON sta sperimentando (la morte) e non sa NIENTE di una cosa che STA SPERIMENTANDO! ( la Vita ).

    Quando possiamo trascendere ogni concetto?
    Quando siamo quella cosa.
    Ultima modifica di Z4rdoz; 01-09-10 alle 21:40

  3. #13
    Forumista senior
    Data Registrazione
    28 Aug 2009
    Messaggi
    2,060
     Likes dati
    163
     Like avuti
    249
    Mentioned
    333 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Fatemi capire se ho capito

    Citazione Originariamente Scritto da warmbeer
    La via del Dharma porta a capire "non c'è sofferenza".
    Se la Vita ha la capacità di farci sperimentare il Nirvana dobbiamo ammettere che nell'essenza della Vita non c'è sofferenza.
    Non c'è bisogna di inventarsi quel sotterfugio, come fa la dottrina Buddhista, di spiegare il Nirvana dicendo quello che non è.

    Il Nirvana è l'Essenza più intima della Vita.

    Lo possiamo ben dire cos'è.
    Ma qui stiamo sempre girando in tondo,...se non so cos'è la Vita come posso comprendere il Nirvana?

    Il Nirvana è il dono che la Vita riserva a tutti quegli esseri umani che non hanno avuto paura del Nulla.

    Cos'è il Nulla?
    Il Nulla è quando siamo consapevoli di accettare di essere una melanzana pur di sentire di nuovo quel raggio di sole.
    Ultima modifica di Z4rdoz; 01-09-10 alle 22:35

  4. #14
    Forumista junior
    Data Registrazione
    27 Aug 2010
    Messaggi
    53
     Likes dati
    0
     Like avuti
    3
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Fatemi capire se ho capito

    Il Nirvana si produce con lo sradicamento totale di contaminazioni e ignoranza. Non so dirne con termini migliori, sono un principiante.
    Quello che proponi è un miscuglio di molte cose un po' New Age.
    Non è Nibbana.
    Quando lo stato ti insegna ad uccidere si fa chiamare patria. (Friedrich Dürrenmatt)
    Non ti affrettare ad attaccarti a nessun punto di vista. (Kodo Sawaki)

  5. #15
    .
    Data Registrazione
    13 Apr 2009
    Messaggi
    7,906
     Likes dati
    1,095
     Like avuti
    1,011
    Mentioned
    37 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Fatemi capire se ho capito

    Citazione Originariamente Scritto da warmbeer Visualizza Messaggio
    Il Nirvana si produce con lo sradicamento totale di contaminazioni e ignoranza. Non so dirne con termini migliori, sono un principiante.
    Quello che proponi è un miscuglio di molte cose un po' New Age.
    Non è Nibbana.
    Già dire che il Nirvana "si produce" in seguito a qualcosa ... si può fare di meglio. E se Zardoz parla "new age"... Benvenga la new age anche su questo forum

  6. #16
    Forumista senior
    Data Registrazione
    28 Aug 2009
    Messaggi
    2,060
     Likes dati
    163
     Like avuti
    249
    Mentioned
    333 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Fatemi capire se ho capito

    Citazione Originariamente Scritto da warmbeer
    Il Nirvana si produce con lo sradicamento totale di contaminazioni e ignoranza.
    Quando si scrive la parola "Vita", e si testimonia per essa la propria devozione, salta fuori questo appellativo: "New Age".
    E' normale.
    Probabilmente la New Age usa la parola Vita come si usa il pomodoro sulla pizza.
    Le parole sono solo concetti mentali.
    Quindi anche la parola Vita subisce lo stesso trattamento.

    Se in questo forum ci sono delle persone che comprendono che cosa io intenda per "Vita", come donerdarko o testadiprazzo, non è perchè io gli stia insegnando il significato della parola Vita; sono loro che hanno dovuto fare quel processo interiore per ripulirsi proprio del concetto originale che ha la parola Vita e sono arrivati al significato profondo, univoco, che questa parola ha per tutti gli esseri umani.
    Hanno fatto pulizia.

    Ho citato la tua frase perchè contiene due termini che sono in antitesi l'uno con l'altro.
    Il liberarsi da quello che ci ha contaminato non elimina l'ignoranza : la produce.
    Quando ci si vuole liberare dalle contaminazioni e allo stesso tempo si vuole eliminare la propria ignoranza, è come togliere l'acqua da una barca che ha un buco sul fondo: tu la togli l'acqua da una parte e lei entra da un'altra.
    Quando ci ci libera veramente dalle contaminazioni si riacquista una bella e sana ignoranza.

