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Discussione: Vai col gender!

  1. #301
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Lui diventa lei, anche senza il bisturi. Basta la legge
    di Marco Guerra
    L’operazione chirurgica per il mutamento dei tratti somatici e l’adeguamento degli organi genitali non è più una condizione indispensabile per ottenere il cambio di sesso all’anagrafe. La giurisprudenza italiana ormai riconosce al singolo individuo la possibilità realizzare il proprio percorso di transizione anche se questo non prevede l’intervento del bisturi o l’assunzione di ormoni.
    La Cassazione, lo ha stabilito nel luglio del 2015, accogliendo il ricorso di Rete Lenford sul caso di un transgender che, dopo essere stato autorizzato all'intervento chirurgico, aveva poi rinunciato all'operazione ma esigeva comunque di cambiare sesso all'anagrafe. Precedentemente sia il tribunale di Piacenza sia la Corte d'Appello di Bologna avevano respinto la richiesta, subordinando la modificazione degli atti anagrafici all’esecuzione del trattamento chirurgico sui caratteri sessuali primari. Una sentenza rivoluzionaria visto che fino a quel momento, faceva testo la legge 164 del 1982 che prevede il cambiamento solo “a seguito di intervenute modificazioni dei caratteri sessuali”.
    Intanto la nuova linea giurisprudenziale è stata confermata, proprio nei giorni scorsi, anche dai tribunali di Padova e Ragusa, dove i giudici hanno ribadito che non serve alcun cambiamento fisico per essere riconosciuti come donna.
    Nel capoluogo veneto l’uomo (la cui precedete identità non è stata resa nota) è diventato Maria all’età di 60 anni, anche se in realtà aveva già fatto qualche ritocchino estetico superficiale non ricostruttivo.
    Più eclatante il caso siciliano. Qui la richiesta è partita da un ragazzo di 27 anni che presenta un fisico che è ancora integralmente come mamma lo ha fatto, sebbene sia sua intenzione sottoporsi in futuro ad un trattamento medico chirurgico per l'adeguamento dei caratteri sessuali. L’avvocato del ragazzo ha spiegato che recenti pronunciamenti della Corte di Cassazione, della Corte costituzionale e della Corte europea dei diritti dell'uomo "dicono che la psiche prevale sul corpo ed il riconoscimento nell'ordinamento, relativo alla sessualità non deve essere basato su un organo sessuale ma deve soppesare tutte le componenti dell'identità di genere".
    Tutta la società, finanche le istituzioni statali, devono dunque assecondare qualsiasi tipo di allucinazione individuale, a prescindere dai dati genetici, biologici e fisiologici che sottendono il singolo caso. Una forzatura delle logica presa a scatola chiusa anche dai media e che è andata in scena lunedì scorso durante il noto programma di Radio 24, ‘La Zanzara’, diretto da Giuseppe Cruciani che ha intervistato il ragazzo siciliano sotto anonimato.
    “Allora tu ti sei sempre sentito una donna?” ha chiesto il conduttore, “No, io sono una donna” ha risposto convinto il giovane uomo, fresco di sentenza che lo legittima a definirsi femmina. La malizia di Cruciani porta poi l’intervista quasi esclusivamente sul tema del sesso, dando vita ad un dialogo degno del teatro dell’assurdo: - “Sei mai stato/a con una donna?” – “No altrimenti sarei una lesbica”. - “Quindi sei stato/a con degli uomini” – “Certo”. - “Allora questi erano gay?” – “No, niente affatto, perché dovrebbero esserlo? Io sono una donna! D’altra parte quel coso in mezzo alle gambe non lo uso” – “Ah giusto, devi scusarmi”.
    Insomma, c’è poco da fare, la legge fa costume e cambia la mentalità. Si tratta infatti di un problema di percezione che parte da lontano. Se si escludono i rari casi di ermafroditismo, la prima forzatura è stata fatta proprio con la legge sulla possibilità del cambio anagrafico dopo l’intervento chirurgico.
    Come spiega il bioeticista medico Renzo Puccetti nel suo libro LegGender Metropolitane, se si prende un muscolo dall’avambraccio e lo si arrotola interno ad un catetere, poi si sposta il clitoride e si crea uno pseudo fallo, e infine si fa un intervento sulla laringe per abbassare il tono della voce, non si è creato un uomo ma donna virilizzata. La realtà dei fatti ci dice che la chirurgia non trasforma un uomo in una donna, piuttosto virilizza una donna o femminilizza un uomo, ma uomo e donna rimangono.
    Eppure la società ha stabilito che bisogna credere alle percezioni individuali, agli stati della mente, e per far star meglio una persona dobbiamo dire tutti una grande bugia, perpetrandola persino sui registri delle anagrafi. Fermo restando che ognuno è libero di sentirsi ciò che vuole, seguendo il ragionamento del mero stato psichico che prevale su ogni altra cosa, per sentirci meglio potremmo riportare sui nostri documenti che siamo alti, biondi e con gli occhi azzurri, giustificando il tutto perché nel nostro intimo ci sentiamo svedesi. Oppure potremmo dichiarare che siamo nati nel 38 d.c. qualora dovessimo improvvisamente provare gli stessi sentimenti di un legionario dell’antica Roma. E poi, sempre per far stare a proprio agio ogni persona, potremmo anche affermare che la ministro Fedeli è laureata.
    L’obiettivo, descritto perfettamente nel testo LegGender Metropolitane, è creare un individuo slegato da qualsiasi riscontro antropologico e biologico. Un tossicodipendente di tutto, ma soprattutto della droga interna dell’io.
    Lui diventa lei, anche senza il bisturi. Basta la legge



  2. #302
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Lerciume dissoluto.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  3. #303
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    LILLY CONVIVE CON UN ROBOT CHE VUOLE SPOSARE: “LEGALIZZATE MATRIMONI”
    Lilly, una ragazza francese, vuole sposare il suo partner. Che è un a robot chiamato InMoovator, con il quale sta ‘convivendo’ da un anno. Sta solo attendendo la ‘legalizzazione del matrimonio tra umani e robot’.
    Lo abbiamo detto. Dopo i cosiddetti ‘matrimoni gay’, sarà la volta della poligamia, della pedofilia e dell’incesto. Che del resto in molti Paesi non è già più reato. Del resto, quando l’unica discriminante è il cosiddetto ‘ammmore’, e la presunta ‘consensualità’, non ci sono limiti: perché c’è un buon numero di malati mentali al mondo. E il fatto che i fans di alcune pratiche siano più numerosi di altri, non li rende più normali.
    In effetti il ragionamento non fa una piega, dal punto di vista della Cirinnà: “Non facciamo male a nessuno”, ha detto, parlando della sua ‘relazione’.
    Lilly convive con un robot che vuole sposare: ?Legalizzate matrimoni? | VoxNews



