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Discussione: Suicidio

  1. #41
    .... .....
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    Predefinito Rif: Suicidio

    Citazione Originariamente Scritto da primahyadum Visualizza Messaggio
    E come no?

    Siete uguali, tu e Z4rdoz....per questo vi capite così bene....:sofico:
    Mi sono permesso di dare un giudizio sull'argomento perché alla fine è irritante vedere a che livello di incomprensione si giunga nel valutare i post di z4rdoz..che al 99% sono in linea con ciò che dicono tutti i veri Maestri..
    Anche tu ogni tanto fai qualche discorso valido..ma appena si esce dell'ideologico non ti raccapezzi più e perdi il vero punto..che è il presente oltre i vari intellettualismi che non contesto ma che hanno il limite di non prestarsi a nessun lavoro interiore se non quello di parlare all'infinito...
    Comunque è inutile la polemica...ti consiglio solo di cercare di capire cosa dice Z4rdoz..anche se può risultare difficile a chi è centrato nella mente..ma prima o poi anche la mente va lasciata...e allora su cosa ci sosterremo..?
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  2. #42
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    Predefinito Rif: Suicidio

    [QUOTE=testadiprazzo;1280215]
    Comunque è inutile la polemica...ti consiglio solo di cercare di capire cosa dice Z4rdoz..QUOTE]

    Si..un mare di cazzate, semplicemente. Poggianti solo sulla sua mente sconvolta.

    Altro che Maestri e Tradizione....
    "Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
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  3. #43
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    Predefinito Rif: Suicidio

    E' un'impossibilità metafisica che un dato essere possa ripercorre uno stato già "vissuto".

    Quel che si "reincarna" non saremo noi.

    Chi è morto è morto. Nulla si crea nulla si distrugge...
    Ultima modifica di ...II...; 29-06-10 alle 20:57

  4. #44
    Papessa
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    Predefinito Rif: Suicidio

    Citazione Originariamente Scritto da ...II... Visualizza Messaggio
    E' un'impossibilità metafisica che un dato essere possa ripercorre uno stato già "vissuto".

    Quel che si "reincarna" non saremo noi.

    Chi è morto è morto. Nulla si crea nulla si distrugge...

    Sembri ignorare gli elementi essenziali della costituzione occulta dell’uomo.
    Certo che “non siamo noi” a reincarnarci…noi quali identità effimere di questo momento esistenziale….ma è a questa fiamma che si accende la fiamma successiva, sicchè non si può dire (secondo la parabola buddhista) né che sia né che non sia lo stesso essere.
    L’identità successiva si porta dietro germi nascosti in fruttificazione, ricordi occulti, tendenze, predisposizioni, deposito karmico…e il piccolo guardiano: la larva personale sostanziata di energie, libro del dare e dell’avere inesorabile, il daimon che ti trascino di esistenza in esistenza e che attende nei piani sottili di(ri)attaccarsi a QUELL’IDENTITA’ NUOVA che si produrrà.
    Scusa se è poco, sai? hefico:
    "Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
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  5. #45
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    Predefinito Rif: Suicidio

    Citazione Originariamente Scritto da primahyadum Visualizza Messaggio
    Sembri ignorare gli elementi essenziali della costituzione occulta dell’uomo.
    Certo che “non siamo noi” a reincarnarci…noi quali identità effimere di questo momento esistenziale….ma è a questa fiamma che si accende la fiamma successiva, sicchè non si può dire (secondo la parabola buddhista) né che sia né che non sia lo stesso essere.
    L’identità successiva si porta dietro germi nascosti in fruttificazione, ricordi occulti, tendenze, predisposizioni, deposito karmico…e il piccolo guardiano: la larva personale sostanziata di energie, libro del dare e dell’avere inesorabile, il daimon che ti trascino di esistenza in esistenza e che attende nei piani sottili di(ri)attaccarsi a QUELL’IDENTITA’ NUOVA che si produrrà.
    Scusa se è poco, sai? hefico:
    Però ha ragione, non c'è continuità di coscienza, sono affari del futuro essere, che mi importa.
    Ultima modifica di Henry Morgan; 29-06-10 alle 21:18

  6. #46
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    Predefinito Rif: Suicidio

    Citazione Originariamente Scritto da primahyadum Visualizza Messaggio
    Sembri ignorare gli elementi essenziali della costituzione occulta dell’uomo.
    Certo che “non siamo noi” a reincarnarci…noi quali identità effimere di questo momento esistenziale….ma è a questa fiamma che si accende la fiamma successiva, sicchè non si può dire (secondo la parabola buddhista) né che sia né che non sia lo stesso essere.
    L’identità successiva si porta dietro germi nascosti in fruttificazione, ricordi occulti, tendenze, predisposizioni, deposito karmico…e il piccolo guardiano: la larva personale sostanziata di energie, libro del dare e dell’avere inesorabile, il daimon che ti trascino di esistenza in esistenza e che attende nei piani sottili di(ri)attaccarsi a QUELL’IDENTITA’ NUOVA che si produrrà.
    Scusa se è poco, sai? hefico:
    L'hai espresso nel modo migliore per darti la ragione. Concordo ad ogni modo, ci mancherebbe.