    Anche qui però dobbiamo metterci d'accordo: a quale ignoranza faccio riferimento ?

    Sarebbe meglio non ignorare il fatto che se metto un dito nell' acqua bollente mi diventa lesso.
    Non sto parlando di questa ignoranza.
    Sto parlando di quando, nel nostro percorso di apprendimento, abbiamo delegato la nostra mente a occuparsi, non delle cose pratiche che ci servono per vivere in questo mondo, ma a risolvere quell' insoddisfazione che piano, piano cresce dentro il nostro cuore durante la nostra esistenza.

    Quando deleghiamo la nostra mente a fare questo, quello che viene prodotto è solo dolore.

    A questo punto cosa facciamo? Diamo in pasto alla nostra mente tutti i resoconti, tutte le storie, tutti i precetti, tutte le tradizioni che parlano di questi esseri umani, ""particolari"", che hanno raggiunto quello "stato" sublime nella propria vita.
    Questi esseri umani che hanno eliminato quel "dolore" li chiamiamo santi, realizzati, illuminati.

    Visto che sentiamo un dolore, allora ci mettiamo in moto per risolvere questo problema, e cerchiamo di risolverlo come potremmo risolvere qualsiasi altro problema che si presente nella nostra vita.
    Senza accorgercene usiamo lo stesso metodo.

    Il metodo dove la nostra mente è specializzata è: FARE 1+1.

    Visto che qualcuno, si è illuminato meditando per svariati anni nella giungla, allora anche noi andiamo a meditare nella giungla;... possibilmente nella stessa giungla;... possibilmente sotto lo stesso albero dove meditava quel tipo che si è realizzato!
    Se faccio così, allora, anch'io, avrò più probabilità di realizzarmi.
    Poi scopriamo che non accade nulla e cambiamo metodo: ripetiamo quel mantra che per anni scandiva quell'altro santo.
    E vediamo che non funziona!
    Per forza..!!..., è perchè non pronunciamo bene le parole,...quindi la vibrazione non è esattamente la stessa,.....
    Imparamo perfettamente la lingua originale in modo da poter scandire senza equivoci le stesse parole.

    Si...!! abbiamo dei benefici, ma sarà veramente quell'illuminazione che c'è scritto in quei libri ??? Boh..?!

    Questa vocina trova sempre una giustificazione del perchè tu non ti puoi illuminare: ...non ti impegni abbastanza! Non sei costante !!! Fino ad arrivare ( e qui siamo veramente alla frutta ) al fatidico: NON TI ILLUMINI A CAUSA DEL TUO KARMA !! Da ..da..da...daaaaaaa !!!!
    A questo punto non hai più scampo! Non saprai mai se in questa vita potrai rimediare alle nefandezze che hai fatto nella vita precedente.
    Di sicuro ne avrai fatte perchè non ti stai illuminando,...
    A questo punto la tua mente ti ha fregato,...rassegnati: il Nirvana è una "cosa" per super-uomini,...inarrivabile.

    Quindi il processo di pulizia che deve portare noi stessi alla scoperta della nostra Vera Essenza, è lo stesso processo di pulizia dello specchio che sta riflettendo la nostra immagine.
    Noi non possiamo pulire quello specchio perchè se lo facessimo noi, il nostro alito, lo renderebbe di nuovo opaco.
    Quindi, prima del Nirvana, viene quella parte importante dello scoprire "se stessi".
    Qualcuno l'ha già scritto che questo è il primo passo, ma è un passo troppo spesso sottovalutato, perchè tutti pensano di conoscersi e si dicono: - bene,...io mi conosco ,...passiamo oltre...-
    Poi, invece, si scopre che a quelli che veramente si sono conosciuti non gli è saltato fuori: "passiamo oltre", ma un bel : "...PERBACCO!!"
    Ultima modifica di Z4rdoz; 03-09-10 alle 13:19

  7. #17
    Forumista junior
    Data Registrazione
    27 Aug 2010
    Messaggi
    53
     Likes dati
    0
     Like avuti
    3
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Fatemi capire se ho capito

    Citazione Originariamente Scritto da donerdarko Visualizza Messaggio
    Già dire che il Nirvana "si produce" in seguito a qualcosa ... si può fare di meglio
    Hai perfettamente ragione ... sono sicuramente il meno indicato per parlane. :giagia: Come ripeto a iosa, sono un principiante, non un maestro.