    ANCHE QUEST’ANNO ARRIVA IL PRESEPE GAY
    Puntuale come ogni anno, nei giorni che precedono il Natale arriva il “presepe gay”. Questa volta ad offendere la sensibilità dei Cristiani è il presunto artista californiano Mark Thaler che ha realizzato delle decorazioni per l’albero che rappresentano due diverse visioni della natività: una con due mammi e una con due babbe (due madonne e due Giuseppe).
    Il gruppo “Christian Concern” le ha definite “un blasfemo tentativo di riscrivere la storia del Natale”. “Queste decorazioni sono un tentativo disperato e ridicolo di pretendere che le relazioni omosessuali siano normali – ha dichiarato il presidente Andrea Williams -. Ritraggono blasfemamente il Signore Gesù figlio di una coppia omosessuale. A quali profondità si abbasserà la lobby LGBT nel tentativo di normalizzare il proprio comportamento? Il disegno di Dio è che i bambini crescano con un genitore maschio e una femmina. Il Signore Gesù aveva genitori così, ed la cosa migliore per tutti i bambini”.
    Perché non si occupano di Maometto? Perché li decapiterebbero.
    Anche quest?anno arriva il Presepe gay | VoxNews


  4. #304
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    GAY A CACCIA DI MINORENNI, ARRESTI
    Prostituzione omosessuale minorile nel Bresciano: coinvolte altre cinque persone. Di queste uno è stato arrestato, gli altri quattro sono indagati. Ai domiciliari è finito Cristian Cherubini, 42enne di Castiglione delle Stiviere.
    Nel registro degli indagati altre quattro persone, di cui uno già noto: si tratta di Claudio Tonoli, già sotto processo per i fatti della prima inchiesta denominata Baby Parking e coordinata dalla Polizia Locale di Montichiari.
    Oltre a lui, nell’ultima tranche di iscrizioni al registro della Procura, risultano indagati un 38enne di Flero, un 49enne di Manerbio, addirittura un 22enne di Polpenazze. In manette ci è finito invece Cristian Cherubini di Castiglione.
    Secondo l’accusa avrebbe avuto rapporti in primavera (tra maggio e giugno) con ragazzi di età compresa tra i 15 e i 17 anni. Alcuni li avrebbe fatti “accomodare” a casa sua, altri li avrebbe raggiunti nella Bassa Bresciana, per consumare il rapporto nei parcheggi pubblici.
    Pagamenti e regali: così Cherubini avrebbe concordato i rapporti. Gli appuntamenti sarebbero stati pagati dai 30 ai 50 euro, con qualche regalo costoso (di solito orologi di marca). Non solo: il 42enne avrebbe offerto ai ragazzi anche del popper, una droga chimica da inalare.
    Brescia: gay a caccia di minorenni, arresti | VoxNews

    Adinolfi: "Rai3 fa indottrinamento gender a Natale"
    Da stasera, per cinque giorni consecutivi, Raitre trasmetterà il programma condotto da Daria Bignardi, Stato Civile, che racconta le storie di omosessuali
    Francesco Curridori
    Le lobby gay non si fermano neanche a Natale. Da stasera, per cinque giorni consecutivi, Raitre trasmetterà il programma 'Stato Civile', condotto da Daria Bignardi alle 20,05 invece che al consueto orario delle 23.
    La trasmissione racconta le storie d'amore tra omosessuali che, dopo l'approvazione della legge sulle unioni civili, hanno deciso di sposarsi.
    Per il giornalista Mario Adinolfi, leader del Popolo della Famiglia, si tratta di "un'operazione televisiva di indottrinamento forzato che non ha precedenti nella storia della TV Italiana". "Mai si era osato mandare per cinque prime serate consecutive in onda la stessa produzione esterna, prodotta dalla Panama Film di Francesco Siciliano, figlio dell'ex presidente della Rai e esponente del PD, amico di Monica Cirinnà che già si è sbracciata per sostenere l'operazione voluta e pagata coi nostri soldi da Daria Bignardi", attacca il giornalista su Facebook.
    Adinolfi definisce tutto questo una "vergogna di Stato" e denuncia: "Non si fa indottrinamento gender a spese delle famiglie italiane nei giorni delle festività natalizie per offendere in maniera così provocatoria radici e sentimenti del popolo italiano per compiacere una piccola lobby di potenti e di amici degli amici".
    Il leader del Popolo della Famiglia si appella direttamente "al presidente della Rai Monica Maggioni quale garante del servizio pubblico radiotelevisivo e al consigliere del Cda Paolo Messa che se facesse ogni tanto sentire la sua voce potrebbe persino trovare un senso nella propria permanenza a viale Mazzini" e chiede "trasparenza sui costi dell'operazione, visto che ci risulta che il minutaggio di Stato Civile sia stato pagato il triplo di minutaggi analoghi per progetti di seconda serata di Raitre".
    Adinolfi: "Rai3 fa indottrinamento gender a Natale" - IlGiornale.it

    Stato Civile
    Nerella Buggio
    “Stato Civile” ha fatto flop, surclassato dalla tradizionale soap “Un posto al Sole”, così almeno dicono gli impietosi dati auditel.
    “#Stato Civile” è il programma di Daria #Bignardi andato in onda su RAI3 mercoledì in prima serata, scopo: raccontare la vita di alcune coppie omosessuali seguendole sino alla cerimonia di unione civile.
    Forse chi ha ideato il programma pensava che visto che a Natale “siamo tutti più buoni” fossimo disponibili anche a sorbirci le storie di come sono belli, buoni, felici e fedeli gli omosessuali, non è così, una cosa è rispettare ogni essere umano in quanto tale, altra cosa è voler a tutti i costi dire che due uomini che si amano sono come una famiglia, come un uomo e una donna che amano, procreano, educano.
    Ma una cosa questo flop lo racconta. Che la gente è stanca di sentirsi in colpa se dichiara che un uomo e una donna sono una coppia normale. Questo non vuol dire che la tv non riuscirà a farci passare come “normale” due uomini che escono dal Municipio con bouquet e cravatta rosa, festanti come adolescenti alla fine della scuola, anche se son più vicini ai settanta che ai quindici anni. Ce la faranno, perché le lobby Lgbt sostenute da politici in cerca di voti, da intellettuali che non vogliono sentirsi fuori moda e da giornalisti che non sanno più leggere la storia ma si adeguano alle mode, alla fine distruggeranno la famiglia naturale, ma proprio perché naturale, iscritta nel cuore degli uomini, dalle ceneri e dal dolore provocato da questo “modernismo” autolesionista si ripartirà.
    Comunque, sta di fatto che ieri sera in prima serata “Stato Civile” la gente non l’ha guardato. Perché l’amore sarà anche uguale per tutti, ma tutti noi abbiamo desiderato una madre e un padre, non perfetti, ma certi. E quando questo non è stato possibile, abbiamo convissuto con la perdita, la mancanza, il dolore.
    Stato Civile


  5. #305
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Persino l'Unità non regge più i froci.....