  7. #47
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    Predefinito Rif: Suicidio

    Citazione Originariamente Scritto da primahyadum Visualizza Messaggio
    Sembri ignorare gli elementi essenziali della costituzione occulta dell’uomo.
    Certo che “non siamo noi” a reincarnarci…noi quali identità effimere di questo momento esistenziale….ma è a questa fiamma che si accende la fiamma successiva, sicchè non si può dire (secondo la parabola buddhista) né che sia né che non sia lo stesso essere.
    L’identità successiva si porta dietro germi nascosti in fruttificazione, ricordi occulti, tendenze, predisposizioni, deposito karmico…e il piccolo guardiano: la larva personale sostanziata di energie, libro del dare e dell’avere inesorabile, il daimon che ti trascino di esistenza in esistenza e che attende nei piani sottili di(ri)attaccarsi a QUELL’IDENTITA’ NUOVA che si produrrà.
    Scusa se è poco, sai? hefico:
    Non so perchè, ma mi vengono alla mente queste parole di Gurdjieff


    "Esci una sera sotto il vasto cielo stellato, alza gli occhi a quei milioni di mondi sopra la tua testa. Forse su ognuno di essi formicolano miliardi di esseri simili a te, persino superiori a, te per costituzione. Guarda la Via Lattea. In quell'infinità, la Terra non può nemmeno essere considerata un granello di sabbia. La Terra vi si dissolve, sparisce, e con essa sparisci anche tu. Dove sei? Chi sei? Cosa vuoi? Dove vuoi andate? L'impresa cui ti stai accingéndo non potrebbe essere pura follia?
    Di fronte a tutti quei mondi, interrogati sui tuoi scopi e le tue speranze, sulle tue intenzioni e i mezzi per realizzarle, su ciò che si può esigere da te, e domandati fino a che punto sei preparato a rispondere. Ti attende un viaggio lungo e difficile; ti stai dirigendo verso un paese strano e sconosciuto. La strada è infinitamente lunga. Non sai se ti potrai riposare, né dove ciò sarà possibile. Devi prevedere il peggio. Devi prendere con te tutto ciò che è necessario per il viaggio.
    Cerca di non dimenticare nulla, perché poi sarà troppo tardi per rimediare all'errore: non avrai tempo di ritornare a cercare ciò che hai dimenticato. Valuta le tue forze. Sono sufficienti per tutto il viaggio? Quando sarai in grado di partire?
    Ricordati che più tempo passerai per strada, più avrai bisogno di portarti delle provviste, cosa che ritarderà ulteriormente la tua marcia, e allungherà pure la durata dei preparativi. E ogni minuto è prezioso. Una volta che ti sei deciso a partire, perché perdere tempo?
    Non contare sulla possibilità di tornare. Questa esperienza potrebbe costarti carissima. La guida si è impegnata soltanto a condurti alla meta, non è obbligata a riaccompagnarti indietro. Sarai abbandonato a te stesso, e guai a te se ti infiacchisci o perdi la strada, potresti non ritornare mai più. E anche se la trovi, resta il problema: tornerai sano e salvo?
    Ogni sorta di disavventure attendono il viaggiatore solitario che non conosce bene la via, né le regole di condotta che essa comporta. Tieni a mente che la tua vista ha la proprietà di presentarti gli oggetti lontani come se fossero vicini. Ingannato dalla prossimità della meta verso cui tendi, abbagliato dalla sua bellezza e non avendo misurato le tue forze, non noterai gli ostacoli sulla via; non vedrai i numerosi fossati che tagliano il sentiero. In mezzo a prati verdi cosparsi di splendidi fiori, l'erba alta nasconde un profondo precipizio. É molto facile inciampare e cadervi dentro, se gli occhi non sono attenti a ogni passo che stai per fare.
    Non dimenticarti di concentrare tutta la tua attenzione su ciò che ti sta immediatamente intorno. Non occuparti di mete lontane, se non vuoi cadere nel precipizio.
    Però non dimenticare il tuo scopo. Ricordatene continuamente e mantieni vivo il desiderio di raggiungerlo, per non perdere la direzione giusta. E una volta partito, stai attento; ciò che hai oltrepassato, resta indietro e non si ripresenterà più: ciò che non osservi sul momento, non lo osserverai mai più.
    Non essere troppo curioso, e non perdere tempo con ciò che attira la tua attenzione ma non ne vale la pena. Il tempo è prezioso, e non deve essere sprecato per cose che non sono direttamente in relazione con la tua meta.
    Ricordati dove sei e perché sei lì.
    Non aver troppa cura di te, e rammenta che nessuno sforzo viene mai fatto invano.
    E adesso puoi metterti in cammino."

  8. #48
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    Predefinito Rif: Suicidio

    Citazione Originariamente Scritto da donerdarko Visualizza Messaggio
    Non so perchè, ma mi vengono alla mente queste parole di Gurdjieff


    "Esci una sera sotto il vasto cielo stellato, alza gli occhi a quei milioni di mondi sopra la tua testa. Forse su ognuno di essi formicolano miliardi di esseri simili a te, persino superiori a, te per costituzione. Guarda la Via Lattea. In quell'infinità, la Terra non può nemmeno essere considerata un granello di sabbia. La Terra vi si dissolve, sparisce, e con essa sparisci anche tu. Dove sei? Chi sei? Cosa vuoi? Dove vuoi andate? L'impresa cui ti stai accingéndo non potrebbe essere pura follia?
    Di fronte a tutti quei mondi, interrogati sui tuoi scopi e le tue speranze, sulle tue intenzioni e i mezzi per realizzarle, su ciò che si può esigere da te, e domandati fino a che punto sei preparato a rispondere. Ti attende un viaggio lungo e difficile; ti stai dirigendo verso un paese strano e sconosciuto. La strada è infinitamente lunga. Non sai se ti potrai riposare, né dove ciò sarà possibile. Devi prevedere il peggio. Devi prendere con te tutto ciò che è necessario per il viaggio.
    Cerca di non dimenticare nulla, perché poi sarà troppo tardi per rimediare all'errore: non avrai tempo di ritornare a cercare ciò che hai dimenticato. Valuta le tue forze. Sono sufficienti per tutto il viaggio? Quando sarai in grado di partire?
    Ricordati che più tempo passerai per strada, più avrai bisogno di portarti delle provviste, cosa che ritarderà ulteriormente la tua marcia, e allungherà pure la durata dei preparativi. E ogni minuto è prezioso. Una volta che ti sei deciso a partire, perché perdere tempo?
    Non contare sulla possibilità di tornare. Questa esperienza potrebbe costarti carissima. La guida si è impegnata soltanto a condurti alla meta, non è obbligata a riaccompagnarti indietro. Sarai abbandonato a te stesso, e guai a te se ti infiacchisci o perdi la strada, potresti non ritornare mai più. E anche se la trovi, resta il problema: tornerai sano e salvo?
    Ogni sorta di disavventure attendono il viaggiatore solitario che non conosce bene la via, né le regole di condotta che essa comporta. Tieni a mente che la tua vista ha la proprietà di presentarti gli oggetti lontani come se fossero vicini. Ingannato dalla prossimità della meta verso cui tendi, abbagliato dalla sua bellezza e non avendo misurato le tue forze, non noterai gli ostacoli sulla via; non vedrai i numerosi fossati che tagliano il sentiero. In mezzo a prati verdi cosparsi di splendidi fiori, l'erba alta nasconde un profondo precipizio. É molto facile inciampare e cadervi dentro, se gli occhi non sono attenti a ogni passo che stai per fare.
    Non dimenticarti di concentrare tutta la tua attenzione su ciò che ti sta immediatamente intorno. Non occuparti di mete lontane, se non vuoi cadere nel precipizio.
    Però non dimenticare il tuo scopo. Ricordatene continuamente e mantieni vivo il desiderio di raggiungerlo, per non perdere la direzione giusta. E una volta partito, stai attento; ciò che hai oltrepassato, resta indietro e non si ripresenterà più: ciò che non osservi sul momento, non lo osserverai mai più.
    Non essere troppo curioso, e non perdere tempo con ciò che attira la tua attenzione ma non ne vale la pena. Il tempo è prezioso, e non deve essere sprecato per cose che non sono direttamente in relazione con la tua meta.
    Ricordati dove sei e perché sei lì.
    Non aver troppa cura di te, e rammenta che nessuno sforzo viene mai fatto invano.
    E adesso puoi metterti in cammino."

    un prosatore? una guida turistica?

  9. #49
    Papessa
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    Predefinito Rif: Suicidio

    Citazione Originariamente Scritto da ...II... Visualizza Messaggio
    L'hai espresso nel modo migliore per darti la ragione. Concordo ad ogni modo, ci mancherebbe.
    Ma che discorso sarebbe?!?!?

    Io non voglio alcuna "ragione", bensì illustrare quanto la Tradizione afferma in proposito...
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  10. #50
    Papessa
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    Predefinito Rif: Suicidio

    Citazione Originariamente Scritto da Henry Morgan Visualizza Messaggio
    Però ha ragione, non c'è continuità di coscienza, sono affari del futuro essere, che mi importa.
    Se fosse così semplice...a quale scopo allora ci si darebbe così tanto da fare per tramandare i canoni di comportamento e le prescrizioni tradizionali al fine di correggere il debito karmico e sradicare la schiavitù ad esso connessa?

    Mi sa che non sia una passeggiata di salute dribblare la tua coscienza attraverso le esistenze....
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