    Consideriamo più da vicino il termine nibbãna. Ogni volta che si sperimenta uno stato di immobilità, indipendentemente dalla qualità e dalle cause, si può dire che è un momento di nibbãna. Nibbãna significa letteralmente 'acquietarsi’. Ogni acquietamento è una forma di nibbãna. Un carbone consumato, un uomo o un animale in cui il desiderio è estinto, sperimentano un certo grado di nibbãna. Questi esempi si riferiscono a tre modalità del nibbãna: il nibbãna che si produce naturalmente, quello che si origina dalla soppressione delle contaminazioni, e quello, che si ottiene sradicando totalmente le contaminazioni. Il primo è detto tadanga-nibbãna e si produce quando la mente riassume semplicemente la propria originaria purezza cristallina. Cause favorevoli sono un ambiente adatto, la compagnia di persone pacificate, il sedersi sotto un albero, appoggiarsi a una roccia. Non è difficile sperimentarlo, a meno che non siamo tanto sciocchi da non accorgercene.
    Il secondo è detto vikkhambhana-nibbãna, cioè il nibbãna che si produce dalla soppressione delle contaminazioni, come avviene in alcune pratiche di concentrazione e meditazione. La sua qualità è la stessa del precedente, la differenza sta nel fatto che non è spontaneo ma indotto dalla pratica.
    Il nibbãna più alto, samuccheda- nibbãna, si produce con il totale sradicamento delle contaminazioni e dell”ignoranza, ove ignoranza non ha più modo di creare samsãra e abbiamo completamente superato la dipendenza dall'avijja che rappresenta la condizione esistenziale comune.
    Tale condizione ordinaria è definita dai termini pãli anusaya, 'tendenze latenti o propensioni' e samyojana, “vincoli”. Le manifestazioni sono molteplici: desiderio sessuale, ira, illusione o dubbio; tutte forme di dipendenza.
    Più specificamente si tratta dei seguenti. Errata opinione, dipendenza dall'idea di io, restrizione della cognizione all'io-mio. Dubbio, non disponibilità radicata ad accettare la verità. Attaccamento a riti e cerimonie, dipendenza da forme di superstizione o accettazione cieca dei precetti buddhisti. Lussuria, dipendenza dal sesso. Avversione, ira e irritabilità diventati abitudine. Desiderio di forme, infatuazione radicata per le gioie della forma. Desiderio del senza forma, infatuazione radicata per le gioie dell'astrazione. Presunzione, dipendenza dal paragonarci agli altriper vederci migliori, uguali o peggiori. Agitazione, interesse patologico verso tutto ciò con cui veniamo in contatto. Ignoranza, dipendenza dalla stupidità, ossessione e mancanza di consapevolezza
    Purgato da queste dipendenze, il nibbãna è eterno, immutabile e vero. Le sue due forme inferiori sono instabili, perché dipendono da circostanze propizie. Non sono in nostro potere. Nella terza forma, il samuccheda -nibbãna, le contaminazioni non solo sono sotto controllo ma definitivamente sradicate. Nient'altro resta da fare. È il nibbãna che non può più ritrasformarsi in samsãra. Il nibbãna assoluto.
    Quindi, per tomare all'affermazione di partenza, il nibbãna e il samsãra esistono insieme in questo corpo alto sei piedi. Prima di ottenere il perfetto nibbãna, oscilliamo avanti e indietro; a volte siamo nel nibbãna, a volte nel samsãra. Aderendo alle percezioni sensoriali e costruendo il senso dell'io-mio, siamo nel sarhsãra. La mente perfettamente educata è invece simile al *suono di una mano sola'. Normalmente, per produrre un suono, battiamo entrambe le mani. Quando la percezione sensoriale e ignoranza si incontrano, si produce il suono del samsãra,
    il suono della sofferenza. Se invece la mente non reagisce agli stimoli sensoriali, ecco il suono di una mano sola. Il suono prodotto è il suono del nibbãna, il suono della quiete, della pace e del silenzio che echeggiano nell'universo. Trascesa la dipendenza dall'ignoranza sperimentiamo il nibbana infinito, immutabile, eterno. Sbagliamo se pensiamo che l’eternità sia in un luogo esterno. E qui e ora, mentre sperimentiamo il nibbana.
    Considerate un oggetto qualunque. Diciamo che esiste, ma potremmo
    dire ugualinente dire che la sua non esistenza è latente nella sua stessa esistenza. Spostatelo e, dove prima c’era I’oggetto, resta la sua non esistenza. Alo stesso modo il nibbana è in noi, latente nel samsara.
    Rimuovete semplicemente l’immaginazione dell’io-mio e scoprirete che, nello stesso luogo in cui c’era sofferenza, c’è la fine della sofferenza.
    Vivete come dentro le fauci di un serpente. Tutto va bene finché
    siete consapevoli del suoi denti e ii evitate. Fate soprattutto attenzione alle sensazioni the producono I’io-mio. Se non potete evitare tali sensazioni, almeno imparate ad affrontarle e usarle in modo da impedire la nascita dell’iomio.

