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Discussione: Vai col gender!

  1. #371
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Circoli gay, l'ombra della violenza ai disabili
    di Marco Guerra
    La toppa, si sa, è sempre peggio del buco. Succede così che Anddos, l’associazione gay finanziata dai fondi Unar, è tornata al centro di un nuovo scandalo, dopo aver scatenato una campagna denigratoria contro l’inchiesta delle Iene, che aveva documentato orge gay e prostituzione all'interno di circoli che, grazie all’affiliazione all’Anddos, usufruivano di agevolazioni fiscali come realtà di promozione culturale e centri antiviolenza e discriminazioni.
    La vicenda ha costretto alle dimissioni il direttore dell’Unar Francesco Spano, compromesso da un finanziamento da 55mila euro in favore dell'Andoss e dalla sua stessa iscrizione all’associazione. Ma nonostante fosse ormai dimostrata, fuori da ogni ragionevole dubbio, la vera natura di questi circoli, Anddos ha querelato le Iene per diffamazione e ha creato una pagina sul suo sito in cui elenca tutte quelle che definisce “bufale” e “situazioni create” dalle Iene per screditare il suo operato. Insomma ancora adesso negano che nei loro circoli si pratichino orge e prostituzione.
    Ma le Iene ad essere diffamate non ci stanno anche se, per stessa ammissione dell’autore dell’Inchiesta Filippo Roma, mai sarebbero tornate sul caso se non fossero state accusate di gettare fango gratuitamente. D’altra parte, tutto si può dire tranne che il programma di Italia Uno sia vicino alle istanze e alle realtà pro family che da tempo denunciano alcune irregolarità e opacità circa i finanziamenti governativi elargiti alle organizzazioni lgbt. Anzi la trasmissione si è persino espressa più volte a favore delle adozioni gay ed ha polemizzato con il Family day
    Il programma al di sopra di ogni “sospetto omofobico” si è però visto costretto a tornare sul caso per difendere il suo onore. L’operazione verità dell’Anddos si è dunque rilevata un boomerang ancora più insidioso della prima inchiesta. Filippo Roma ha prima mostrato le minacce pervenutegli da esponenti della comunità lgbt. Auguri di morte di una morte violenta che, dice l’inviato dell’Iene, “in tanti anni non gli era mai capitato di ricevere” con toni così gravi.
    Poi Roma è tornato a mostrare i siti dei circoli che continuano ad offrire quegli intrattenimenti di sesso estremo ormai noti anche al grande pubblico: dark room, glory hole, naked party e orge di ogni tipo. Per dimostrare che tutto questo è ancora praticato nel circuito Anddos, Roma è inoltre tornato nelle saune gay della capitale mostrate nel primo servizio, presso le quali alcuni gestori hanno ammesso che sono avvenuti anche episodi di prostituzione.
    Le Iene decidono poi di cambiare città per dimostrare che il registro non cambia. Le immagini raccolte nei locali ricreativi associati Anddos di Milano mostrano le solite pratiche di sesso di gruppo ma, soprattutto, riprendono l’adescaggio da parte di alcuni giovani stranieri che offrono prestazioni sessuali a pagamento. Incalzati da qualche domanda, questi ragazzi spiegano che tutti i tesserati e gli stessi gestori sono a conoscenza che avviene prostituzione all’interno dei loro circoli. Oltre all’offerta di sesso i “marchettari” (così definiti nel servizio) indicano anche come procurarsi droga dentro il locale: 50 euro per una bustina di coca.
    Il quadro, già di per se desolante, conferma ancora una volta diversi profili di illegalità nell’attività di questi prive', ma stavolta l’inchiesta fa scoppiare anche una sconvolgente denuncia di violenze sessuali ai danni di un disabile. Un paradosso grande come una casa visto che molti di questi circoli sono presentati ufficialmente e finanziati come centri antiviolenza per le persone che hanno subito atti di bullismo e omofobia.
    Una volta scoperchiato il bidone, alle Iene sono infatti arrivate numerose testimonianze di ex frequentatori di questi locali. Fra queste quelle della mamma di una ragazzo gay di 20 anni con un ritardo mentale. Lorenzo andava regolarmente all’Europa Multiclub di Roma (accreditato come centro antiviolenza), dove ha subito un tentativo di violenza sessuale da parte di un uomo più grande che lo ha portato con la forza in delle stanze appartate.
    L’episodio è stato denunciato da Lorenzo ai responsabili del locale, che si sono limitati a consigliarlo di parlarne direttamente con chi gestisce la sauna. Ma quello di Lorenzo è stato un incubo molto più lungo, la madre dopo diverso tempo si è resa conto dei numerosi abusi ricevuti dal figlio. In più occasioni, il ragazzo è stato in balia delle fantasie degli avventori del locale, che si sono approfittati del suo ritardo mentale per fare ogni tipo di atto sessuale senza preservativo. Afte e piaghe sono solo alcune delle conseguenze fisiche raccontate dalla mamma.
    Intanto il ragazzo ha iniziato una terapia di supporto psicologico, mentre resta evidente l’inopportunità di collocare centri antiviolenza nei luoghi in cui si pratica sesso e prostituzione.
    Indigna anche il fatto che ragazzi disabili siano lasciati alla mercé di veri e propri carnai dove l’unica cosa che conta sono i corpi delle persone e la loro capacità di dare piacere anche se si tratta di soggetti privi della completa capacità di discernere pratiche pericolose per la propria salute. Perché persone con ritardi vengono fatte entrare in circoli del genere? Una risposta sembra arrivare dallo spot su sesso, disabilità e omosessualità girato da Daniele Gattano che, in realtà, ha l’intento di sconfiggere i “nostri stereotipi”.
    Il cortometraggio, girato in collaborazione con Gruppo Jump LGBT – Oltre tutte le barriere e il Cassero LGBT Center di Bologna, si apre con un’intervista a Giuseppe, omosessuale strabico di 22 anni, il quale con una certa ironia parla dei suoi appetiti sessuali e delle sue tecniche di “rimorchio”. Il video poi banalizza il tema seguendo il regista Gattano che si finge disabile su una chat per dimostrare quanto sia semplice e inclusivo cercare un partner sessuale per un disabile gay.
    Gattano si registra su Grindr, ovvero la più famosa app per incontri omosex che serve a trovare, usando il sistema di geolocalizzazione dello smartphone, i ragazzi gay o bisex più vicini e disponibili a rapporti sessuali. Il regista, senza volerlo, mostra un compulsivo mercato del sesso senza alcun coinvolgimento emotivo, che è quanto di più lontano dalle necessità di un disabile di essere amato. Entrato in Grindr, Gattano viene infatti adescato da un altro ragazzo che ammette di cercare “quello che capita” e che per prima cosa chiede una sua foto. Conoscersi per fare sesso sembra l’unico modello di relazione proposto dal progetto video che, sicuramente, non rende onore al variegato mondo della disabilità e delle sua necessità emotive.
    Parlare di tolleranza e lotta alle discriminazioni additando ad un ambiente animato da scambi di foto e di espliciti inviti a consumare sesso, non può contribuire ad alzare il livello della riflessione che merita un tema come questo. Forse gli attivisti lgbt dovrebbero riascoltare Renato Zero che, già negli anni ’70, fu profeta inascoltato della nostra epoca con i versi della canzone Sesso o esse: “Vita, ho bisogno di vita, che io schiavo non sia di una squallida idea, che quel letto non sia la chiave di tutto”.
    Circoli gay, l'ombra della violenza ai disabili

