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Discussione: Michel Onfray

  1. #111
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    Predefinito Re: Michel Onfray

    Citazione Originariamente Scritto da Indra88 Visualizza Messaggio
    anche lui risponderebbe più o meno in questo modo(pur con il suo linguaggio sciamanico-oracolare), che tutto è relazione ecc, ma è un discorso puramente filosofico questo
    non è "un discorso puramente filosofico", quasi che "filosofia" equivalesse ad arbitrio. quando si parla di olismo semantico siamo in logica con entrambi i piedi - ma ripeto, la filosofia non è disgiunta dalla logica ma condotta per suo tramite, ergo d'arbitrario non v'è nulla
    Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.

  2. #112
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    Predefinito Re: Michel Onfray

    Citazione Originariamente Scritto da Platone Visualizza Messaggio
    non è "un discorso puramente filosofico", quasi che "filosofia" equivalesse ad arbitrio. quando si parla di olismo semantico siamo in logica con entrambi i piedi - ma ripeto, la filosofia non è disgiunta dalla logica ma condotta per suo tramite, ergo d'arbitrario non v'è nulla
    si ma io non disdegno la filosofia in generale, solo non concordo con i gentile o i severino pur ricnoscndogli statura intellettuale ecc. ammiro anche per certi versi il loro sforzo, ma non concordo proprio sui principi di base
    «che giova ne la fata dar di cozzo?»

    “Grande è la confusione sotto il cielo, la situazione è ottima”

    Italiani, popolo di santi, poeti e costituzionalisti

  3. #113
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    Predefinito Re: Michel Onfray

    Citazione Originariamente Scritto da Indra88 Visualizza Messaggio
    si ma io non disdegno la filosofia in generale, solo non concordo con i gentile o i severino pur ricnoscndogli statura intellettuale ecc. ammiro anche per certi versi il loro sforzo, ma non concordo proprio sui principi di base
    quali principi?
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  4. #114
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    Predefinito Re: Michel Onfray

    Citazione Originariamente Scritto da Platone Visualizza Messaggio
    quali principi?
    ma secondo me un un p' tutta la loro impostazione di fondo, da fichte in poi, da quando si è pretese di abbandonare il noumero kantiano per ricomprenderlo nell attività del soggetto si è un po' perso il legame con la realtà, dico fichte ma già cartesio, con kant secondo me si era parzialmente restaurata un po' di ragionevolezza, poi con hegel il salto nel vuoto, gentile manco parlarne, severino pure è un' idealista alla fine..

    qualcuno(non so più chi) di hegel disse che era un eraclito che aveva letto kant, di severino io mi sentirei di dire che è un parmenide che ha letto hegel..
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  5. #115
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    Predefinito Re: Michel Onfray

    Citazione Originariamente Scritto da Indra88 Visualizza Messaggio
    ma secondo me un un p' tutta la loro impostazione di fondo, da fichte in poi, da quando si è pretese di abbandonare il noumero kantiano per ricomprenderlo nell attività del soggetto si è un po' perso il legame con la realtà, dico fichte ma già cartesio, con kant secondo me si era parzialmente restaurata un po' di ragionevolezza, poi con hegel il salto nel vuoto, gentile manco parlarne, severino pure è un' idealista alla fine..

    qualcuno(non so più chi) di hegel disse che era un eraclito che aveva letto kant, di severino io mi sentirei di dire che è un parmenide che ha letto hegel..
    in buona sostanza sei un assertore del dualismo gnoseologico che azzoppa la filosofia moderna..

    l'idealismo non fa che restaurare la nozione classica di pensiero e del suo legame con l'essere. quella della metafisica greco-scolastica, in sintesi. certo, la restaura per eccesso, con annesse e retoriche implicazioni teologiche. il vizio gnoseologistico è solo una deplorevole parentesi consumatasi nell'intervallo tra descartes e kant
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  6. #116
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    Predefinito Re: Michel Onfray

    Citazione Originariamente Scritto da Indra88 Visualizza Messaggio

    qualcuno(non so più chi) di hegel disse che era un eraclito che aveva letto kant, di severino io mi sentirei di dire che è un parmenide che ha letto hegel..
    più che eraclito e spinoza, direi sopratutto il neo-platonismo nella variante di proclo. non trascurabile fu pure l'influsso della gnosi tedesca dei suoi tempi, che condizionò pure schelling. il concetto di filosofia come sistema è del tutto moderno e gli deriva in ultima analisi da kant

    severino direi più gentile che hegel. o meglio, gentile per l'intrascendibilità del pensiero, hegel per la dialettica

    ma son tutte considerazioni che meritano enormi precisazioni, dato che egli critica l'uno e l'altro nel medesimo punto
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  7. #117
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    Predefinito Re: Michel Onfray

    Citazione Originariamente Scritto da Indra88 Visualizza Messaggio
    secondo me Freud è un talento letteraro, di scientifico zero o quasi zero, in questo invece io devo dire che trovo onfray almeno coerente, non è che si può bollare come antiscentifica una cosa che non ti piace(e magari pure con buone ragioni) e poi accoglierne una che giudicata secondo gli stessi criteri è ugualmente antiscientifica ma che ti piace
    Freud è filosofia ma si può fare una lettura antropologica e neurologica di alcune sue parti. Onfray non rifiuta la psicoanalisi ma proprio Freud. Ognuno può comuqnue verificare su sé stesso alcuni assunti psicoanalitici e trovarli o no confacenti al proprio inconscio. Non è "scienza" ma una chiave di lettura di alcuni fenomeni.