    Il Buddha ha detto:

    Guardatevi dalle costruzioni che danno origine al samsara; siate presenti, evitate la non attenzione, e l’ignoranza non si produrrà.

    Esaminatevi. Eliminate il samsara. Cercate di mantenere il nibbãna finché divenga il nibbana dell’eterna pace.

    Buddhadasa Bhikkhu
    Pensi di essere qualcosa di speciale perché hai avuto il satori, ma stai solo ostentando il tuo sacco di pelle.
    Esistono persone detestate da tutta la famiglia ma che continuano a pensare che solo loro hanno ragione. Se pensi di essere l’unico ad avere ragione, hai torto. E questo vale a maggior ragione per certi laici dello Zen che pensano che il loro satori li rende molto importanti – anche se a casa sono odiati.
    Nessuna illusione è così difficile da svelare come il satori.

    Gonyo Sonja chiede a Joshu, “com’è quando non ti appare più nemmeno una cosa sola?”
    Joshu rispone, “Lasciala andare!”
    Gonyo domanda, “A me non appare più nemmeno una sola cosa, cosa dovrei lasciar andare?”
    Joshu risponde, “Se è così, portala via caricandotela sulle spalle!”

    Non essere orgoglioso della tua pratica. E’ evidente che qualsiasi satori da cui ricavi motivo di orgoglio è una menzogna.
    Hai bisogno di vedere con chiarezza. Vero satori significa manifestare la tua sobrietà. Significa tornare in te. Più guardi, più chiaramente riconosci le tue colpe.
    ‘Improvviso grande satori’ significa che svaniscono tutte le vecchie concezioni, come per esempio ‘satori’ o ‘illusione’.
    Ma poi in ogni modo quanto sono distinti satori e illusione?
    In realtà, quello su cui ci creiamo delle illusioni o quello a cui ci risvegliamo sono la stessa unica cosa.
    Satori significa che il Buddha-dharma diventa realtà.
    Il buddismo è uno strano insegnamento perché dice che tutti i Buddha e tutti gli esseri sofferenti sono della stessa natura. Questo perché dire che i Buddha esistono da qualche parte sull’altra riva non si accorda con il Buddha-dharma.
    Se non raggiungiamo il luogo dove non c’è differenza tra noi e Buddha, il luogo dove non esiste niente di speciale, cominceremo a esitare, sentirci stanchi e a impigrire.
    Dov’è che sei veramente a casa?
    Non hai compagni di viaggio. Dovunque guardi, non c’è nessun altro! Devi trovare quel posto che tu e tu solo puoi raggiungere.
    “Il grande oggetto della pratica che dura tutta la vita giunge a una conclusione” significa che la via del Buddha diventa realtà. Che diventa parte della tua carne e delle tue ossa.
    Satori non significa fine dell’illusione.
    Il Buddha-dharma è inafferrabile. Dire che abbiamo il satori è andare troppo lontano. Dire che non abbiamo il satori è non andare abbastanza avanti.
    Grande satori significa realtà.
    Sbagli se parli di livelli della pratica. Pratica è satori.
    Solo zazen. Solo nembutsu. Per la gente normale, questo ‘solo’ non sembra abbastanza. Vogliono ricavare qualcosa dalla loro pratica.
    Il ‘solo’ [shikan] è importante. Semplicemente fallo. Per cosa? Per niente! Non c’è mancia – solo fare.

