Nel sudest asiatico ho lavorato per un po' di tempo, ed avevo dei collaboratori laotiani straordinari : preparatissimi nel loro campo e stranamente simpatici per la loro intrinseca natura riservata.
Una volta ci siamo messi di impegno ad insegnare a due di loro un po' di italiano, ed iniziammo col direttore di produzione, un mio corregionale laziale pure lui, che insegnai ai suoi collaboratori a chiamare "...ao' ... a cosoooooo...".
Serate e serate per affinare l'accento (i laotiani parlano il lao come dei robottini, senza espressione) fin quando impararono a dirlo meglio di un trasteverino ..... Inutile spiegare la faccia del mio corregionale quando entrarono baldanzosi e seri nel suo ufficio (io già stavo li...) e lo chiamarono " ao'...a cosoooooo .." con l'ultima "o" strascicata ..... e senza ridere ....
Poi gli insegnammo altri termini (semi)italiani .....non tutti ripetibili, e loro li inegnavano agli altri. In Laos. Meriteremmo una medaglia dall'Accademia della Crusca.![]()






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