
Originariamente Scritto da
mad
Con tutto il rispetto e con buona pace del tuo pensiero, ma il comunismo non è mai entrato economicamente in competizione col capitalismo, e nemmeno ha mai pensato di sfidare il criterio dell'economia di mercato o della generazione di bisogni, tanto cara al capitalismo. Il comunismo, forse e probabilmente, si preoccupava di fare macchine fotografiche con buone ottiche che facessero buone foto e costassero quanto tre chili di pane , e non se ne fregava niente di fare le macchine fotografiche col winder ed il teleobiettivo comandato col pulsante sul dorso.
L'obiettivo del comunismo, forse e probabilmente, era che TUTTA la popolazione potesse mangiare, riscaldarsi, andare a scuola e curarsi gratis, magari senza le poltrone imbottite di pelle di alce in prima classe sui treni, magari senza le cliniche private per fare un bypass coronarico e magari con le case piastrettale con mattonelle in cemento levigate ma non brillanti come quelle della signora occidentale che usa la cera Grey che li faceva brillare a specchio.
Il comunismo, da sempre, forse e probabilmente, non se ne è mai interessato della competitività del mercato esterno, perchè le tecnologie di eccellenza venivano DOPO le tecnologie di massa che fornissero una radio a tutti, magari a manovella per non usare le batterie, ma che si sentisse bene in Kamchatka o a Leningrado o a San Pietroburgo, e costasse quanto due litri di latte.
Nonostante cio' pero' la tecnologia spaziale, e quella bellica, non erano esattamente da buttare via, assunto che forse il primo uomo nello spazio è stato russo e assunto che quasi tutto il sudamerica e l'africa, o il sudest asiatico, si armavano negli anni 50 e 60 con armamenti dei compagni sovietici. A tutt'oggi sembra che la tecnologia russa nel campo della ricerca medica, in quella bellica, in quella aviatoria ecc.... non è esattamente il fanalisno di cosa del mondo.
Voglio dire, sempre con rispetto, che l'autarchia del comunismo ha imposto alla Cina di modificare i suoi canoni di produzione, di gestione delle risorse e di manipolazione della finanza per proiettarsi all'estero e competere con le stesse armi del capitalismo contro il capitalismo occidentale. Fermo restando la cultura cmunista che compone rigidamente sia l'ossatura del partito e sia la forte e radicata burocrazia interna governata sempre con il sistema comunista.
Cosi' come forse e probabilmente il comunismo russo è stato messo in ginocchio dalla stessa volontà di parte della burocrazia russa di seguire goffamente la strada cinese, con risultati e premesse leggermente diverse. Voglio dire che l'aspirazione (in buona o cattiva fede non lo so ) di Gorbaciov, della sua perestroika e del suo stravolgimento del sistema comunista, non ha portato gli stessi risultati sud coreani e/o cinesi perchè forse non è possibile trapiantare un modello sic et simpliciter in Russia anzichè a Cuba anzichè a Canicatti' o a Shangai.
Quindi a me sembra che il comunismo non sia crollato o si sia modificato per aver perso la battaglia con l'occidente ma semplicemente per la scelta infelice di qualche dirigente sovietico che trenta anni fa penso' di fare il colpo grosso con qualche centinaio di aspiranti miliardari che oggi invadono l'occidente con la loro esibizione di ricchezza smodata, le loro "prostitutki" in bella mostra, i loro miliardi esibiti con sfrontatezza, mentre la disoccupazione ufficiale è pressocchè zero ma gli stipendi medi non superano 27.000 rubli al mese ( 450 euro) , la metro di Mosca è stracolma di mendicanti come non se ne vedevano dal 1905 e la maggior parte della popolazione rimpiange il vecchio sistema. Alla faccia della perestroika.
Sempre forse.