    Video
    http://se-pi1-6.se.vod06.msf.ticdn.i...c-20_0.mp4?_=1

  2. #372
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    https://www.rischiocalcolato.it/2017...me-contro.html

    Giuro che quando ho iniziato il 3D non pensavo che saremmo arrivati alle imposizioni.
    Anche se in fondo era immaginabile.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  3. #373
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    https://www.rischiocalcolato.it/2017...me-contro.html

    Giuro che quando ho iniziato il 3D non pensavo che saremmo arrivati alle imposizioni.
    Anche se in fondo era immaginabile.
    Beata innocenza.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  4. #374
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    “L’Europa impone la teoria gender” (che non c’è). 700 mila firme contro.
    Maurizio Blondet 31 marzo 2017 15
    Alle scuole elementari insegnano ai bambini la teoria del gender? Guai a chi lo dice! “La teoria del gender non esiste”, e la buona scuola italiana non la insegna, come insinuano certi genitori. “Chi parla di teoria del gender in relazione al progetto educativo sulla scuola del governo Renzi compie una truffa culturale, ci tuteleremo con gli strumenti adeguati», disse la ministra (della pubblica istruzione) Giannini, minacciando querele. L’idea che a scuola si insegnino ai bambini che non esistono i sessi ma i “gender”è una allucinazione nata dalle menti malate di genitori “omofobi”, o ancor peggio, cattolici.

    Cercate su internet e troverete decine di tutoli così: “La “teoria del genere” non esiste. Solo uno spauracchio con l’obiettivo di frenare la parità fra le persone (HuffingtonPost), “Michela Marzano: “La teoria gender non esiste. Questa battaglia ideologica rischia di bloccare la legge sulle unioni civili” (Fatto Quotidiano).