    Un monaco chiede a Ryuge, “cosa hanno conseguito i vecchi maestri che gli ha dato la pace del cuore?”
    Ryuke disse, “E’ come un ladro che entra in una casa vuota”. (keitokudentoroku, 17)

    Quando un ladro entra in una casa vuota non ha bisogno di rubare niente. Non ha nemmeno bisogno di scappare. Non c’è nessuno che lo cerchi. Assolutamente nulla. Dobbiamo essere molto chiari a proposito di questo ‘assolutamente nulla’.

    Satori è come un ladro che entra in una casa vuota. Entra ma non c’è niente da rubare. Nessun motivo per scappare. Nessuno lo cerca. Come non c’è nemmeno niente che lo possa soddisfare.

    Satori, veramente non si dovrebbe ostentare un termine così usurato.
    Parli di satori, ma quello che chiami satori è terribilmente piccolo. Il problema è tutto nella tua consapevolezza: allarga un po’ la tua consapevolezza, così capirai che non è niente.
    Puoi trovare il satori dappertutto nel mondo, come l’aria che respiri ogni giorno. Il satori non si trova nel futuro.

    Buddha Shakyamuni non ha detto da nessuna parte che solo lui aveva raggiunto il satori. Ha detto che tutti gli esseri insieme realizzano la via.
    Ma un satori collettivo come questo non è abbastanza per gli esseri umani. Ognuno vuole il suo satori individuale, la propria ricompensa individuale. Questo dimostra che ognuno si preoccupa solo di se stesso.

    Praticare senza manie è come giocare come un bimbo. E’ sbagliato voler fare del satori una mania.
    Satori non è uno sforzo, è semplicemente essere naturali.
    Essere naturali – a noi non rimane altro da fare oltre praticare lo zazen.

    Sawaki Kôdô Rôshi
    La "pratica" è facile.
    Ci vuole un grande lavoro e impegno e pensare di aver realizzato qualcosa non va bene per la pratica.
    Le esperienze capitano, ma ... sono solo esperienze.
    Le cose come stanno. Può non essere bello accorgersene, però le cose stanno così.
    Chi dice di avere "raggiunto" ******* probabilmente si sbaglia, nella migliore delle ipotesi.
    Quando lo stato ti insegna ad uccidere si fa chiamare patria. (Friedrich Dürrenmatt)
    Non ti affrettare ad attaccarti a nessun punto di vista. (Kodo Sawaki)

  8. #18
    Forumista senior
    Data Registrazione
    28 Aug 2009
    Messaggi
    2,060
     Likes dati
    163
     Like avuti
    249
    Mentioned
    333 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Fatemi capire se ho capito

    Citazione Originariamente Scritto da warmbeer-Sawaki
    Praticare senza manie è come giocare come un bimbo. E’ sbagliato voler fare del satori una mania.
    Satori non è uno sforzo, è semplicemente essere naturali.
    Essere naturali – a noi non rimane altro da fare oltre praticare lo zazen.

    Sawaki Kôdô Rôshi
    Citando queste frasi riportate da warmbeer non vorrei che lui interpretasse i miei interventi come se fossero diretti a lui, o peggio, che siano delle lezioni sulla spiritualità.
    Faccio solo notare delle cose...

    Certamente è una bella frase ma praticarla è tutta un'altra cosa.
    Perchè cosa significa Essere Naturali ?
    Cos'è un'atteggiamento ?
    Mi metto a fare il bambino anche se ho cinquant'anni?

    Cos'è quella cosa Naturale a cui fa riferimento questo Sawaki?

    Forse è una cosa che stiamo già praticando senza esserne consapevoli.
    Forse è Una cosa che è con noi dalla mattina alla sera.

    Essere attenti alla propria Vita, cosa significa ? Guardarsi l'ombelico?...guardarsi la punta del naso ?
    Non scherziamo...
    Scrivere su di una tastiera , passeggiare , lavorare, parlare con qualcuno , mangiare: mi impedisce di essere in contatto con la mia Essenza ?
    ASSOLUTAMENTE NO!
    Pensare che quell'Essenza esista soltanto quando stiamo meditando, da soli nella nostra cameretta, o nel tempio della Santa Maria della Catagnegna,...è veramente una paturnia mentale.
    Quell'Essenza non è che se ne va perchè noi non la badiamo...è sempre qui con noi!!!
    Non è un cane che si accosta solo quando tiriamo il guinzaglio.