    O dolci baci e languide carezze
    Non c’è più limite all’indecenza e l’infanzia, con i suoi miti e i suoi modelli rivisitati, è privata della sua innocenza
    Immagino che anche voi come me non avrete ben presente la faccia di Massimo Gandolfini, capo indiscusso del Family Day. A vederlo in foto, con quella sua aria a metà tra Sean Connery e Nicola Arigliano, non può non suscitare simpatia.
    Per questo non condivido l’atteggiamento di altezzoso sdegno di quei fighetti dei miei amici della sinistra nei suoi confronti. Non posso con questo dire di condividere sempre le cose che scrive e dice. Anzi, nel 99% dei casi la penso all’opposto e in quell’un per cento dei casi in cui mi trovo d’accordo con lui probabilmente è perché ho frainteso le sue dichiarazioni.
    Ma nel caso della trasmissione di Rai Tre “Stato Civile” sono con Gandolfini in tutto e per tutto e stigmatizzo, se solo sapessi cosa vuol dire, le scelte “artistiche” di quella svergognata della Bignardi. E pensare che è di nemmeno un anno fa il caso di quei genitori di Massa Carrara che hanno (giustamente) ritirato da scuola la figlioletta di sette anni perché la maestra aveva letto una fiaba in cui era la principessa a salvare il principe dal drago e non viceversa! Dice, che c’entra? C’entra eccome! Fai passare una cosa del genere, che stravolge i sacri valori della famiglia, e ti ritrovi con le coppie omosessuali in prima serata.
    E stai sicuro che domani quella maestra di Massa Carrara leggerà ai suoi alunni una bella fiaba in cui alla fine il principe e il drago fanno outing e se ne vanno mano nella mano a vivere la loro torbida storia d’amore, mentre la principessa lascia il castello, si trasferisce in città e diventa amica della Bignardi!
    Non c’è più limite all’indecenza e l’infanzia, con i suoi miti e i suoi modelli rivisitati, è privata della sua innocenza. Già mi immagino Topolino che un bel giorno confessa a Minnie di essere omosessuale. E mi immagino Minnie che gli risponde: “Lo so bene, Mickey, che te sei un topo che non gli piace la topa. Credevi ‘un me ne fossi accorta? D’altronde io son vent’anni che me la intendo con Pippo. Se aspettavo te stavo fresca!”
    Già mi immagino Tex Willer e Kit Carson, i due rangers del Texas, in Luna di Miele nella prateria stile “I segreti di Brokeback Mountain”, quel film di pervertiti che già nel nome della montagna, per chi sa l’inglese, era un esplicito quanto brutale manifesto dell’Arcigay!
    Già mi immagino il sindaco di Gotham City che unisce in matrimonio Batman e Robin, “Pipistrello” e “Pettirosso”, sempre per chi sa l’inglese, a braccetto contro il crimine, nei loro pittoreschi costumini.
    È proprio vero che Dio li fa e poi li accoppia! Pensate a quando anche Superman si confesserà: “Anche io son gay, come Topolino. Anzi, sono un supergay! È la kriptonyte verde che mi fa diventare etero, accidenti a chi l’ha inventata!” Non ci resta che Donald Trump.
    Se mi diventa frocio anche lui lascio la Terra e parto con Gandolfini per la prima missione su Marte. In sette mesi di viaggio nello spazio, chissà che non nasca qualcosa tra di noi…
    Diritti - O dolci baci e languide carezze | l'Unità TV

    Milano, spaccio di droga nei festini gay: arrestati un pornoattore e altri tre
    Le sostanze arrivavano dall’Olanda e venivano spacciate nei festini tra omosessuali a Milano
    Massimo Scarpat, in arte "Max Scar", era già finito in manette a fine novembre per una vicenda simile. Le sostanze provenivano dall'Olanda
    di F. Q.
    Un giro di droghe utilizzate nei festini tra omosessuali. E’ quanto hanno scoperto i carabinieri di Abbiategrasso che nei giorni scorsi hanno eseguito quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere per spaccio di stupefacenti. Tra i destinatari dei provvedimenti c’è anche Massimo Scarpat, in arte “Max Scar”, il pornoattore pugliese di 34 anni che già a fine novembre era stato arrestato dai militari del Nas per un’altra vicenda di droga simile nel Milanese. Scarpat era infatti stato sorpreso mentre ritirava un plico proveniente via posta dall’Olanda contenente 11 grammi (pari a 100 dosi) di una nuova sostanza stupefacente sintetica del tipo PV8, un eccitante molto pericoloso, una sorta di Viagra molto più potente.
    Le sostanze al centro delle indagini sono la Mpdv (anche chiamata “Madonna dei poveri” o “Madonna di Pavia”) e la Apvp, entrambe droghe sintetiche dall’aspetto di cristalli che vengono utilizzate nei festini gay per attenuare il dolore fisico provocato da alcune pratiche come il “fisting”.
    L’inchiesta ha avuto due tranche, la prima tra marzo e settembre 2015, la seconda nel luglio scorso. Era partita seguendo un uomo di 53 anni che consegnava vino a domicilio e che, in realtà, assieme all’alcol portava cocaina. I militari hanno individuato il suo capo, un uomo di 54 anni che si faceva inviare droga sintetica dall’Olanda per rivenderla soprattutto a due spacciatori: Scarpat e un commerciante di 41 anni, entrambi frequentatori della comunità omosessuale e fornitori dei festini casalinghi che iniziavano venerdì e terminavano il lunedì.
    L’organizzazione avveniva tramite chat gay dedicate. Durante le indagini sono stati accertati diversi casi di emorragia provocata dalla pratica estrema. La droga era comprata dall’Olanda a 30-40 euro al grammo e rivenduta a Milano a 100 euro. Al 41enne è stato sequestrato anche un flacone di Ghb, la cosiddetta droga dello stupro.
    Milano, spaccio di droga nei festini gay: arrestati un pornoattore e altri tre - Il Fatto Quotidiano


  6. #306
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Multata la scuola che si opponeva al gender
    di Tommaso Scandroglio
    Ne avevamo parlato a fine settembre. Il preside Juan Carlos Corvera del collegio “Giovanni Paolo II” ad Alcorcón, nella comunità autonoma di Madrid, scrisse una lettera ai genitori degli studenti lamentandosi che i politici si occupavano poco della famiglia e molto più della teoria del gender. Il rimando era alla legge Cifuentes, dal nome della sua prima firmataria, la quale tutela in più modi le rivendicazioni della comunità LGBT. Inoltre il preside aggiunse nella missiva indirizzata alle famiglie che “tanto lo jihadismo quanto il gender sono macchinazioni ideologiche che pretendono di costruire un altro tipo di uomo, ma che sono destinate alla dissoluzione e al fallimento”.
    Tanto gli bastò per meritarsi un esposto in procura. Cristina Cifuentes, governatrice dell’Assemblea di Madrid e madrina della legge di cui sopra, così commentò le parole del preside: “Bisogna vedere fin dove arriva la libertà di espressione di questa persona. Libertà che senza dubbio ha, tuttavia bisogna anche considerare se tra i compiti di un direttore di un collegio rientri anche quello di fare pressioni sugli alunni e sui genitori”.
    Ora si apprende che la scuola è stata condannata ad una multa di mille euro. Forse cifra insignificante sul versante economico, ma assai significativa su quello simbolico-culturale. Il preside ha fatto sapere che non intende pagare la multa. "Faremo appello – ha dichiarato Corvera nel programma TV “Il gatto e l’acqua” - crediamo che sia importante a motivo dell’affronto alla libertà di espressione da noi subito”. Poi ha aggiunto: “Non siamo di fronte ad un problema di discriminazione collettiva nei confronti delle persone LGBTI, siamo di fronte ad un problema di negazione del diritto alla libertà di espressione, di pensare diversamente e di criticare una legge con cui non siamo d'accordo. E’ una legge che mette la museruola alle persone che la pensano in modo diverso, che hanno una differente concezione della sessualità umana”.
    L’attacco subito dall’istituto Giovanni Paolo II ha provocato la reazione di decine di associazioni le quali si sono riunite in una piattaforma a sostegno della battaglia legale intrapresa dal collegio denominata Piattaforma per le Libertà. La piattaforma in un comunicato stampa ha parlato di "flagrante violazione della libertà di espressione” e ha ricordato che la multa è stata applicata “nonostante il parere contrario delle autorità fiscali ed educative della Comunità di Madrid”.
    Ciò che accade a Madrid non è un caso isolato in Spagna. Recentemente il Ministro dell’Istruzione per la comunità di Valencia ha disciplinato una serie di direttive per imporre la teoria del gender nelle scuole. Nel blog GWN giusto ieri davamo notizia che le direttive ministeriali prevedono “l’acquisizione di materiale didattico a favore della teoria del gender, il cambiamento della modulistica amministrativa (se lui si sente “lei” ad esempio anche le pagelle dovranno registrare questa diversa percezione dello studente), la facoltà di accedere alle toilette e spogliatoi maschili o femminili secondo il proprio piacere, l’uso di un linguaggio inclusivo da parte dei docenti, la spiegazione che esiste anche il sesso anale. Se poi la famiglia dello studente non accetta che il figlio voglia diventare un transgender è prevista anche una sorta di unità di cura che si recherà dalla famiglia stessa per farle cambiare idea. Se i genitori rimangono sulle loro posizioni possono essere anche querelati per abuso su minori”.
    La morale gender è sempre quella: o ti adegui o ti adegui.
    Multata la scuola che si opponeva al gender

    Pensioni, Inps: reversibilità anche per unioni civili
    Reversibilità sulla pensione anche nelle unioni civili. L'Inps ha dato l'ok per avviare le procedure per estendere i diritti previdenziali
    Franco Grilli
    Reversibilità sulla pensione anche nelle unioni civili. L'Inps ha dato l'ok per avviare le procedure per estendere i diritti riconosciuti dall'ordinamento che regola le pensioni anche alle coppie omosessuali.
    L'Inps con una nota ha ricordato che dallo scorso 5 giugno con l'entrata in vigore della legge 76/2016 il componente dell'unione civile è stato equiparato sul fronte delle prestazioni previdenziali al pari del coniuge. E così con l'adeguamento delle norme, nel caso in cui uno dei due componenti della coppia dovesse morire, il compagno avrà diritto alla pensione di reversibilità oppure all'indennità di morte. In questo caso il compagno otterrà il 60 per cento della pensione che percepiva l'altro componente della coppia con le eventuali riduzioni legate al possesso dei redditi che superano una determinata soglia.
    L'Inps ricorda, inoltre, che "l’articolo 1, commi da 66 a 69, della legge 76 prevede la copertura finanziaria degli oneri derivanti dall’attuazione delle disposizioni relative alle unioni civili, nonché la comunicazione da parte dell’Inps al Ministro del lavoro e delle politiche sociali dei dati relativi agli oneri di natura previdenziale ed assistenziale".
    Pensioni, Inps: reversibilità anche per unioni civili - IlGiornale.it



  7. #307
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    VALERIA FEDELI, IL TRANS-MINISTRO CHE INSEGNERÀ AI BAMBINI DI 4 ANNI AD ESPLORARE IL GODIMENTO SESSUALE
    Il neo ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli è finito nel mirino del popolo del Family Day. Non appena resa nota la lista dei ministri del nuovo esecutivo guidato da Renzi Paolo Gentiloni, gli organizzatori della grande manifestazione dell’anno scorso contro il ddl Cirinnà si sono scagliati contro il vicepresidente uscente del Senato ed ex sindacalista Cgil nel settore tessile, in particolare, è rimproverato di essere la prima firmataria di un ddl del novembre 2014 con cui si richiede “l’introduzione dell’educazione di genere e della prospettiva di genere nelle scuole e nelle università”. In una parola, del gender.
    “La nomina della Senatrice Pd Valeria Fedeli al Ministero dell’Istruzione è, per le famiglie dei Family Day, quanto di peggio si potesse anche solo lontanamente immaginare – scrivono le associazioni schierate in difesa della famiglia naturale – Anche se questo dovrebbe essere solo un “Governo di transizione”, è proprio in questi contesti di scarsa se non nulla legittimazione democratica del potere politico che vengono commessi i soprusi peggiori.”
    Quando presentò la sua legge sul Gender disse, con tono ipocrita e suadente: “Buona parte della disinformazione diffusa è cominciata, come noto, dalle false notizie comunicate su presunti incitamenti alla masturbazione che sarebbero presenti nelle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sull’educazione sessuale nelle scuole; linee guida che di fatto si limitano a fare un importante lavoro di rilevazione su quanto accade tra ragazze e ragazzi in ambito affettivo e sessuale“.
    La neo ministro mente. A meno di definire ‘ragazze e ragazzi’ i bambini da 0 a 4 anni:
    Ecco cosa la guida UE-OMS prevede si debba insegnare ai bambini dagli 0 ai 9 anni, è tutto presente nel documento:
    Da 0 a 4 anni, l’OMS prescrive l’apprendimento del “godimento e piacere quando giochiamo con il nostro corpo: la masturbazione della prima infanzia”.
    Da 0 a 4 anni è l’ età ideale per “la scoperta del corpo e dei genitali”.
    A 4 anni, l’OMS afferma che i bambini sono in grado di “esprimere i bisogni, i desideri e i limiti, ad esempio nel gioco del dottore”.
    Da 4 a 6 anni i bambini hanno bisogno di sapere che la storia della cicogna come uccello-madre è un mito.
    Da 4 a 6 anni è l’età ideale, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, per “parlare di questioni sessuali”, esplorare “le relazioni omosessuali” e “consolidare l’identità di genere”.
    Tra i 6 e i 9 anni, gli esperti dell’OMS affermano che i bambini sono pronti a conoscere e difendere i “diritti sessuali di bambini e bambine”.
    La guida la trovate qui: http://www.oif.ac.at/fileadmin/OEIF/...DARD%20OMS.pdf
    Se ne deduce che per la neo-ministra è normale. Quindi intende applicarla nelle scuole e consigliarla negli asili pubblici.
    Valeria Fedeli, il trans-ministro che insegnerà ai bambini di 4 anni ad esplorare il godimento sessuale | VoxNews



    GOVERNO APRE HOTEL PER PROFUGHI GAY A BOLOGNA: PAGHIAMO NOI
    LORO UCCIDONO, QUELLI DEL PD CI METTONO A NOVANTA GRADI
    A Bologna nascerà infatti la prima “casa d’accoglienza italiana per cosiddetti rifugiati gay, lesbiche o trans che fuggono dai Paesi d’origine a causa di persecuzioni per l’orientamento sessuale o l’identità di genere”.
    Il business ‘Rise the difference’ del Movimento italiano transessuali (Mit), con cooperativa Camelot e Centro risorse Lgbti, sostenuto a spese dei contribuenti dal Comune di Bologna, ha vinto un bando della famigerata Unar (Ufficio nazionale anti discriminazione razziali) ente governativo di collaborazionisti che si occupa, a spese nostre, di disarmare la popolazione facilitando la penetrazione dei terroristi islamici in Italia.
    Il business prevede la realizzazione di una casa, accanto percorsi di accoglienza diffusa in famiglie o singoli per accogliere rifugiati Lgbti tramite il progetto Vesta (attivo nell’ambito del sistema rifugiati Sprar); poi linee guida Lgbti per operatori e un ‘contact center’ che supporti gli interventi. “Il progetto rafforza il sistema dell’accoglienza bolognese”, rilevano gli assessori Luca Rizzo Nervo e Susanna Zaccaria, confermando “una positiva abitudine di collaborazione tra Comune e associazioni Lgbti” per rafforzare “il sistema dei diritti e delle garanzie per le persone”.
    Lo sappiamo che collaborate con le a$$ociazioni. A Bologna c’è il famoso circolino gay del Cassero, finito in cronaca per molteplici fatti, il cui avvocato è il marita del senatore PD con il quale ha comprato un bambino all’estero sfruttando la solita madre ‘surrogata’. Senza che alcun magistrato se ne sia interessato. Perché anche i magistrati, a Bologna, collaborano con il Comune e le a$$ociazioni.
    Governo apre hotel per profughi gay a Bologna: paghiamo noi | VoxNews