    Ebbene: gli allucinati con le traveggole sono tanti, in Europa. Hanno raccolto già 700 mila firme per strappare alla UE una definizione legale di “matrimonio” come unione fra uomo e donna, e “famiglia” come fondata sul matrimonio e la discendenza. Ciò perché, sostengono, l’Unione Europea “promuove” le politiche di genere “alle spalle dei cittadini”. Lo dichiara su Le Figaro la signora Ludovine de la Rochère, presidentessa di “La Manif pour Tous” (l’organizzazione di cittadini che in Francia ha portato centinaia di migliaia di persone in piazza per la famiglia tradizionale).

    Su “gender, procreazione assistita e utero in affitto”, i funzionari europei impongono l’ideologia “al di fuori del controllo democratico”, varando normative e facendo pressioni sugli stati al riparo della “mancanza di trasparenza e opacità” che caratterizza le operazioni della UE.

    Dietro questa opacità, all’insaputa delle opinioni pubbliche, costoro agiscono “su temi antropologici e sociali; anche se la loro regolamentazione è al di fuori della competenza europea”, essi emanano in quantità “testi, rapporti e direttive votati dal Parlamento europeo di sua iniziativa o su iniziativa della Commissione europea”.

    “Sono testi sistematicamente sprezzanti dei diritti e dei bisogni del bambino e disconnessi dalla realtà umana, deriva che la Francia conosce dall’inizio del quinquennato di Monsieur Hollande” . Noi italiani potremmo dire: dal signor Monti, dal governo Bersani-Letta-Renzi mai da nessuno votati.


    Il premier lussemburghese ricevuto col “marito” in Vaticano. Da questa gerarchia, nessuna resistenza alle deriva.
    L’oligarchia europea, denuncia madame De la Rochère, “cerca continuamente di allargare la cerchia dei paesi che riconoscono il matrimonio fra due uomini o due donne”. In che modo? “Per esempio, interviene per ottenere che i paesi che non hanno legalizzato il matrimonio omosessuale riconoscano almeno il matrimonio fra coppie dello stesso sesso straniere, che vengano ad abitare nel loro territorio, una maniera insidiosa per fare avanzare quella che l’Unione Europea chiama ‘l’agenda LGBT”.

    E’ una concertata strategia di forzatura legale, che abbiamo visto applicata recentemente in Italia da magistrati avanzati: a Firenze uno ha riconosciuto l’adozione di fratellini da parte di due sodomiti, italiani ma residenti nel Regno Unito, che avevano contratto il “matrimonio” in Gran Bretagna: stabilitisi qui, hanno preteso la “trascrizione” del fatto compiuto, e la sua legalizzazione. Subito dopo Firenze ha riconosciuto l’adozione di una bambina da parte di due altri omosessuali, uno americano e uno italiano, che avevano adottato la poverina (oggi di 2 anni e 9 mesi) a New York. Così un atto illegale in Italia viene legalizzato ex post; Vendola che si è comprato un bambino con cui è tornato in Italia, invece di essere arrestato, ha smosso un “disegno di legge pronto alla Camera” che farà entrare “la legalizzazione dei casi di maternità surrogata tanto per coppie omo quanto etero, nella nuova legge sulle adozioni.

    E’ lo stesso tipo di pressione che si è visto usato per il suicidio assistito di FaboDJ, “costretto (sic) ad andare in Svizzera per morire”, occasione per lanciare una campagna di somministrazione del suicidio in ospedali italiani. Adesso sappiamo da madame De la Rochère che è una strategia sistematica usata dai funzionari UE d’accordo con la lobby LGBT per imporre leggi a Stati che non le vogliono.

    “L’Europa – scrive – interviene con sempre maggior frequenza e forza in favore di ciò che chiama “i diritti riproduttivi e genesici”, espressione pudica che comprende l’identità di genere, le nozze omosessuali, ma anche l’utero in affitto”.



    Questo è un sopruso e una violenza morale, dice la signora, perché “da un paese all’altro, dalla Svezia alla Croazia, dai Paesi Bassi alla Polonia, le concezioni in materia antropologica divergono radicalmente. Su queste poste in gioco umane e sociali si creano anche gravi difficoltà tra Stati-membri ed istanze europee, che dividono l’Europa”. Ancora più intollerabile è che “sono sempre i paesi più “progressisti” in queste materie che finiscono per imporre le loro vedute”.



    Da qui la raccolta di firme pan-europea per una proposta di legge popolare che strappi alla UE una definizione di “matrimonio” come unione durevole fra uomo e donna, e “famiglia” come fondata sul matrimonio e sui figli, a cui le officine ideologiche della Ue siano obbligate ad attenersi.

