

«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij


ma senti Druuna, così solo per curiosità....
tu che fai per cambiare la situazione?
OK, niente lavastoviglie .....e poi?
vai al lavoro con mezzi pubblici o bicicletta?
ricicli tutto il possibile riciclabile?
ti fai il compost?
e che altro?
Se pensi che l'istruzione sia cara, prova con l'ignoranza




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«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij


Sicuramente tutto quello che faccio non è abbastanza, però è molto più di quel che fanno tanti.
Non me ne vanto e non me ne vergogno.
Semplicemente non sarei contraria ad uno stato che mi chiedesse di fare anche di più, a fronte di una offerta di servizi un po' diversa, come dei trasporti pubblici più efficienti, dei servizi telematici migliori ecc.
La lista di quel che faccio io non credo che sia molto interessante, cmq praticamente non riesco a riempire il sacco dell'indifferenziato, rifiuto di avere il condizionatore, perchè, come per la lavastoviglie, lo trovo uno spreco e una non-necessità; riutilizzo tutto il riutilizzabile ecc. ecc.
La mia impronta non è comunque soddisfacente.
Tra qualche mese ridurrò del 70% il mio consumo di carburante![]()
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Il problema è sempre il solito. Podemos e Syriza sono nati non radunando rottami del vecchio e stantio marxismo nostalgico, ma partendo ex novo, mettendosi anzi in competizione diretta con Sinistra Unita e i vari partiti comunisti ellenici, di cui ho perso il conto. Se qui in Italia Landini, Civati o chi per loro credono di replicare il successo imbarcando gente da Ferrando a Cuperlo, il traguardo del 2% alle politiche è vicino.
Ultima modifica di Carnby; 28-05-15 alle 12:45




Qualcuno che si fa queste domande, comunque c'è...
però di conti precisi, in giro se ne trovano pochi, e sai perchè ?
Perchè siccome questi prodotti sono già in produzione, nessuno ha interesse a smontare le favolette che "gioè io coi pannelli solari e l'auto elettrica sono ecologggico, gioè"...
Automobili elettriche: sono davvero così ecologiche?
Il desiderio di salvaguardare l’ambiente è una delle ragione principali che spingono le persone ad acquistare un’automobile elettrica. E il motivo per cui le auto elettriche sono ritenute dei veri e propri toccasana per il pianeta è che, a differenza dei veicoli tradizionali e anche di quelli ibridi, non producono emissioni. Ma il fatto che non producano biossido di carbonio mentre le stiamo guidando non vuol dire, però, che non abbiano alcun impatto sul nostro pianeta.
L’impatto ambientale di un’automobile, infatti, va ben oltre il quantitativo di emissioni prodotte durante il funzionamento, e dovrebbe tenere in considerazione anche tutto il processo di costruzione del veicolo; per calcolare il reale impatto di una qualsiasi auto elettrica, bisogna quindi considerare tutto il processo manifatturiero e industriale della realizzazione, il trasporto, l’acquisto, il suo utilizzo, la necessaria manutenzione e la demolizione rpevista quando avrò esaurito il suo ciclo vitale.
Il processo di realizzazione di un’auto elettrica, infatti, è molto più complicato di quello di un veicolo tradizionale. Ad esempio, per realizzare le batterie utilizzate dall’auto elettrica per funzionare, si consuma più energia di quella che ci vorrebbe per la realizzazione di un’intera auto tradizionale. E la triste verità in tutto questo è che le emissioni e l’inquinamento ambientale prodotti dalle fabbriche che costruiscono queste batterie paragona un’auto elettrica, in quanto a emissioni, a quelle emesse da un veicolo tradizionale che ha già percorso 150.000 chilometri.
Inoltre, dopo la sua realizzazione fisica, un’auto elettrica deve essere trasportata presso il rivenditore, nello stesso modo in cui vengono trasportate le auto tradizionali, ossia spostate in lungo e in largo sulle autostrade, pareggiando quindi l’impatto ecologico di un’auto cosiddetta normale, e che erroneamente viene considerata più dannosa per l’ambiente.
Il cosiddetto risparmio energetico e la riduzione dell’impatto ambientale, quindi, inizierebbero teoricamente solo ed esclusivamente una volta che l’automobile è stata acquistata e che inizia ad essere utilizzata… ma anche in questo caso, non è vero che le emissioni sono a zero. Per ricaricare le batterie, infatti, si deve collegare l’auto a una rete elettrica locale, che la alimenta di elettricità prodotta, nella maggior parte dei casi, dalla combustione di idrocarburi fossili. Il veicolo, quindi, produce delle emissioni, anche se in luogo differente dal quale si trova.
Se invece l’energia che deve essere utilizzata per alimentare l’automobile elettrica proviene invece da una fonte rinnovabile, ad esempio energia solare o eolica, allora si può forse affermare che l’automobile non sta impattando sull’ecosistema… fino al momento, è chiaro, in cui finirà il suo ciclo di vita e si dovrà demolire.
Come tutti sanno, infatti, le batterie usate sono create con materiali talmente inquinanti, e per “disperdere” le batterie di un’auto è necessario un lunghissimo e costoso (in termini energetici) processi, che difficilmente non lascia tracce nell’ecosistema.
Insomma, alla fin fine l’impatto ambientale di uno di questi veicoli è praticamente lo stesso di un veicolo tradizionale, se non addirittura superiore, se consideriamo lo smaltimento delle batterie, e se magari possono essere ecologicamente più sostenibili durante il loro funzionamento, come abbiamo visto, le altre fasi del loro ciclo di vita annullano qualsiasi vantaggio. Quindi, ci chiediamo… ne vale davvero la pena, considerando anche il costo elevato di acquisto?
Ai posteri, l’ardua sentenza.
Automobili elettriche: sono davvero così ecologiche? | ecogreenmania
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