



non cambiano gli atteggiamenti verso, ma l'interpretazione sche si da alle cose che si leggono.
mi spiego se io ho vissuto una certa cosa, per me è così, anche se mille altri la vedono in modo diverso.
per certi argomenti invece le cose non cambiano (ad es. il vuoler a tutti i costi essere il giusdice nello stabilire di che "colore" è una persona)
no, se è questo che vi preoccupa,non cambio il mio modo di parlare/discutere verso uno per l'età.


Per mia scelta di vita non rispondo a persone idiote, in mala fede, ottuse o volgari, omminicchi e provocatori, presuntuosi e gente senza palle, bugiardi, millantatori, incapaci e psicolabili.


non l'età e nemmeno la persona: quello che si deve giudicare è solo quello che si legge. Poi se uno parla delle BR e non ha mai nemmeno sentito l'odore di quel periodo allora è il caso di farglielo notare. L'età però a qualcosa serve: ad aver vissuto, e non si ha sempre l'idea precisa di cosa voglia dire "avere vissuto" certi momenti.




Ogni persona anziana è un libro di storia, ma un libro di storia scritto personalmente. Indipendentemente si abbia fatto o non fatto una determinata cosa quel libro, almeno per me, è sempre interessante sfogliarlo. Però questo non rende comunque quello scritto una verità ma è pur sempre un'interpretazione di ciò che si è visto o anche sentito, dato che non è che si è potuto veder tutto.![]()
"Voi non avete fermato il vento gli fate solo perdere tempo"
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Credo che il libro della vita venga scritto si, personalmente, dall'interessato come scrivi giustamente tu, ma con la mediazione del tuo passato. Voglio dire che tutto quello che tu vivi, a cui partecipi, che studi, che ti fa soffrire o gioire, lascia una traccia in te diversa dalla traccia che lascerebbero in me o in altri. In pratica ognuno di noi assimila e matura le proprie idee in base a quello che ciascuno di noi ha vissuto, fatto, studiato, patito, costruito, inventato, goduto, odiato ...ecc...ecc..
Anche io ho sempre ascoltato con passione i "vecchi", sia in sardegna, sia in ciociaria, sia nel sudest asiatico, sia in altri paesi europei, e se non si ha la presunzione di sapere tutto, di essere inteligentissimi, di aver studiato il libro delle verità e di essere soprattutto un furbone che non lo frega manco il Trota ..... allora si impara sempre qualcosa di importante. Che non sarà fortunatamente una verità, assunto che le verità appartengono agli stupidi.
Per mia scelta di vita non rispondo a persone idiote, in mala fede, ottuse o volgari, omminicchi e provocatori, presuntuosi e gente senza palle, bugiardi, millantatori, incapaci e psicolabili.


Appunto parlavo di interpretazione. L'interpretazione è dovuta proprio a quello che tu scrivi. Il che non rende la cosa meno interessante, anzi forse la rende anche più interessante.
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questo è normale, addirittura giusto che sia così: ogni persona è un mondo a sè e vive fatti e situazioni secondo la personale intelligenza e la portata dei sentimenti.
Per esempio: ho citato le BR non a caso, ma perchè quello è stato un periodo che io ho conosciuto dal di dentro, cioè non da dentro le BR ma, essendo amico di due personaggi che invece nelle BR militavano, ho potuto capire cosa li spingeva a fare quello che hanno fatto e il perchè di certi accadimenti. Però capisco che se uno è anti sinistra per convinzione, anche se le BR avessero distribuito alla Robin Hood soldi ai poveri dopo averli sottratti ai ricchi, avrebbero comunque trovato loro difetti e anche peggio.
Del resto la Storia la scrivono gli uomini e non è che Manaresi ha vissuto le guerre puniche ma ce le racconta e noi dobbiamo prendere atto delle sue parole ma è evidente che quando si legge un libro di Storia scritto dal Sabbatucci o da Petacco o da Montanelli, le simpatie e le convinzioni dell'autore in qualche modo incidono sul racconto, quindi l'obioezione di Medisco è giusta: quello che racconta uno che ha vissuto certi accadimenti storici è sempre la SUA verità, che non vuol dire però che non sia la verità vera.