  8. #308
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Riportare in vita il padre per difendere i figli
    di Silvana De Mari
    Oggi ci fermiamo un attimo e parliamo di leonesse. E quindi di leoni.
    Ho già accennato che sto per fondare la brigata “due più due fa quattro”, dove combatteremo fino alla morte per difendere l’ovvio. Il mio post dove spiegavo l’assoluta differenza e complementarità tra maschi e femmine, è rimbalzato sul web, raccogliendo numerosi commenti. Rispondo a uno dei più buffi:”le leonesse, che sono femmine, sono vere combattenti”.
    Le leonesse non sono combattenti: le leonesse sono semplicemente carnivore. Una leonessa, in quanto femmina, ha la competitività e l’aggressività molto basse. Se voi vi trovate davanti a una leonessa, la leonessa vi sbrana, ma voi, come il vostro cagnolino che le ha fatto da aperitivo, come la gazzella tanto carina, come lo gnu neonato, non siete qualcuno con cui compete: voi siete pappa. Una dolcissima leonessa vi sbrana senza per questo essere aggressiva, esattamente come la mia dolcissima nonna andava a tirare il collo a una gallina tutte le volte che uno dei suoi figli aveva il raffreddore (o qualsiasi altra patologia nota) e bisognava fare il brodo di pollo per curarlo (il brodo di pollo cura tutto).
    La dolcissima leonessa non sbrana la gazzella, lo gnu, il cagnetto, o voi con aggressività, esattamente come la foca non ci mette aggressività a mangiarsi le aringhe, la balena a mangiarsi il krill, e la vacca a mangiarsi l’erba (siete sicuri che gli steli non soffrano?) L’aggressività, che è potente solo dove c’è testosterone, è quella tra due tizi della stessa specie, non tra un rappresentante di una specie e la sua pappa. La pappa sta nella casella pappa, la competizione con individui della stessa specie sta nella casella aggressività, e qui ci va il testosterone. Sono due caselle diverse. La leonessa non è meno brava del leone a cacciare, ma non è capace di difendere il territorio dove cacciare. Un carnivoro è un carnivoro; quello che mangia e la capacità di procurarselo non hanno nulla a che fare con l’aggressività, che è intraspecifica (all’interno della stessa specie) e la competitività, anche essa intraspecifica.
    La leonessa può muoversi e cacciare e allevare i suoi cuccioli solo all’interno di un territorio, un territorio segnato e difeso da un maschio. I maschi difendono il territorio, come sanno i proprietari di cani maschi e i postini. Difendono il territorio gallo e toro, e smettono di farlo se si amputano le gonadi: bue e cappone non difendono il territorio. Mi sto ripetendo perché secondo me questo concetto non è chiaro nella mente di molti. La leonessa Marisa ha avuto i cuccioli dal leone Marco. Può cacciare con serenità nel territorio segnato e protetto da Marco. Quando arriva il branco di iene, Marco le allontana, quando arriva il bufalo, ci pensa Marco, non Marisa. Quando arriva un altro leone, Pippo, Marco deve cacciarlo. Se Pippo fosse più forte e uccidesse Marco, dopo di lui ucciderebbe i suoi cuccioli, li ucciderebbe davanti a Marisa, che non ha la potenza di fermarlo, così che senza cuccioli lei torni rapidamente all’estro, lui possa montarla e avere dei cuccioli suoi. Lo stesso avviene tra i leoni marini, le foche e un mucchio di altri. Se non c’è il padre a proteggerli, altri maschi uccidono i cuccioli per avere i loro discendenti con quella femmina. Esattamente quello che succede alla fine della guerra di Troia: il figlio di Ettore ucciso e sua madre che diventa schiava. Dove non c’è più il loro padre a proteggerli, i cuccioli aumentano il rischio di essere uccisi.
    Ho raccontato questa storia per chiarire l’idea che madre natura è un’arcigna megera (che noi uomini siamo tanto cattivi, mentre gli animali sono angelici è una delle ennesime fesserie di questa epoca) e per spiegare che la violenza fa parte della vita. Ci vogliono i leoni maschi per proteggere i cuccioli. e questo vale anche per noi. Io ho sempre saputo che se qualcuno mi avesse toccato, mio padre lo avrebbe fatto a pezzi, anche a costo di morire nell’impresa, e questo era il suo compito. Ora immaginiamo che Marisa sia un’ottima cacciatrice, e dica “io sono mia, io non ho bisogno di nessuno, io sono stufa, io il territorio me lo difendo da sola”, e mandi via Marco: i suoi figli non hanno più difesa.
    Quando non c’è più un uomo, quando il padre è morto, o se ne è andato, o è stato mandato via, in una di queste disastrose evenienze aumenta il livello di ansia dei figli, a volte cominciano gli attacchi di panico. Noi femmine il territorio non lo sappiamo difendere, non lo sappiamo difendere perché non è compito nostro, e quando il padre non c’è più i figli stanno svegli di notte, perché gli orchi esistono, non è vero che non esistono, non è vero che si fermano a parole.
    I popoli dove il maschile ha travolto il femminile e lo ha azzittito, i popoli dove il femminile prevale sul maschile non hanno più la capacità di difendere il territorio e credono che la libertà e la vita siano possibili senza combattere. Perché se un uomo ha tutta la sua potenza, se la sua donna non gliela ha tolta col disprezzo, ma anzi l’ha aumentata, stando dalla sua parte, sempre, facendo il tifo per lui, quell’uomo è in grado di difendere il figlio. Un uomo è in grado di dare un pugno sul tavolo e dire no, al figlio che vuole farsi di spinelli, che vuole andare al rave party. Dove non c’è un uomo, un padre, è più facile a un sedicenne con gli attacchi di idiozia – che a 16 anni sono la norma – dire la fesseria del secolo, tipo “smetto di andare a scuola, che sono stufo” “smetto di lavarmi” “smetto di uscire dalla mia stanza”. Per favore non mi scrivete che a casa vostra è zia Carmela che la mette giù dura e Zio Ugo è un mollaccione. Stiamo parlando di statistica: il 90% delle donne è più accogliente del 90% degli uomini. Il 90% degli uomini ha più coraggio e senso dell’autorità del 90% delle donne. Voi siete un’eccezione? Fate parte del 10%. Una minoranza.
    Dove c’è un uomo e tutta la sua potenza, il compagno della madre dell’amichetta non entra nella casa dove c’è la bambina di sei anni e lei non volerà dalla finestra. I pedofili hanno la capacità incredibile di localizzare il bambino che non ha un padre che lo difenda con tutta la sua ferocia. In effetti i grandi paladini della pedofilia hanno avuto come primo scopo l’abbattimento dell’autorità paterna, perché prima bisogna levare di torno Marco. Chi sono i grandi paladini della pedofilia? Quelli che hanno scritto a suo favore? Jean-Jacques Rousseau, Simone de Beauvoir e ovviamente Jean-Paul Sartre, Daniel Marc Cohn-Bendit detto Daniel il Rosso perché il ‘68 lo ha cominciato lui. Jean-Jacques Rousseau (1712-1778), che può essere considerato il profeta dell’educazione relativista e illuminista, ha cinque figli dalla sua compagna e, poiché questi sono figli reali e non astratti come L’Emilio, egli se ne libera rapidamente depositandoli, dopo ogni nascita, nell’ospizio dei trovatelli. Quest’uomo che crede nella assoluta bontà delle sensazioni e ignora la tendenza umana al piacere disordinato ed egoistico, si compra per pochi franchi una bambina di dieci anni per allietare sessualmente le sue serate (Cfr. R. GUIDUCCI, La Storia di un contestatore sconfitto, pagg. 1-68 (pag. 32); in J.-J. ROUSSEAU, Le Confessioni, Introduzione di Roberto Guiducci; traduzioni e note di Felice Filippini, Biblioteca Universale Rizzoli, aprile 2001, pag.28). Jean Paul Sartre, Simone de Beauvoir (1908-1986), Michel Foucault, Jack Lang, futuro ministro francese, firmarono una petizione in cui si reclamava la legalizzazione dei rapporti sessuali coi minori (gli articoli erano su Liberation).
    Simone de Beauvoir nel 1943 fu sospesa dall’insegnamento. In realtà aveva sedotto una giovanissima allieva, ma per metterla nel letto di Sartre, con cui ha avuto sempre dei rapporti servili, tipo padrone e schiava. In realtà molta parte delle sinistra post sessantottina inneggia alla libertà sessuale del bambino, e al crollo del tabù borghese, come viene chiamato. Anche la Gran Bretagna non scherzò. Era il 26 gennaio 1977 quando, in nome della “liberazione sessuale dei bambini”, il quotidiano francese Monde, faro della gauche, pubblicò una petizione per abbassare la maggiore età sessuale ai dodicenni, una sorta di legittimazione ideologica alla pedofilia.
    Ma se non abbatti il padre, alle pudenda del bambino non ci arrivi. Prima occorre trasformare le donne in vittime e i maschi in carnefici, poi hai mano libera non solo sui bambini, ma su tutti. Dove la famiglia sia annientata il potere dello Stato (maiuscolo, il nuovo Dio) è assoluto.
    Le affermazioni di Vendola e Busi sul diritto alla sessualità dei bambini potete trovarle sul Web, è già che ci siete cercate le dichiarazioni di Mario Mieli, visto che il circolo Mario Mieli di Roma è considerato ente morale e finanziato con il denaro pubblico per entrare nelle scuole a insegnare l’etica. Mieli parla del potere salvifico di pedofilia, necrofilia e coprofagia. Peraltro la pedofilia, “il diritto del bambino alla sessualità, è una dei capisaldi del ‘68, non di tutto, certo, e molti lo ignorano, sia nella teoria che nella pratica.
    Daniel Cohn Bendit, attualmente deputato europeo, ha scritto pagine sul diritto alla sessualità del bambino, negata dalla società borghese e dal cristianesimo, che anzi raccomandava a chi scandalizzerà questi piccoli che meglio sarebbe per loro una macina al collo che li trascini sul fondo . Bendit faceva il maestro d’asilo in un asilo alternativo e spiegava come spesso i bambini andassero a chiedergli di potergli aprire la patta dei pantaloni e toccarlo. Se uno dei padri di uno di questi bambini fosse stato mio padre o mio marito, a Daniel Cohn Bendit avrebbe fracassato fisicamente tutte le ossa. Non è vero che la violenza è sempre sbagliata. C’è un tempo per la pace e un tempo per la guerra. La violenza del padre per proteggere il figlio è un punto essenziale della sua sicurezza e della sua educazione. Io ho sempre saputo se qualcuno mi avesse fatto del male, i carabinieri sarebbero stati l’ultimo dei suoi problemi: mio padre lo avrebbe massacrato. Se qualcuno avesse fatto del male a mio figlio, se si fosse fatto “toccare” da lui, mio marito lo avrebbe massacrato.
    Comunque la pedofilia ha segnato due anni fa un punto importante. L’associazione psichiatri americani, APA, che da 60 anni regna sul mondo controllando e dirigendo tutti gli ordini di psicologi, ha dichiarato che la pedofilia non è una perversione sessuale, ma un normale orientamento sessuale. Il primo gradino, quindi, per affermare la pedofilia è stato l’uccisione del maschio occidentale. Sempre più filosofi e pensatori lo denunciano: Pasqal Bukner, Claudio Risè, sono stati i primi a essersi accorti che è stato assassinato il padre. Quindi cominciamo a darci da fare per riportarlo in vita, perché ci serve.
    https://costanzamiriano.com/2017/01/...ndere-i-figli/



  9. #309
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Grandi Fratelli pullulano
    UN BEL MINCULPOP TARGATO EUROPA. MA PERCHÉ SI PREOCCUPANO? PER LA VOCE “OMOFOBIA” C’È GIÀ FACEBOOK…
    Lo sviluppo dei social ha creato un problema ulteriore ai detentori del potere. Le notizie sono uscite dal monopolio dei grandi mezzi di comunicazione, controllabili e controllati. Fra esse non solo le notizie vere, ma anche quelle false, o ironiche, o tendenziose. Il cui effetto però non è neanche lontanamente paragonabile, come effetto, ai frutti avvelenati della propaganda “ufficiale” trasmessa dai media tradizionali. Pensiamo alle armi di distruzione di massa dell’Iraq, usate per scatenare la guerra prima radice del caos attuale; tutte le menzogne e le parzialità connesse alla guerra contro la Siria. E gli esempi potrebbero continuare.
    Come sempre la libertà di espressione da’ fastidio ai potenti. E per colpirla, e limitarla, più di quanto già non sia su alcuni social – ne parleremo più in basso – si è inventato il problema delle “Bufale” delle “Fakenews”. E dal responsabile dell’antitrust italiano, Giovanni Pitruzzella, è venuta la proposta di istituire organismi indipendenti, statali, coordinati dall’Unione Europea, che potrebbero rapidamente etichettare le notizie false, rimuoverle dalla circolazione e infliggere ammende se necessario”.
    Il responsabile dell’antitrust italiano, Giovanni Pitruzzella, chiede all’Unione Europea di “agire” su quelle che sarebbero “notizie false”, consiste a dir poco in una repressione totale della libertà di espressione e darebbe ai governi la libertà di mettere a tacere qualsiasi fonte che non rispetti la propaganda dell’establishment.
    In un’intervista al Financial Times, Pitruzzella ha detto che le regole sulle “false notizie” su internet sarebbero meglio gestite dallo stato piuttosto che dalle società dei social media come Facebook, un approccio già adottato in precedenza dalla Germania, che ha richiesto a Facebook di porre fine all’”hate speech” (discorso di odio, ndVdE) e ha minacciato di multare il social network fino a 500.000 euro per ogni “falso” post.
    Pitruzzella, a capo dell’antitrust dal 2011, ha detto che “i paesi dell’UE dovrebbero istituire organismi indipendenti — coordinati da Bruxelles e modellati sul sistema delle agenzie antitrust — che potrebbero rapidamente etichettare le notizie false, rimuoverle dalla circolazione e infliggere ammende se necessario.” Cioè, la censura per tutte le notizie che possano risultare scomode per le politiche di chi è al potere. Un potere affidato a un gruppo di burocrati, non eletti dai cittadini, che avrebbero potere di vita e di morte sull’informazione di base dei social.
    E’ ovvio che una decisione del genere potrebbe essere immediatamente contestata in base alla Costituzione che garantisce la libertà di parola. Fra l’altro i mezzi legali per contrastare e punire chi diffonde notizie false e tendenziose sono già presenti nella nostra legislazione. (Art. 656 del codice penale).
    Allora perché creare questo nuovo Grande Fratello orwelliano, se non per creare una forma di censura ulteriore? Perché le forze politiche al governo in Italia, negli Stati Uniti, in Germania e in Europa cercano di togliere voce al disagio creato dalle loro politiche limitando la libertà di espressione. In particolare in tema di migranti incontrollati, economia, banche e politiche legate all’antropologia umana.
    Su questo ultimo tema in realtà non dovrebbero preoccuparsi più di tanto. Già Facebook compie un’opera di censura efficacissima. L’ultimo caso riguarda un sito, “Ontologismi”, che ha criticato il concetto stesso di omofobia. In maniera civile e pacata. Per questo motivo è stato bloccato da Facebook per 30 giorni.
    Un episodio analogo era accaduto a Mario Adinolfi, leader del Popolo delle Famiglia, e direttore del quotidiano La Croce, nel giugno scorso.
    Ne avevamo dato notizia così, su San Pietro e Dintorni de La Stampa:
    “Il Grande Fratello profetizzato da George Orwell è già qui, e si chiama Facebook. Ieri qualcuno ha segnalato è imposto l’oscuramento sul popolarissimo social del simbolo del “Popolo della Famiglia”, l’organizzazione politica creata da Mario Adinolfi, bestia nera, vittima e il bersaglio dei gruppi di pressione e degli attivisti LGBT, omosessuali.
    Fra l’altro alcuni sono arrivati ad attribuirgli qualche responsabilità (indiretta, per fortuna) anche per la strage di Orlando, fino a quando non è emerso che il criminale assassino aveva da anni tendenze e frequentazioni omosessuali.
    Da quello che siamo venuti a sapere, è stato individuato come “omofobo” il simbolo del Pdf a causa della scritta “No gender nelle scuole”. Ci scrive Mario Adinolfi, a cui abbiamo chiesto qualche lume: “Non posso usare neanche Messenger. E gli Lgbt hanno segnalato in massa il simbolo del Pdf, tra l’altro bloccando per sempre la mia possibilità di usarlo come foto profilo. Dovessi ripubblicarlo, mi sarebbe bloccato il profilo per sempre”.
    Ora su Facebook chi frequenta il sito vede di tutto. Al limite (e qualche volta anche oltre) la pornografia, insulti, malvagità, pettegolezzi e scemenze di ogni genere. Bloccare un’immagine come quella che vedete a fianco la dice lunga sul grado di follia del mondo in cui stiamo vivendo. Oltre che sul livello di ideologizzazione a cui sono sottoposti i cosiddetti “amministratori” con potere di censura del social network. E vogliamo parlare del silenzio che accompagna, sui grandi giornali anch’essi lietamente proni ai dettami del nuovo MinCulPop, fatti come questo? Perché sono immobili le penne degli scandalizzati per vocazione e professione?”.
    Già, perché?
    https://apostatisidiventa.blogspot.i...lano.html#more



