



No va be, è uno degli anticapitalisti ignoranti che aspetta ikl reddito minimo garantito per poter parlare male del capitalismo sui forum
ཨོཾ་མ་ཎི་པ་དྨེ་ཧཱུྃ
Liberale
No al socialismo, no al fascismo.


Il sonno della ragione genera mostri.
Divergevano due strade in un bosco, ed io...io presi la meno battuta, e di qui tutta la differenza è venuta.


L'industria agroalimentare italiana ha acquisito una dignità ed una consapevolezza degna di rispetto.
Almeno rispetto. Rispetto del lavoro. Qui vedo persone che considerando l'agricoltura come un settore di serie B, buona solo per dare un contentino a quegli sfigati di contadini.
L'Evangelisti si inquadra proprio in questo andazzo. Per lui solo l'industria merita di essere coccolata. Solo l'industria ha il diritto di vivere. I "gioielli" dell'Italia sono solo le industrie.
Non dice che i contadini andrebbero sterminati, ma il senso è quello. Fors lo leggeremo nel suo prossimo articolo.
Questo Tizio, che con il suo demenziale sproloquio ha folgorato Arbeiter che non si è vergognato di citarlo, ha una idea distorta, cioè monca, dello sviluppo. Che è la stessa di chi ha favorito un certo tipo di sviluppo.
Non a caso tratta con snobistico disprezzo Spagna, Grecia, Portogallo, Cipro ... Cioè: prima si incentiva lo sviluppo industriale (evidentemente a scapito del settore primario); e dopo anni di questa sciagurata politica viene a dirci: eh, ma quelli sono Paesi arretrati, vivono di agricoltura ...
E' come se un allenatore prima fa azzoppare un calciatore, e poi dice: non lo convoco, tanto non sa correre.
Il che, se permetti, mi fa incazzare.
L'agricoltura ha fatto passi enormi, soprattutto ricordando come è stata trattata, sia nei fatti più banali, sia nella considerazione generale. Il sig. Evangelisti ne è esempio lampante. Sembra difendere il settore, quando lamenta: "a loro le produzioni che contano e che rendono ...".
Sembra, ma non è così. Perché ribadisce che, per lui, le produzioni che contano sono altre: il settore agroalimentare è destinato a non contare e non produrre. E' la maledizione divina, assiomaticamente.
E, subdolamente, tende a far passare il concetto che l'Expo non serve, perché è destinato a promuovere un settore che non conta, che non produce. E questa idea si allarga: ma cosa state a perdere tempo con quei buzzurri di contadini!
Se fosse vero che il settore non conta, si dovrebbe impegnare a che esso conti di più, invece di dire: "ma lasciatelo al suo destino!".
E se capisse l'importanza dell'alimentazione nel mondo, dovrebbe impegnarsi ad orientare l'impostazione dell'Expo verso gli obiettivi che lui reputa più importanti, in modo da dargli un orientamento più vicino alle sue idee, alle sue convinzioni. In modo da essere utile e funzionale a quello in cui crede.
Ma la sua convinzione temo di averla compresa, e riassunta nella frase: Il settore agroalimentare è inutile, e non stiamo a perderci dietro a questi che si ostinano a zappare la terra.
Ultima modifica di Corrado; 03-05-15 alle 10:18


E' la retorica ritardo comunista del fatto che continuano ad immaginare fabbriche enormi di 2000 e passa operai produzione di acciaio "nazionale" da vendere nel mercato interno protetto, grossi investimenti pubblici per la produzione di navi, auto, energia.. tutto ciò che è pesante e grosso. Ed è la retorica e l'idea che ha sconfitto l'urss. Pensare che esiste solo un tipo di prodotto che vale e che gli altri, come dici tu, sono di serie b.
Perché non importa se i mobilifici italiani producono per ikea o se il settore agroalimentare è importante in italia.
Questi luridi nemmeno si vergognano di diffamare con un articolo il lavoro e i sacrifici di questa gente. Si mostrano sempre nemici del
lavoro a favore della sussistenza più che della differenza e della qualità.
magari prenderebbero per il culo i produttori di vino e di pomodorini nel pachinese, perché producono solo pomodori più piccoli del normale! Senza rendersi conto che già a roma stanno a 5 euro al chilo e a londra in pacchi a 6 a 8 sterline e chissà in giro per il mondo!
ཨོཾ་མ་ཎི་པ་དྨེ་ཧཱུྃ
Liberale
No al socialismo, no al fascismo.


aaaaahh anche oggi mi sembra una ottima giornata per odiare il comunismo
"Stupratori della lingua e dell'immaginario collettivo" (Felipe su Calvino, Brecht e Moravia)
"Scribacchini di regime." (su Nazim Hikmet e Pablo Neruda)
"Raccapricciante. Comunismo sanguinario allo stato puro." (su "Valore" di Erri De Luca)






L'Expo è UN'OPERAZIONE PUBBLICITARIA né più ne meno. La storiella che l'Expo serve a valorizzare l'alimentazione nel mondo è una balla immane, buona giusto per gli slogan che che scrivono negli spot televisivi per invitare a comprare i biglietti.E se capisse l'importanza dell'alimentazione nel mondo, dovrebbe impegnarsi ad orientare l'impostazione dell'Expo verso gli obiettivi che lui reputa più importanti, in modo da dargli un orientamento più vicino alle sue idee, alle sue convinzioni. In modo da essere utile e funzionale a quello in cui crede.
Sei rimasto fermo agli slogan pubblicitari.

