





preferisci un figlio che ti dice:
1) Sei stato poco presente, non hai insistito quando avevo poca voglia di studiare, sei stato indulgente quando ho fumato il primo spinello, ho preso la prima sbronza e oggi non ho fatto quello che desideravo nella vita e ho molti difetti: non ho una qualifica che mi permette di avere un lavoro gratificante, fumo come un turco, bevo e sono insoddisfatto, pero' devo dire che come genitore mi hai lasciato sempre piena libertà
2) Sei stato sempre un rompicoglioni, asfissiante, troppo presente, ma almeno mi hai fatto studiare correttamente, non mi hai mai fatto mollare, mi hai sempre fatto stare alla larga da compagnie che mi avrebbero distratto e oggi ho potuto studiare correttamente, mi hai mandato a studiare all'estero, mi hai fatto fare delle esperienze, malgrado la mia innata pigrizia e oggi ho un lavoro gratificante e nel tempo libero posso a fare cio' che mi piace
Gianluca e tutti quelli a favore dei genitori di manica larga, cosa preferite che vi dica vostro figlio?
io sono 1000 volte per la seconda versione
Ultima modifica di FrancoAntonio; 14-01-15 alle 12:30


da figlio, ho avuto un padre presente, ma che mi ha lasciato piena libertà. adesso ho un lavoro che mi gratifica, non fumo, non bevo e sono felice. durante l'adolescenza ho bevuto, fumato e mi son divertito da matti.
magari se avessi avuto un cagacazzi come te per padre adesso sarei un tossico alla mensa della caritas


uhm temo che ci sia un equivoco
la contrapposizione non è esattamente tra questi due modelli
Premesso che la cosa è analizzata DOPO i primi 3 anni, non prima, lo ribadisco perché questo punto sfugge facilmente, perché la personalità del bambino si forma in buona parte tra i 3 e gli 8 anni (secondo tutti gli studi specifici)
modello 1 di educazione tra i 3 e gli 8 anni
distruggi tutto, qualunque capriccio del figlio, anche sbagliato va assecondato, se piange è una tragedia se si lamenta bisogna correre, bisogna essere al suo servizio assoluto 24 ore su 24. Al tempo stesso al bambino si impedisce di commettere i propri errori e di fare le proprie scelte facendole al posto suo. Il suo viziarlo serve a tenerlo vicino, le sue scelte vengono condizionate con l'idea di tenerlo vicino, lo scopo è proteggerlo sempre anche a costo di impedirgli o condizionare le sue scelte
modello 2 di educazione tra i 3 e gli 8 anni
ci sono cose che può fare e cose che non può fare. Deve piano piano essere responsabilizzato e imparare a fare le proprie scelte in maniera autonoma. Non si può costringerlo a giocare a tennis se a lui piace giocare a pallone (esempio), non si può costringerlo a fare cose che lo terrebbero più a lungo vicino al genitore (esempio nel caso di adolescenti ma giusto per fare capire: madre che insegna al classico che costringe i figli a fare il classico per poterli controllare meglio). Il figlio si supporta in quello che vuole fare incoraggiandolo e insegnandogli ad affrontare le paure. Gli si insegna che una delusione non è la fine del mondo e si va avanti. Gli si insegna che se vuole può sbattere la testa e che se non è convinto può toccare con mano da solo. Non lo si deve impedire
i peggiori sono i genitori che poi tendono a ripetere ai figli, quando si fanno un po' più grandi, frasi tipo "ma di chi sei figlio? da me non hai preso" (detto anche dalla madre eh) "mi fai vergognare" "ecco lo vedi? Non sei buono a nulla, guarda quell'altro come fa lui si che da gioie ai genitori" "non ce la farai mai, gli altri vanno avanti e tu resti indietro"
PS secondo alcuni studi quelli che sono stati "repressi" hanno una probabilità maggiore di cadere in vizi come fumo alcol droga, dovrei cercare la cosa ma è interessante e smentisce l'idea dei padri apprensivi






se parliamo dell'età tra i 3 e gli 8 anni devo dire che contrariamente al 95% delle mamme che lavorano e che lasciano i figli in asili e scuole, doposcuola, baby sitter varie, mio figlio ha avuto la fortuna (al di fuori di asilo e scuola) di stare sempre con la mamma o coi nonni, e la differenza si nota: noi vedevamo che i figli con la mamma sempre fuori per lavoro avevano tendenza a starle sempre vicino per paura che si allontanasse e a piagnucolare non appena questa si doveva allontanare dal figlio, il mio invece non aveva di queste paure perchè al di fuori della scuola aveva sempre un famigliare vicino, quindi era molto piu' indipendente


la presenza non è un fatto negativo, è cosa si trasmette con la presenza che fa la differenza (soprattutto gli esempi che si danno)
speravo di averlo spiegato prima
i due modelli da me esposti sono entrambi presenti
uno in modo soffocante
uno in modo discreto
ma entrambi presenti


allora il problema per me non si pone perchè mio figlio al di là della presenza costante è sempre stato molto indipendente, curioso e non si è mai lasciato imporre le cose, a volte dovevamo ricorrere a dei sotterfugi pur di fargli accettare le cose, mentre ho conosciuto bambini passivi che trovavano comodo che i genitori scegliessero per loro , poi dipende dal carattere piu' o meno indipendente del bimbo
Ultima modifica di FrancoAntonio; 14-01-15 alle 13:32