  8. #118
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    Citazione Originariamente Scritto da Platone Visualizza Messaggio
    in buona sostanza sei un assertore del dualismo gnoseologico che azzoppa la filosofia moderna..

    l'idealismo non fa che restaurare la nozione classica di pensiero e del suo legame con l'essere. quella della metafisica greco-scolastica, in sintesi. certo, la restaura per eccesso, con annesse e retoriche implicazioni teologiche. il vizio gnoseologistico è solo una deplorevole parentesi consumatasi nell'intervallo tra descartes e kant
    dici? di siucuro tra i moderni preferisco gli empiristi inglesi, scozzesi in particolare(hume, Ferguson, reid..), ai razionalisti continentali prima e agli idealisti poi, pur con tutte le apore e le insufficienze teoriche che pure io ritengo inevitabli..

    perché per lo meno si tengono all' accettazione di qualcosa di 'esterno'(sempre tra virgolette), la realtà sensibile, e da quella partono e con quella si confontano per stabilire la bontà di teorie, interpretazioni, credenze ecc.. per me questo è un punto imprecindibile, senza questo non potremmo fare nulla, neppure le azioni più banali della vita quotidiana, in sede filosfica nvece i severino o i gentile pretendano di essere oltre a questa impostazione 'ingenua' , o lo considerano 'tecnica', o 'metafisica' nel senso dispregiativo di heidegger

    kant e cartesio forse cercavano più che altro di dare un fondamento al pensiero in un' epoca in cui la fisica la faceva da padrona ed espandeva a gran velocità il suo dominio, cercando di isolare un ramo della conoscenza che doveva rimanere prerogativa della filosofia, però per far questo hanno operato un capovolgimento filosofico che non riesco ad approvare, le idee innate e il soggetto trascendentale sono il nucleo da cui sarebbe nato l' idealismo tedesco, da li si inizia a guardare al mondo testa in giù(almeno io penso), su questo guardo perfino con più simpatia a marx, che per lo meno cerca di tornare ad un principio di realtà
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  9. #119
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    Predefinito Re: Michel Onfray

    Citazione Originariamente Scritto da Keynez Visualizza Messaggio
    Freud è filosofia ma si può fare una lettura antropologica e neurologica di alcune sue parti. Onfray non rifiuta la psicoanalisi ma proprio Freud. Ognuno può comuqnue verificare su sé stesso alcuni assunti psicoanalitici e trovarli o no confacenti al proprio inconscio. Non è "scienza" ma una chiave di lettura di alcuni fenomeni.

    si be' pure la rligione è una chiave di letture per certi fenomeni che ognuno puà verificare in se stesso, il male, il senso di colpa, il peccato, la ssperanza ecc..
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  10. #120
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    Predefinito Re: Michel Onfray

    Citazione Originariamente Scritto da Indra88 Visualizza Messaggio
    dici? di siucuro tra i moderni preferisco gli empiristi inglesi, scozzesi in particolare(hume, Ferguson, reid..), ai razionalisti continentali prima e agli idealisti poi, pur con tutte le apore e le insufficienze teoriche che pure io ritengo inevitabli..

    perché per lo meno si tengono all' accettazione di qualcosa di 'esterno'(sempre tra virgolette), la realtà sensibile, e da quella partono e con quella si confontano per stabilire la bontà di teorie, interpretazioni, credenze ecc.. per me questo è un punto imprecindibile, senza questo non potremmo fare nulla, neppure le azioni più banali della vita quotidiana, in sede filosfica nvece i severino o i gentile pretendano di essere oltre a questa impostazione 'ingenua' , o lo considerano 'tecnica', o 'metafisica' nel senso dispregiativo di heidegger

    kant e cartesio forse cercavano più che altro di dare un fondamento al pensiero in un' epoca in cui la fisica la faceva da padrona ed espandeva a gran velocità il suo dominio, cercando di isolare un ramo della conoscenza che doveva rimanere prerogativa della filosofia, però per far questo hanno operato un capovolgimento filosofico che non riesco ad approvare, le idee innate e il soggetto trascendentale sono il nucleo da cui sarebbe nato l' idealismo tedesco, da li si inizia a guardare al mondo testa in giù(almeno io penso), su questo guardo perfino con più simpatia a marx, che per lo meno cerca di tornare ad un principio di realtà
    eh, qui sull'esterno e l'interno (rispetto a che?) si son prodotti dei fraintendimenti da capogiro..
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