



il punto è che ragionando in maniera individualistica non c'è alcuna convenienza in alcuna decrescita
in maniera collettiva (cosa che però è contro la natura umana che è e permane individualistica ed egoistica fino al midollo) l'ottimizzazione delle risorse (non la riduzione, quello mai) può portare benefici alla somma totale
ma ripeto non dovrebbe esserci alcun ragionamento individualistico
quindi qualcosa di simile al concetto di "Gaia" in "L'orlo della Fondazione" di Asimov, dove qualsiasi creatura del pianeta appartiene a una coscienza collettiva (quindi di fatto non ha un vero e proprio libero arbitrio)
pensare che ora come ora chi ha un tot ci rinuncia per un ideale collettivo è utopia come dici tu
per rinunciare a qualcosa si deve aver superato la saturazione (e in molti casi nemmeno in quel caso si fa nulla) e questo si vede con quanti soldi le grandi multinazionali fanno beneficenza
chi non ha raggiunto la saturazione della ricchezza ma anzi ne è ben lontano non regala niente o quasi
eppure volendo distribuire in modo uguale moltissimi dovrebbero rinunciare a qualcosa, cosa che non farebbero mai
ma perché poi? perché in africa e in India non controllano le nascite?


Questo modo di ragionare a me pare "eccessivo". Se il progresso offre degli strumenti di grande utilità, benché non indispensabili, per migliorare la qualità della vita, perché "rinnegarli" o tornare indietro al "se non esistevano"? Come per ogni cosa, credo che il punto sia il modo di utilizzarli e riutilizzarli. Il come. Il quando. Il quanto. Non credo bisogni tornare indietro, ma semplicemente andare avanti in modo "coscienzioso" e "sostenibile".
*cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio*


andando sul personale
come già detto, mio papà era un operaio metalmeccanico, con fatica mi ha fatto studiare e mi ha dato i mezzi (immateriali) per farmi largo
non la faccio lunga, ma ora ho una mia azienda....
perchè dovrei essere felice ritprnando alla condizione di mio padre?
troppo difficile (per me) da capire
Se pensi che l'istruzione sia cara, prova con l'ignoranza






Invece il paragone è proprio quello dell'obesità: siamo obesi di cose, come di cibo.
produciamo cibo in eccesso, ne mangiamo in eccesso e ne buttiamo in eccesso (nei paesi avanzati quasi il 50% del cibo viene buttato via).
Non si tratta di privarci di cose importanti, si tratta di razionalizzare i consumi in una situazione in cui l'eccesso di produzione e di consumo provoca dei danni e dei problemi.
Il masochismo, secondo me, sta nel continuare a consumare in eccesso danneggiando noi stessi sia col consumo insensato, sia con la produzione di rifiuti che richiedono di consumare altra energia per poterli smaltire, quando basterebbe non produrli affatto, consumando meno, e ne ricaveremmo un doppio beneficio.
«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij


«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij



