che cazzo sono i mentali?


che cazzo sono i mentali?


Ma dipende anche dal medico o, in questo caso, dallo psicoterapeuta, tra i quali esistono molti cani. Da quello che ho capito, la strada è il capire le cause della sofferenza e non il giudicare la persona. In ogni caso, la dipendenza fuori dai contesti in cui è fisiologica non è sana
Far ragionare un idiota non è impossibile, è inutile


Non intendevo che invidio l'originalità. Infatti la frase dove parlo dell'"invidia" non è stata conclusa ed è rimasta - a seguito - volutamente in sospeso.
Tu vedi cose alle quali gli altri nemmeno hanno mai pensato. Se una mente normale ha venti cose a cui pensare tu ne hai duecento. A quanto pare non ti è semplice cercare di accantonare alcuni dei pensieri che hai, e dei quali vorresti farne a meno per renderti la vita più banale, perché evidentemente se ce li hai non li riesci a trattare come superflui. Non ce la fai a non dargli importanza.
Io nel mio piccolo in questi casi consiglio sempre un po' di svago. Iniziare a spengere il computer (fonte di riflessioni e quindi di pensieri) e iniziare a sostituire un pochino l'importanza che dai alle cose più serie con un po' di sport, magari una corsetta di pochi chilomentri, in un bel posto, a contatto con la natura, e isolato se gli sguardi delle persone ti imbarazzano perché ti senti goffo. Non farlo una volta sola, ma finché non ti inizia a piacere (i risultati sportivi anche se piccoli non possono non dare soddisfazione). Valuta quanto fare questo ti è servito a svuotarti un pochino la mente. Ovviamente non ti sto consigliando di diventare un decerebrato ma di scioglierti un po'. Alleggerirti significa poter continuare a pensare a quelle duecento cose ma con uno spirito diverso.
Lo sport non sarà la panacea di tutti i mali ma quasi sempre quando sono riuscito a far montare "i depressi" sul trampolino di lancio dopo non hanno più smesso e sono andati in contro a bei cambiamenti e sorprese inaspettate.
Tante belle sudate non potranno farti altro che bene, al corpo e soprattutto alla mente.
Ultima modifica di Cuordy; 25-08-14 alle 10:17
"Per tutto il pensiero occidentale, ignorare il suo Medioevo significa ignorare se stesso" - Étienne Gilson
"Se commettiamo ingiustizia, Dio ci lascerà senza musica" - Cassiodoro.


"Stupratori della lingua e dell'immaginario collettivo" (Felipe su Calvino, Brecht e Moravia)
"Scribacchini di regime." (su Nazim Hikmet e Pablo Neruda)
"Raccapricciante. Comunismo sanguinario allo stato puro." (su "Valore" di Erri De Luca)


queste seghe mentali mi mandano ai matti. si legge tra le righe che secondo chi scrive, qui il nostro florian, il mondo sarebbe composto da gente insensibile e senza cervello e che l'unica intelligenza e l'unica sensibilita' sarebbe nella testa dell'autore de 'sti papielli, sebbene poi ne venga concessa una quota anche a chi gli da' corda. come se fosse l'unica persona riflessiva sulla terra, come se fosse l'unico timido sulla terra o l'ultimo della stirpe degli introversi. anziche' dire "mi caco in mano quando devo provarci con una", tira in ballo i massimi sistemi, come se la societa' italiana avesse espresso la volonta' (???) di dargli addosso, come se della sua vita (o della mia) ne fregasse uno stracazzo a qualcuno (della mia frega alla mia mamma e alla mia pedra). "la tipa al supermercato mi sorride", mecojoni! se la tipa all'ingresso dell'ufficio non sorride a chi entra, la licenziano.
"la societa' mi impedisce di ritirarmi in me stesso, la gente non mi sorride. perche' non c'e' il mondo dei puffi?":
1) si puo' bestemmiare in questo cazzo di forum?
2) macchittesencula?
non espone un fatto, non fa un nome, non descrive un evento reale: il suo ragionamento e' pura astrazione e non ha bisogno di misurarsi sul mondo, come il complotto antijuve e l'anti-logica degli animalisti. "cioe' gapido? il sisdema vuole ghe io mi indegri, cosi' che io divendi una ruoda nell'ingranaggio, hai gapido no? cioe', si', ecco, nell'antica grecia si sdava molto meglio. cioe' professo', er pesce grande magna er pesce piccolo. hai gapido?".
se florian ha meno di 18 anni forse e' ancora scusabile, se ne ha piu' di 30 e vive ancora a casa coi genitori vuole solo dire che da piccolo non ha preso abbastanza schiaffi o ne ha presi troppo pochi. ma quelli di destra radicale nun je menano quando entra nel loro forum?








Hai fortemente ragione. Mi spiego meglio. Io non aspiro a diventare l'impiegato xyz, perché sento di avere un'individualità che verrebbe sminuita o soppressa in un contesto fortemente egualitario. Tuttavia sopportare unicamente sulle mie spalle questa individualità mi pesa. Trovo il concetto del "self-made man" inaccettabile, perché nessuno si fa mai da solo, forse solo gli sradicati che non hanno nulla alle spalle. In genere abbiamo tutti a che fare con un contesto di partenza e più questo contesto è forte più siamo legati a questo e limitati nelle scelte individuali. Per cui a mio avviso l'individualità se è vero che è portatrice di benefici per la persona e la comunità deve poggiare sulla persona e la comunità. Questo è previsto in un'ottica cattolica che parla appunto di persona e riconosce la comunità, ma non da liberali e sinistre per cui esiste solo l'individuo e lo Stato. Qui o suddetto individuo "si fa da sé" oppure è schiacciato dallo Stato perché non esiste comunità, non esistono corpi intermedi (famiglia, chiesa, associazioni). Cosicché in questo genere di società vanno avanti gli sradicati, i figli di nessuno, quelli abituati sin dall'infanzia a giocarsi il rischio e a vivere la vita come rischio. Quante volte sentiamo persone "che ce l'hanno fatta" dire: io sono cresciuto nella strada... chi invece cresce nella famiglia è out e non è un caso che tutti gli psicologi rapportino i tuoi problemi alla famiglia (e in primo luogo ad una madre iperprotettiva)... Tagliare il cordone ombelicale, emanciparsi, lottare... ma perché? Perché invece la vita di una persona non può svolgersi all'interno di un contesto familiare e sociale? Perché bisogna essere gettati in mare aperto e per giunta senza nemmeno le protezioni del caso?
Per cui la mia originalità, il contributo che io sento di portare al mondo, è vanificato dal fatto che 1) questo contributo fondamentalmente non interessa al mercato; 2) questo contributo è subordinato alla capacità che ho io in prima persona di venderlo. Per cui prima viene il mercato (non la società), poi viene la vendita e la persona in quanto tale non esiste. Esiste solo nella sua capacità di vendere/vendersi, ovvero nella capacità in cui corrisponde ad un carattere umano che in altri tempi sarebbe stato considerato il più vile e detestabile nella scala sociale.
Qui sta il peso di chi non si sente un mero numero di un ingranaggio alienante ma ancor meno un venditore porta a porta.
SADNESS IS REBELLION


io? io sono un turbocapitalista che fa la manichiur per stringere meglio le mani alla gente. il guaio e' che tu vivi in un mondo di fantasia e sei convinto che questo ti renda particolarmente piu' sveglio/intelligente/interessante del fruttarolo che all'una urla "cestino de fragole a un euro".