









attenzione che con questo stai praticamente segando l'illusione per cui allora il Vero Dettame Della Razionalità dovrebbe affermarsi in virtù della propria razionalità intrinseca, dato che se le visioni sono da ricondurre a fattori extrarazionali allora non sono componibili razionalmente
"Si potrà anche avere tutto il diritto di non liberarsi dalla paura davanti alla bionda bestia annidata nel fondo di tutte le razze aristocratiche e di stare in guardia: ma chi non preferirebbe cento volte di più il terrore, se esso fosse unito all'ammirazione, che non la mancanza di esso, unita all'impossibilità di liberarsi dallo spettacolo nauseante di esseri abortiti, immiseriti, squallidi e intossicati? Non è forse questo il nostro destino fatale? Che cosa provoca, oggi, il nostro disgusto per l'«uomo»? perché è fuor di dubbio che noi soffriamo dell'uomo. Non certo il terrore, piuttosto invece il fatto che non abbiamo più nulla da temere nell'uomo; che la massa verminosa «uomo» è in primo piano col suo brulichio; che l'«uomo mansueto», insanabilmente mediocre e scialbo, ha già imparato a sentirsi come fine ultimo e coronamento, come significato della storia, cioè «uomo superiore» ‑ che anzi ha anche un certo diritto di ritenersi tale, perché sente se stesso come distante dal cumulo di esseri deformi, malsani, snervati, sfatti, che cominciano ora a appestare l'Europa col loro lezzo; come qualcosa che perlomeno è relativamente ben riuscita, per lo meno ancora capace di vivere e di dire sì alla vita" (Genealogia della morale)
ma comunque del tutto a prescindere dalla filologia nietzschiana non si vive tutti quanti la medesima angoscia nel riscuotere i vantaggi della posizione di forza, sicuramente non finché il potenziale avversario non può costituire una minaccia perché non ha tempo di crescere e stramazza al suolo con le mosche che gli ronzano intorno alla bocca
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