    Quell'Essenza Suprema non esiste solo quando io mi metto nella posizione di accoglierla.
    Pensare che quel momento in cui sono in contatto sia un punto di arrivo, è un'altra paturnia mentale.
    Non esistono nè punti, di partenza nè punti di arrivo.
    Esiste solo la consapevolezza di comprendere che è solo "questa consapevolezza" la fonte della mia felicità.

    Noi ci dimentichiamo che il messaggio che ci hanno tramandato tutti i Maestri, fin dalla notte dei tempi, è stato proprio questo !!!

    Il messaggio è che : Se noi siamo un tutt'uno con quell'Essenza , questa Vita è una delizia, se non lo siamo, questa Vita è un'altra cosa.

    Quest'Essenza non ci obbliga a Essere un tutt'uno con lei.

    Quell'Essenza non ha regole.
    Il Nirvana non l'ha mai detto che lo scopo della nostra Vita è sperimentarLO.
    Ultima modifica di Z4rdoz; 04-09-10 alle 11:06

  9. #19
    Forumista junior
    Data Registrazione
    27 Aug 2010
    Messaggi
    53
     Likes dati
    0
     Like avuti
    3
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Fatemi capire se ho capito

    Citazione Originariamente Scritto da Z4rdoz Visualizza Messaggio
    Faccio solo notare delle cose...


    Citazione Originariamente Scritto da Z4rdoz Visualizza Messaggio
    Certamente è una bella frase ma praticarla è tutta un'altra cosa.
    Perchè cosa significa Essere Naturali ?
    Cos'è un'atteggiamento ?
    Mi metto a fare il bambino anche se ho cinquant'anni?
    Essere naturali = Zazen. Lo zazen correttamente inteso non è limitato allo star seduti (Shikantaza), si sta (si tenta di stare in) in zazen ogni istante della propria giornata.

    Citazione Originariamente Scritto da Z4rdoz Visualizza Messaggio
    Cos'è quella cosa Naturale a cui fa riferimento questo Sawaki?
    Dovresti chiederlo a lui Secondo me, ancora, lo zazen

    Citazione Originariamente Scritto da Z4rdoz Visualizza Messaggio
    Pensare che quell'Essenza esista soltanto quando stiamo meditando, da soli nella nostra cameretta, o nel tempio della Santa Maria della Catagnegna,...è veramente una paturnia mentale.
    Sono pienamente daccordo, questo è quanto più lontano dal Dharma ci possiamo immaginare. Nessuno che segua la "Via di mezzo" sostiene questo. credo di capire che hai visione del Buddhismo molto "narcisista".
    Ultima modifica di warmbeer; 04-09-10 alle 12:08
    Quando lo stato ti insegna ad uccidere si fa chiamare patria. (Friedrich Dürrenmatt)
    Non ti affrettare ad attaccarti a nessun punto di vista. (Kodo Sawaki)

  10. #20
    Forumista junior
    Data Registrazione
    27 Aug 2010
    Messaggi
    53
     Likes dati
    0
     Like avuti
    3
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Fatemi capire se ho capito

    Citazione Originariamente Scritto da Z4rdoz Visualizza Messaggio
    Se noi siamo un tutt'uno con quell'Essenza , questa Vita è una delizia, se non lo siamo, questa Vita è un'altra cosa.
    Noi. Io.
    Noi non c'è. Io non c'è.
    Quando lo stato ti insegna ad uccidere si fa chiamare patria. (Friedrich Dürrenmatt)
    Non ti affrettare ad attaccarti a nessun punto di vista. (Kodo Sawaki)

 

 
Pagina 2 di 6 PrimaPrima 123 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. fatemi capire
    Di MaIn nel forum Centrosinistra Italiano
    Risposte: 19
    Ultimo Messaggio: 08-11-13, 10:52
  2. fatemi capire e contemporaneamente fatemi un favore
    Di LeStelle nel forum Fondoscala
    Risposte: 34
    Ultimo Messaggio: 08-12-11, 10:35
  3. Fatemi capire se ho capito
    Di Strapaesano nel forum Esoterismo e Tradizione
    Risposte: 39
    Ultimo Messaggio: 25-05-10, 00:05
  4. fatemi capire....
    Di Eric Draven nel forum Prima Repubblica di POL
    Risposte: 69
    Ultimo Messaggio: 23-10-07, 20:00
  5. Fatemi un po' capire...
    Di Primoli nel forum Prima Repubblica di POL
    Risposte: 61
    Ultimo Messaggio: 21-09-07, 17:09

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito