



"Pio" Florian strappa i Penati al nemico e portali con te verso nuovi lidi.






Sento di avere molta energia inespressa. E compressa. Ho bisogno di comunicare tutto quanto altrimenti rimarrebbe dentro facendomi più male. Sono un mentale che vive di pensieri, ma mi sono adattato negli anni a vivere questa realtà. Da bambino era un emotivo la cui timidezza mi portava a ritrarmi e a vivere più appartato, ma non a pensare. I pensieri sono venuti dopo, con gli insuccessi e i sensi colpa. Vedi tanti stupidi che vanno avanti al posto tuo e pensi che con tutto che sei sbagliato tu sono veramente le regole ad essere perverse. Dietro al monitor riesco a prendermi delle rivincite con me stesso, ma quando ci riesco queste aumentano il senso di frustrazione e di colpa per non essere riuscito nelle cose importanti. Tu dici di invidiare la mia originalità e io ti ringrazio dell'intenzione positiva. Ma io ciò che detesto più di ogni altra cosa è l'originalità. Io non voglio essere originale, vorrei essere banale. Vorrei essere uno dei tanti che alla mia età non sta su un forum perché ha una famiglia e un lavoro avviato. Che non sta a pensare continuamente a cosa pensare perché ha tutto chiaro in testa e vede chiaro il mondo intorno a lui. Più volte qui mi hanno detto di andare fiero della mia "originalità", consigliato di aprire un blog e di fregarmene se altri non condividevano il mio modo di pensare e i miei riferimenti politici. Ma io vivo questa "unicità" come una condanna. Vorrei che fosse tutto chiaro, tutto ovvio, tutto banale. Mi sforzo di dire banalità e mi arrabbio quando vengono confutate come opinioni, ritenendole al contrario delle oggettività. Io invidio i cattolici, vorrei essere come loro. Per un periodo li ho anche frequentati. In genere quando faccio una cosa ci riesco e bene. Capita spesso però di ritrarmi, di fuggire quando il contesto si rivela diverso da quello che vorrei. L'ambiente religioso ha un che di stagnante oppure di troppo concreto che finisce di colorare l'umiltà di un senso di aridità. Io li rispetto ma mi sento diverso, ho bisogno di macerare nella sofferenza per illudermi di ricavarne un che di poetico (altrimenti sarebbe dolore e basta) e coniugare l'umiltà con l'ingenuità, con la reverenza di chi vorrebbe ancora vivere l'incanto del mondo e non sottostare alla brutalità dell'esperienza. Vorrei vivere in un mondo in cui si possa portare il bambino che è in noi il più avanti possibile laddove ti si chiede di aprire gli occhi, di essere responsabile, di essere duro, cinico... Rimpiango un tempo in cui mi sembrava (non potrei giurarci) che le Istituzioni erano adulte ma la società era composta di uomini-bambini mentre oggi assistiamo ad una società adulta alle prese con istituzioni bambinesche (o clownesche che è lo stesso). In questo senso vivo l'alienazione, la separazione da un contesto senza più una forma e una direzione e il mondo rimpicciolisce fino a diventare il "tuo" mondo e tu stesso "un" mondo. Un mondo da conoscere e da far conoscere. Ma io volevo (solo) vivere.
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Ultima modifica di Florian; 25-08-14 alle 07:23
SADNESS IS REBELLION


Novalis – Chi ti ha guardata
Chi ti ha guardata una volta, irretito
non sarà mai dalla rovina, o Madre;
da te lontano, cede alla tristezza,
ti amerà sempre con passione ardente,
e la memoria in lui della tua grazia
resta il più alto volo del suo spirito.
Mi volgo a te con devozione immensa,
tu già conosci quello che mi manca.
Sii tenera con me, Madre soave,
dammi un segno di gioia, finalmente.
Tutta la mia esistenza in te riposa,
resta vicino a me solo un istante.
Più volte nei miei sogni ti ho veduta
così bella, e nell’intimo amorosa;
il piccolo dio che avevi tra le braccia
voleva muoversi a pietà del compagno;
ma tu tornasti, levando il tuo sguardo
sublime, tra le nuvole in tripudio.
Me infelice! che cosa ti ho mai fatto?
Pieno di nostalgia, ti prego ancora;
non sono il luogo dove la mia vita
trova pace, le tue cappelle sante?
Regina benedetta,
prenditi questo cuore e questa vita.
Lo sai, regina amata,
che sono tutto interamente tuo.
Non ho goduto già da lungo tempo
nel segreto del cuore la tua grazia?
Quando ero ancora ignaro di me stesso
succhiavo il latte al tuo beato seno.
Sei stata accanto a me infinite volte,
guardavo a te con gioia di fanciullo;
mi tendeva le mani – perché un giorno
potesse ritrovarmi – il tuo bambino.
Con dolce e tenero sorriso – oh tempo
di paradiso! – un bacio tu mi davi.
Questo beato mondo ora è lontano,
e già da tempo il lutto mi accompagna,
perdutamente ho continuato a errare:
dunque ho peccato in modo così grave?
Fanciullo, tocco l’orlo del tuo manto,
svegliami tu da questo grave sogno.
Solo un fanciullo può guardarti in viso,
con fiducia aspettare il tuo soccorso;
allora sciogli il vincolo degli anni,
ch’io ritorni com’ero, il tuo bambino.
Vivono in me la fedeltà, l’amore
mio di fanciullo, da quel tempo d’oro.
Ultima modifica di Florian; 25-08-14 alle 07:52
SADNESS IS REBELLION


Senza nessuna cattiveria né nessunissima intenzione di ferirti, ma hai mai preso in considerazione l'idea che potresti soffrire di depressione?
Teniamoci stretti, che c'è vento forte.
Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.
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Enya - Exile
SADNESS IS REBELLION


Freddo come i venti del nord
nelle mattine di dicembre
Freddo è l'invocazione che riecheggia
da questa spiaggia a grande distanza
L'inverno è giunto troppo tardi
troppo vicino a me
Come posso scacciare
tutte queste paure dentro?
Attenderò che arrivi il segnale
Troverò un modo
Attenderò che giunga il tempo
Troverò una strada per casa
La mia luce dovrebbe essere la luna
e il mio sentiero l'oceano
La mia guida la stella del mattino
Mentre navigo verso casa, verso te
Attenderò che arrivi il segnale
Troverò un modo
Attenderò che giunga il tempo
Troverò una strada per casa
Chi scalderà la mia anima poi?
Chi potrà calmare la mia passione?
Fuori da questi sogni, una nave
Navigherò verso casa, verso te
Enya, Exile
Ultima modifica di Florian; 25-08-14 alle 08:20
SADNESS IS REBELLION


"Stupratori della lingua e dell'immaginario collettivo" (Felipe su Calvino, Brecht e Moravia)
"Scribacchini di regime." (su Nazim Hikmet e Pablo Neruda)
"Raccapricciante. Comunismo sanguinario allo stato puro." (su "Valore" di Erri De Luca)