    “Questa definizione corrisponde alla concezione comune a tutti i paesi d’Europa. La sua adozione sarebbe un fattore di unità europea”.

    Certo, dice, per la Francia è ormai tardi. “Ma noi abbiamo un dovere di responsabilità verso altri paesi che subiscono forti pressioni per riconoscere il matrimonio fra due uomini o due donne nonostante la loro opposizione”. Del resto, anche la Francia è sottoposta a pressioni per “legalizzare l’inseminazione artificiale, il concepimento in vitro, e anche l’utero in affitto” – ciò che vale anche per l’Italia. “Forti pressioni”: evidentemente un progetto complessivo che viene surrettiziamente imposto a tutti i paesi.


    Ludovine de la Rochère, anima dell’iniziativa.
    Per degnarsi di ascoltare una istanza popolare, l’Europa vuole che sia presentata da un milione di sudditi, di sette paesi: un milione di firme. Questa è l’Europa che ci ha imposto l’allargamento a 28 paesi, ci ha messo in rotta con la Russia, ci ha invaso di immigranti, senza chiedere mai il nostro parere; ma per ascoltarci, vuole un milione di firme in 7 paesi.

    Ebbene: l’insieme delle associazioni, riunite nella super-organizzazione “ Mum, Dad & Kids”, ha già raccolto 700 mila firme. E’ tantissimo, ma ancora non basta. Bisogna aggiungere 300 mila firme; e per legge, l’iniziative deve concludersi il 3 aprile 2017 a mezzanotte.



    Quindi, lettori, vi prego, firmate la petizione qui:





    Vater, Mutter, Kind







    I vostri dati sono protetti per legge al massimo livello, e nessuno potra accedere alle coordinate e alle generalità vostre.

    "L'Europa impone la teoria gender" (che non c'è). 700 mila firme contro. - Blondet & Friends
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  5. #375
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    Beata innocenza.
    Grazie amici!
    Mi avete fatto ritornare in fasce per un momento.
    Dico in fasce perchè appena mi hanno cambiato il primo pannolino ho incominciato a cristonare contro l'infermiera terrona.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  6. #376
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    GAY SI FINGE DONNA SUI SOCIAL PER ADESCARE RAGAZZINI
    NAPOLI – Continua l’ondata di violenze gay ai danni di normali. Si fingeva donna disponibile sui social per adescare giovani ragazzi, in particolare atleti di una scuola calcio che hanno avuto il coraggio di rivelare ai genitori ciò che stava avvenendo.
    L’incubo è finito nelle scorse ore quando gli agenti della Polizia postale hanno fatto irruzione in casa del 30enne omosessuale e hanno scoperto che teneva sul suo pc oltre mille tra foto e video spinti di ragazzi minorenni.
    Teneva una vera e propria collezione di profili falsi. Si spacciava per una giovane e bellissima donna interessata a fare nuove amicizie. Contattava così, sui social, i ragazzini. In chat li riempiva di promesse, complimenti e frasi allusive. Spesso li irretiva utilizzando un linguaggio molto esplicito. A quel punto li convinceva ad accendere la web cam, per mostrarsi nudi e fare del sesso virtuale. Voleva incontrare dal vivo alcuni di loro, gli dava gli appuntamenti.
    Ai giornalisti: smettete di nascondere la verità, e definire pedofili i gay che circuiscono ragazzi minorenni. E’ deontologicamente osceno e scientificamente sbagliato. Ma sappiamo tutti perché lo fate: la lobby non si tocca.
    Gay si finge donna sui social per adescare ragazzini | VoxNews

    EMERGENZA STUPRI GAY: È EFFETTO DELLA PROPAGANDA GENDER
    Assume i connotati di una vera e propria emergenza, l’escalation di stupri omosessuali. Dopo le violenze di Vigevano, dove i ragazzini venivano sodomizzati da quella che i media hanno definito una ‘baby gang di bulli’, ecco oggi la notizia del ragazzino sodomizzato a Napoli da 11 minorenni. Ci sono poi i casi degli allenatori stupratori di Torino e Teramo e dei gay a caccia di ragazzini nel campo nomadi di Bari. Più notizie sparse dello stesso tenore.
    Ovviamente non leggerete da nessuna parte il termine ‘gay’, perché non sta bene. Ma di questo si tratta.
    I casi più preoccupanti sono ovviamente quelli che vedono come carnefici ragazzini: perché significa che la propaganda e la ‘normalizzazione’ dell’omosessualità continuamente trasmessa dai diversi media, sta avendo un effetto deleterio sulla formazione di bambini e ragazzi italiani. Non stiamo dicendo che renda individui normali gay, ma che l’esposizione del bambino ad una certa forma di spettacoli che descrivono come normale la fluidità sessuale, possa produrre come effetto quello a cui stiamo assistendo.
    Emergenza stupri gay: è effetto della propaganda gender | VoxNews

  7. #377
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Stop, per ora, alla "Scalfarotto alla Umbra"
    di Marco Guerra
    Il voto del consiglio dell’Umbria sulla proposta di legge regionale sull’omofobia è stato rinviato a data da destinarsi. Ieri doveva essere il giorno dell’approvazione del provvedimento che, con la scusa della lotta alle discriminazioni, andava a creare una normativa liberticida che limita la libertà di espressione e crea un nuovo soggetto giuridico (il cittadino omosessuale) iper tutelato e detentore di diritti senza eguali nell'ordinamento italiano. Troppo anche per alcuni ambienti della maggioranza di centro sinistra, fatto sta che in aula è mancato il numero legale necessario per procedere alla votazione. Erano infatti presenti solo dieci esponenti della coalizione governativa a guida Pd.
    In blocco hanno lasciato gli scranni gli esponenti dell’opposizione del centro destra (alcuni in realtà con non poca reticenza) le cui redini sono state tirare dal consigliere De Vincenzi (Gruppo Misto) che in un intervento accorato ha denunciato l’assenza di discussione sul provvedimento che si è tentato di far passare con un colpo di mano dopo un breve passaggio commissione. Per non fare da stampella alla giunta del presidente Catiuscia Marini (una delle assenze pesanti registrate ieri in Consiglio) hanno abbandonato l’aula anche i consiglieri del Movimento 5 stelle che riguardo la proposta di legge non sembrano voler prendere alcuna posizione.
    Il nuovo stop arriva dopo quello di due settimane fa dovuto alla mancanza delle coperture economiche del provvedimento, il quale indica uno stanziamento annuale di 50 mila euro volto al funzionamento dell’osservatorio regionale anti-omofobia che sarà composto da sei esponenti di altrettante associazioni lgbt.
    Intanto le associazioni pro family umbre esultano ma non si fanno illusioni, la prima parziale vittoria può essere ribaltata in qualsiasi momento se il Pd ritrovasse la quadra su un tema che comunque resta molto divisivo all’interno dei dem. Il Comitato difendiamo i nostri figli, promotore del Family day, si è speso moltissimo nelle settimane scorse con incontri pubblici a Perugia presenziati dal presidente Massimo Gandolfini. In prima linea l’avvocato Simone Pillon che esercita proprio presso il foro di Perugia, il quale ha sensibilizzato anche gli ambienti cattolici.
    Stop, per ora, alla "Scalfarotto alla Umbra"

  8. #378
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    MADRE E FIGLIO SI SPOSANO: “LEGALIZZATE I MATRIMONI INCESTUOSI”
    Lo abbiamo detto. Dopo i cosiddetti ‘matrimoni gay’, sarà la volta della poligamia, della pedofilia e dell’incesto. Che del resto in molti Paesi non è già più reato. Perché quando l’unica discriminante è il cosiddetto ‘ammmore’, e la presunta ‘consensualità’, non ci sono limiti: al mondo non manca un buon numero di malati mentali da assecondare nei loro capricci.
    Così, due immigrati messicani negli Usa, Monica Mares, 36 anni portati malissimo e Caleb Peterson, suo figlio di 19, che abitano a Clovis, New Mexico, hanno deciso di sposarsi. E come direbbe Bergoglio, chi siamo noi, per giudicare il loro ‘ammmore’?
    La donna aveva dato in adozione il figlio appena nato. Si sono ritrovati l’anno scorso su Facebook e da allora è iniziata la loro ‘storia’. I due sono stati arrestati – perché in New Mexico l’incesto è illegale, ma se Trump non fa presto a nominare i suoi giudici la Corte Suprema potrebbe legalizzarlo come ha fatto con i matrimoni gay – e condannati a non incontrarsi. I due, in nome dei loro ‘diritti civili’ – ricorda qualcosa? – non cedono e vogliono sposarsi.
    Su che basi lo si può negare? Semplicemente non è possibile, una volta che determini che il matrimonio normale non è più l’unica forma legalmente possibile: perché due gay sì, e una decina di persone no? E perché due lesbiche sì, e padre e figlia no? Il mito del vaso di Pandora è oggi.
    Madre e figlio si sposano: ?Legalizzate i matrimoni incestuosi? ? VIDEO | Vox

    Welfare arcobaleno: un ospizio per soli gay
    di Tommaso Scandroglio
    Un gruppo di professionisti che ha lavorato alla Bologna Business School ha partorito un progetto che si chiama “Friendly home”, una casa comune per persone anziane gay da realizzare nel capoluogo emiliano. Si tratta di una cinquantina di appartamenti in unico palazzo da destinare alle persone di una certa età omosessuali che sono sole, senza più compagno, né parenti. L’idea, che ha avuto il placet del Cassero Lgbt Center, è dunque quella di offrire un ambiente dove trovare persone con il medesimo orientamento sessuale, nonché assistenza sanitaria.
    La comunità gay assomiglia sempre di più ad una Chiesa o ad una coop rossa. Infatti, se guardiamo bene, il suo piano di azione trova alcune analogie sorprendenti con i piani pastorali o le mission delle cooperative che in genere prevedono diverse sezioni programmatiche a seconda delle fasce di età dell’utenza. Ad esempio abbiamo i bambini. Per loro la teoria gender ha previsto l’utero in affitto e i gay pride a misura di bimbo, le fiabe e spettacoli teatrali gay e vari giochi come quello del “rispetto” che in realtà non meritano alcun rispetto.
    Poi ci sono i ragazzi: ecco i corsi formativi sul gender nelle scuole, i fumetti e videogiochi con personaggi omosessuali.
    Per gli adulti l’offerta è quasi infinita: unioni civili, sportelli di ascolto, circoli gay con annesse dark room, gay pride, editoria di settore, cinefestival dedicati al mondo omo e molto altro ancora.
    Sulla via del tramonto invece l’anziano può accomodarsi in ospizi gay e godere, come prevede la Cirinnà, della pensione di reversibilità.
    Questo welfare arcobaleno non mira solo a diffondere cultura gender, ma tenta di creare, però solo in prima battuta, un mondo parallelo a quello naturale dove un maschio si sente maschio ed è attratto dalle donne. Ecco quindi lo sforzo di duplicare tutto: il matrimonio, la famiglia, la genitorialità, l’abbigliamento, la cucina, la letteratura e l’arte, l’associazionismo, l’educazione, etc. Tutto in versione omo.
    Il fine ultimo poi sarà – come ogni battaglia di carattere rivoluzionario – non affiancare all’universo etero quello Lgbt, famigerato codice fiscale dei diversamente etero, bensì di sostituire quest’ultimo a quello. Ecco perché, già ora, non è possibile criticare l’omosessualità e il transessualismo. Perché entrambi i fenomeni sociali si devono imporre sulla realtà dell’orientamento e identità eterosessuale (vedi ultimo caso successo in Canada). Se ci fosse veramente l’intenzione di trovare semplicemente uno spazio alla comunità gay da affiancare ad altri spazi non omosessuali si cercherebbe il dialogo. Invece l’intento è di conquistare gli altri spazi, non di vivere gli uni accanto agli altri.
    La chiesa gay con il suo piano pastorale arcobaleno mima quindi la Chiesa cattolica rovesciandone ovviamente gli scopi. Questo è una prova che l’omosessualismo vive di dogmi però apodittici – non dimostrabili ma meramente asseriti – che abbisognano di trovare applicazione pratica, proprio come i principi di morale naturale e fede. Come nella Chiesa tutti sono chiamati alla salvezza, così anche per l’ideologia gay tutti sono chiamati alla conversione o, rectius, all’inversione. Ciò comporta che lo sforzo missionario omosex è indirizzato prima di tutto non certo a chi già professa il credo gay, ma ai lontani, agli eterosessuali.
    Ecco perché accanto ad iniziative tese a rafforzare il senso di appartenenza delle persone omosessuali, ne troviamo molte altre dedicate esclusivamente al mondo etero: l’insegnamento della teoria del gender a scuola, corsi di formazione professionale per “l’inclusione”, racconti e giochi per bambini, etc. Siamo noi etero a vivere nelle periferie esistenziali secondo il pensiero gender, siamo noi i primi destinatari di questo impegno evangelizzatore della chiesa gay.
    Però attenzione: se le carote a noi offerte non saranno di nostro gradimento, state pur sicuri che tireranno fuori i bastoni. Per rimanere in tema, una sorta di gaylogia della liberazione che prevede anche la violenza pur di evangelizzare.
    Welfare arcobaleno: un ospizio per soli gay

