In realtà è proprio la coscienza ad avere continuità..il grado di conoscenza o consapevolezza o lo spessore di maya..
Jivatman è chiamato quel composto di Atman e individualità che ritorna....se non è abbastanza leggero da unirsi al Principio..
Cosa poi effettivamente sia questo jivatman..da cosa sia composto..sono solo congetture relative alla maturità esoterica di chi si pone il problema..che ha forti ripercussioni sul piano reale ed esperienziale e non solo teorico..
Procurarsi una buona reincarnazione è il fine secondario di chi aspira all'Illuminazione non riuscendoci in questa vita..
Invece di vincere il giro....si cerca di vincere una tappa..oppure si cerca di cristallizzare..fissare.. quel livello di presenza..di Sé..che appare nei primi anni di vita..e che poi perdiamo in quanto non stabilizzato..
Ecco..stabilizzare quei momenti di lucidità..quando l'illusione è meno potente..è il fine della ricerca..
Naturalmente quando moriamo il corpo e tutto ciò che di psichico è collegato al corpo non sopravvive lungamente..non essendoci più il supporto grossolano a stabilizzarlo..diventa residuo psichico..e può apparire ai medium e in sogno..
Invece il grado di consapevolezza o percezione di sé..rimane...e nella prossima vita dovrà ricreare quei supporti materiali che lo incorniciavano..e rendevano possibile il suo sviluppo..
Un certo grado di sviluppo interiore si reincarnerà in un corpo adatto a contenerlo..e non in un corpo qualsiasi..
e poi dovrà di nuovo ricollegarsi a quegli ambienti psichici che agivano nella vita precedente..anche se i nomi sono cambiati..e ciò richiede tempo..
Insomma..non è il rispetto di pratiche o di riti che ci fa evolvere..ma la conoscenza..la conoscenza di Brahman..
E questa conoscenza si trasmette nella vita futura..anche se poi passano anni prima di ritrovare quelle condizioni atte a svilupparla..che..collegate alla vita precedente.. spesso come noi cambiano nome e forma nella vita futura..





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repapelle: 