  10. #310
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Lgbt americani a raccolta: l'era Trump inizia con gli artigli affilati degli "orfani" di Obama
    di Benedetta Frigerio
    In un’intervista rilasciata l’8 gennaio a Fox News, uno dei più grandi leader della chiesa evangelica americana, Franklin Graham, ha ripetuto che “credo che sia la risposta di Dio (la vittoria di Trump, ndr) alle centinaia di migliaia di preghiere per un presidente che si batterà contro l’agenda ateista di Washington”. In effetti, oltre a lui, anche altri leader protestanti, come il battista Robert Jeffress, insieme ad alcuni laici cattolici hanno mobilitato le masse (indicendo centinaia di veglie, digiuni e novene) pensando che il neoeletto presidente potesse essere “una seconda possibilità che Dio sta dando agli Usa”.
    Ma evidentemente la battaglia è solo agli inizi, perché “sarà difficile cambiare la tendenza” avviata in Usa dal presidente Obama se Trump non si batterà con forza. A dimostrarlo, svelando quanto radicata sia ormai la cultura lgbt in America, sono le questioni affrontate dalla Conferenza dei leader lgbt che si è svolta a Washington dall’8 al 10 gennaio a Washington. A parteciparvi è stato il collaboratore di lifesitenews.com Peter La Barbera, che fra le altre cose ha ricordato che l’evento è stato organizzato dal Gay and Lesbian Victory institute legato ad un fondo istituito dal grande finanziatore del partito democratico Terry Bean, l’ultrasessantenne che nel 2014 fu arrestato insieme al compagno di 25 anni per atti di sodomia verso un minorenne.
    In ogni caso quello che è emerso dal simposio, ideato inizialmente per delineare la strategia di inserimento del mondo lgbt all’interno dell’amministrazione Clinton, è la volontà di combattere con tutte le proprie forze contro la presidenza di Trump. Innanzitutto alcuni ambasciatori americani "sposati" (per la legge) con persone dello stesso sesso hanno spiegato come il fatto di vivere apertamente e con orgoglio insieme al “compagno” abbia “cambiato la mentalità anche delle nazioni straniere”. I membri dell’esercito hanno invece raccontato “come hanno spinto per il riconoscimento dell’omosessualità dichiarata e della transessualità all’interno delle Forze Armate” usando come trampolino i meeting organizzati dai leader del Pentagono. I rappresentati delle multinazionali (fra le tante AT&T, Coca Cola, Toyota, Gilead) hanno sottolineato il loro impegno nel boicottare le leggi varate da alcuni Stati americani per proteggere la libertà religiosa di chi dissente sul cosiddetto “matrimonio” fra persone dello stesso sesso. Basti ricordare quanto avvenuto quando l’Indiana o la Georgia hanno approvato norme simili, poi bloccate grazie alle pressione delle grandi aziende e di Hollywood esercitate sui governatori dei due Stati.
    Non solo, durante il meeting si è discusso anche della “tattica vittimista e del coming out” usata dagli immigrati per entrare in America. Ovviamente tutto questo senza dimenticare l’impegno su tutta l’agenda progressista “a favore dell’aborto, dei diritti per gli immigrati illegali, per il controllo delle armi e del femminismo radicale (…)”. L’ultimo tema affrontato durante la kermesse, sempre secondo la ricostruzione di La Barbera, è l’amore espresso per il presidente Obama, grazie a cui l’agenda lgbt ha raggiunto l’apice della sua attuazione. Gli attivisti sono infatti convinti che sarà “difficile tornare indietro su tante politiche pro lgbt messe in atto dal presidente Obama". Grazie a cui, oltre alle leggi statali bloccate in sfregio alla libertà religiosa e a quelle che privano di finanziamenti gli enti che non assumono personale lgbt (la più recente è un’ordinanza del governatore della Virginia), si moltiplicano i casi di licenziamenti (da noi raccontati) di chi ha anche solo sostenuto, ad esempio, che il matrimonio è unicamente quello fra uomo e donna. Per non parlare delle decine di miglia di dollari in multe ricevute dai commercianti e dei processi processi giudiziari a carico di quanti si sono rifiutati di prestare servizio per la celebrazione delle unioni arcobaleno.
    Anche nelle scuole e nelle università, dove non c’è pace per chi pensa che la pratica omosessuale sia contro natura, le preoccupazioni aumentano. Così come nelle scuole, dove i genitori temono ritorsioni se i bambini esprimono le visioni naturali apprese in casa. Basti pensare quanto fu raccontato oltre un anno fa sul suo blog dal collaboratore del The Blaze Stephen Herreid, il quale aveva sentito un predicatore e attivista lgbt, Christopher Black, spiegare: “Siamo oltre il consenso che abbiamo già ottenuto (…) dobbiamo smettere di far finta di essere per l’uguaglianza: voglio dire, che “uguaglianza” concedere ai pastori cristiani con un’opinione che porta al rifiuto delle coppie gay sposate? (…) se davvero siamo seri sul silenziare l’odio, perché non proteggiamo ancora la società togliendo i figli dalle mani dei genitori anti gay?”.
    Si tratta quindi di uno scontro aperto, che senza l’elezione di Trump non avrebbe nemmeno potuto cominciare, ma che è solo all’inizio e che si deve decidere di combattere. Questa volta non in difesa.
    Lgbt americani a raccolta: l'era Trump inizia con gli artigli affilati degli "orfani" di Obama


    Gender, non c'è pace nemmeno in bagno
    di Marco Guerra
    ''Sappiamo che sarà una battaglia dura, ma sappiamo di essere dal lato giusto della storia''. Sono molti i cattolici e non che vorrebbero sentir pronunciare queste parole dai propri rappresentanti politici, una volta che questi raggiungono ruoli di governo e amministrativi. In questo momento per trovare qualcuno che non sia disposto a cedere sui propri principi bisogna andare negli Stati Uniti. A proferire il suddetto impegno politico è stato il vice governatore del Texas Dan Patrick che, giovedì scorso, ha annunciato la presentazione di un progetto di legge che richiede l'uso dei bagni a seconda del sesso registrato alla nascita negli edifici governativi e nelle scuole. Un'iniziativa simile a quella criticata del North Carolina, definita una mossa discriminatoria e che suscitò la reazione di molte lobby politiche e delle multinazionali che diedero vita a durissime ritorsioni economiche.
    L’unione degli industriali del Texas ha già stimato infatti che una legislazione che regolamenta l’accesso ai bagni secondo il sesso di nascita potrebbe tradursi in un boicottaggio economico con perdite che vanno dai 964 milioni agli 8,5 miliardi di dollari per lo Stato. La scorsa primavera il North Carolina aveva dovuto stralciare il suo provvedimento dopo che l’NBA, la lega del basket statunitense, aveva messo in forse lo svolgimento dell’All-Star Game 2017 nella città di Charlotte; Bruce Springsteen aveva cancellato un concerto e la Deutsche Bank aveva minacciato di cancellare un progetto che porta alla creazione di 250 posti di lavoro in un centro di ricerca che già occupa 900 persone in questo Stato americano.
    Il vicegovernatore del Texas smorza però i timori per le eventuali ripercussioni economiche, parla di decisione di buon senso che serve anche a prevenire eventuali molestie sessuali, determinate da un accesso indiscriminato ai servizi igienici basato solo sulla condizione di genere percepita dal singolo individuo. Insomma levate le icone della gonna e del pantalone dalle porte dei bagni, in nome della lotta alle discriminazioni, i più felici potrebbero essere proprio i più male intenzionati.
    Il tema delle “trans-toilette” è diventato un diritto riconosciuto, difeso e promosso degli organi del governo federale solo dopo che lo scorso maggio i dipartimenti Giustizia e Istruzione del governo Obama hanno inviato una direttiva ad ogni scuola pubblica del Paese circa l'obbligo di trattare gli studenti secondo modalità che corrispondano alla loro identità di genere, anche se i registri scolastici e i documenti indichino un sesso diverso da quello espresso. Questo ha significato anche consentire agli studenti di utilizzare Wc, spogliatoi e docce rispondenti alla loro identità di genere ma non al loro sesso biologico.
    Tredici stati americani guidati proprio dal Texas hanno presentato ricorso contro la circolare del governo e, ad agosto, il giudice federale Reed O’Connor ha deciso che la politica sui bagni transgender promossa dalla amministrazione Obama non è né obbligatoria, né vincolante. Una sentenza che non si limita ai soli Stati ricorrenti perché, come ha spiegato lo stesso giudice O’ Connor, “un provvedimento geograficamente limitato sarebbe inefficace”.
    Il Texas ha quindi già vinto la sua battaglia di libertà: il governo di Washington non è riuscito ad obbligare i vari Stati ad introdurre la teoria gender nel bagni delle scuole americane. Ora però inizia una battaglia per la verità, per fare in modo che nessuna toilette diventi un pretesto per camuffare la biologia dell’essere umano.
    Gender, non c'è pace nemmeno in bagno

 

 
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