  9. #379
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Per il «Corriere» il cervello è unisex. Ma è una bufala
    di Giuliano Guzzo
    «Certamente donne e uomini sono tra loro diversi – e va benissimo – ma per la diversa storia di cui sono portatori sin da bambini e quindi per il diverso percorso della loro formazione. Il cervello – fortunatamente – non fa la differenza». Si conclude così, senza lasciare il minimo spazio a dubbi, un articolo apparso sul blog del Corriere della sera secondo cui un importante studio scientifico sulle differenze tra il cervello maschile e il femminile (quello realizzato dal gruppo di ricerca di Madhura Ingalhalikar dell’Università della Pennsylvania) sarebbe sostanzialmente sopravvalutato rispetto alle sue reali conclusioni.
    Ora, anche se non sono uno specialista di neuroscienze ho avuto modo di approfondire l’argomento e trovo poco corretto lasciar intendere, come fa il succitato articolo e soprattutto il suo titolo, che il cervello non abbia sesso. Per una ragione semplice: perché non è vero. Tra uomo e donna, infatti, il cervello mediamente differisce per volume, peso, struttura, composizione, funzionamento, come illustro in un apposito capitolo di "Cavalieri e principesse", il mio nuovo libro da giovedì in libreria. Poi è chiaro: le conclusioni di ogni ricerca vanno prese con cautela.
    Tuttavia, ripeto, la tesi secondo cui il cervello è asessuato risulta insostenibile e smentita quotidianamente. Per esempio, una recentissima ricerca, uscita ironia della sorte poche ore dopo l’articolo del Corriere – e pubblicata sul prestigioso Journal of Neuroscience – pare aver scoperto il motivo per cui, in genere, i pazienti di sesso femminile esigono dosi più elevate di morfina per beneficiare dello stesso sollievo di quelli di sesso maschile; un motivo legato, secondo lo studio – a cura di Anne Murphy della Georgia State University -, alla diversa attività, nel cervello femminile, di alcune cellule nelle regioni di elaborazione del dolore.
    Si tratta di una ricerca che non presenta implicazioni sociali, ovvio, ma che confluisce in un ramo della letteratura già molto robusto. E che al Corriere fingono di ignorare, rilanciando pure la tesi – questa sì tutta da dimostrare – secondo cui se uomini e donne sono differenti è solo «per la diversa storia di cui sono portatori sin da bambini e quindi per il diverso percorso della loro formazione». In pratica, maschile e femminile sarebbero solamente un prodotto culturale, dovuto al «percorso di formazione» che tocca ad ciascuno, venuto al mondo, se ne deduce, con cervello unisex e privo di identità sessuale. Che dire, sempre bello constatare come l’ideologia del gender non esista…
    Per il «Corriere» il cervello è unisex. Ma è una bufala ~ CampariedeMaistre

    Rai Storia? No, Rai propaganda-lgbt!
    Non bastavano le fiction con gay&lesbiche.
    Su Rai Storia il programma ‘Il tempo e la storia’ di oggi è stato interamente dedicato alla storia dei movimenti Lgbt.
    Il risultato? Mezz’ora di squallida e palese propaganda, senza, ovviamente, alcun tipo di contradditorio.
    La conduttrice della trasmissione, Michela Ponzani (storica la peculiarità è quella di aver fatto studi, in tutta la sua carriera, solo ed esclusivamente sulla resistenza!) inaugura una nuova fase della politicizzazione dei programmi tv di storia. Abituatevi: presto i programmi pallosi per vecchi alla Paolo Mieli su guerra e fascismo cederanno il passo a tematiche più ‘urgenti’ per le lobby che spingono le aberrazioni lgbt…
    Grazie mamma Rai(storia)!
    Rai Storia? No, Rai propaganda-lgbt! - Azione TradizionaleAzione Tradizionale


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    Predefinito Re: Vai col gender!

    PROFUGO GAY STUPRA UOMO PARALIZZATO, UCCIDE LA MOGLIE
    Siamo a Neuenhaus, una cittadina tedesca della Bassa Sassonia. E’ lì, in una casa di cura che ospita disabili e anziani, che il 22 ottobre scorso un richiedente asilo somalo di 18 anni, arrivato in Germania da ‘minore non accompagnato’, ha trasformato la notte in un incubo per due pazienti e un parente.
    E’ penetrato nella struttura durante la notte, intrufolandosi prima nella stanza di un 59 enne paralizzato, che ha violentato. Poi è passato alla stanza di un paziente di 87 anni: ma durante il secondo stupro è stato sorpreso dalla moglie della vittima, che ha ucciso pestandola a morte.
    Oggi, per il profugo somale, ‘detenuto’ in una clinica psichiatrica, è iniziato il processo. Non è nemmeno ‘solo’ una invasione, è una catastrofe umanitaria: dal nostro punto di vista, non dal loro.
    PROFUGO GAY STUPRA UOMO PARALIZZATO, UCCIDE LA MOGLIE | Vox

    Smontare il gender? Basta vedere le scimmie...
    di Marco Tosatti
    E’ sempre interessante vedere come dalle battaglie contro gli stereotipi, veri o presunti, finiscano per nascere altri stereotipi, che poi tocca a scrittori e libri attenti e acuti contraddire e smascherare, per riportare equilibrio e razionalità in temi delicati. E’ il caso di Cavalieri e Principesse, scritto da Giuliano Guzzo per I Tipi della casa editrice Cantagalli, in uscita in questi giorni nelle librerie, il cui sottotitolo è eloquente: “Donne e uomini sono davvero differenti, ed e' bello cosi?”. L’indice dà un’idea dei campi in cui l’autore entra in lizza, armato di dati rigorosamente scientifici, ricerche, e sondaggi contro alcune delle idee con cui la marea superegualitarista della vulgata politically correct tenta di affogare buon senso ed evidenza.
    Da molto tempo, e soprattutto da una quarantina d’anni, occuparsi della differenza fra uomo e donna sembra non solo pericoloso, ma anche culturalmente arretrato; quasi che in fondo in fondo, specialmente se è un uomo a parlarne, ci sia il tentativo occulto di rimettere tutte ai fornelli, e basta con le fisime. E allora perché andare a mettere le mani in un groviglio così spinoso come quello dei rapporti maschio-femmina? Perché ogni giorno di più la differenza sessuali rappresenta uno dei problemi, se non “il” problema principale che la nostra società – occidentale – in questo particolare momento storico si trova ad affrontare. Lo vediamo, sulla pelle nostra e dei nostri figli, con i tentativi striscianti o clamorosi di far passare le teorie propinate dall’ideologia Gender, e pubblicizzate come il dernier cri del progresso dai mass media inzuppati di cultura di regime.
    L’intenzione dell’opera di Guzzo è quella di offrire ai lettori tutta una serie di elementi solidi, e indiscutibili, nella misura in cui i dati scientifici più recenti e sono indiscutibili, in attesa di nuove ricerche e nuove scoperte, per farsi un’idea chiara sullo stato della questione.
    Da onesto ignorante, per esempio, mi ha appassionato scoprire il ruolo della chimica in qualche cosa di apparentemente ben lontano dalle provette, come la preferenza per bambole o camioncini. Scrive Guzzo: “La piu' impressionante fra tutte pero' sembra essere la ricerca della psicologa Gerianne Alexander la quale ha cercato di osservare le reazioni di bambini di circa cinque e sei mesi di età' – diciassette di sesso femminile, tredici di sesso maschile – dinnanzi a due oggetti tridimensionali che meglio di tutti gli altri rappresentano i giocattoli sessualmente tipizzati, vale a dire una bambola rosa ed un piccolo camion blu. Ebbene, benché non siano state misurate differenze fra i due sessi nell’estensione temporale dell’attenzione rivolta ai due oggetti, nel momento in cui si e' andato a conteggiare le volte nelle quali i bambini li fissavano e' arrivata la sorpresa: le femminucce, rispetto ai maschietti, si mostravano maggiormente interessate, in proporzione, alla bambola rispetto al camioncino”.
    D’accordo, ma come mai questo accade? “Un’ipotesi sempre più considerata e' quella ormonale. A renderla credibile e' in particolare il caso delle donne esposte in fase prenatale a livelli eccezionalmente elevati di testosterone; la gran parte di costoro ha una malattia nota come iperplasia surrenale congenita la quale, benché dopo la nascita consenta d’intervenire riportando nella norma i livelli ormonali, si manifesta comunque con effetti netti sul comportamento delle bambine. In pratica queste – come ha sottolineato anche la psicologa Doreen Kimura (1933-2013) – presentano atteggiamenti e preferenze, anche nella scelta dei giocattoli, più simili a quelle maschili che a quelle delle coetanee femmine”.
    Ma l’elemento, fra i tanti, che mi ha divertito di più è che “Una solida conferma di una distinta preferenza dei giocattoli nelle scimmie a seconda del sesso e' venuta, in tempi recenti, da una ricerca condotta dalla già citata Gerianne Alexander e da Melissa Hines, le quali hanno posto dinnanzi a degli esemplari di cercopiteco grigioverde differenti tipologie di oggetti: un’auto della polizia ed una palla, classificati come giocattoli da maschio, un libro illustrato e un cane di peluche, classificati come giocattoli neutri, e una bambola ed una padella, classificati come femminili. Il risultato, in breve, e' stato che gli animali di sesso femminile hanno trascorso più' tempo, rispetto agli altri, coi giocattoli da bambina”. Una preferenza che difficilmente può essere attribuita al ruolo dell’ambiente o dei genitori. Stereotipi di genere anche fra le scimmie?
    Smontare il gender? Basta vedere le scimmie...

 

 
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