

Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.


Se parli di simbolismo pre-cristiano ci vogliono anni per affrontarlo tutto.
Cicli della natura, astrologia, culto della vegetazione, morte/resurrezzione, antropofagia dionisiaca, culti misterici, dualismi iranici orfismo, Sabazio, religione abbinata Osiride/Iside ecc....
“Nessuna epoca ha mai saputo tanto e tante diverse cose dell'uomo come la nostra. Però in verità nessuna ha mai saputo meno della nostra che cos'è l'uomo.”


scusa Papy, ma non è esattamente così per quanto riguarda il mondo indiano, quando si installa una murti di una divinità viene eseguito un rituale chiamato Pran Pratishtha


Siamo sempre alle solite.
Siamo tutti Dio...però nessuno in realtà lo è. Com'è 'sto fatto?
Con l'ingresso nella materia tutto si separa, tutto degrada a livelli sempre inferiori. Atman diviene una pura potenzialità, mentre altro è il complesso animico che comprende e sostanzia l'uomo. Se questo complesso animico non viene trasmutato nell'atman stesso esso degraderà ancora fino ad essere interamente distrutto, Cosa credi che sia la seconda morte allusa dal cristianesimo? E cosa il fuoco della Geenna?
Compito dunque dell'uomo è questa trasformazione. Essa è la meta di ogni disciplina spirituale. Perchè il divenire scompaia occorre che scompaia la dualità, il pellegrinaggio cosmico, l'infinito andare del ciclo.
Sembra però che nemmeno quando sei UNO tu sia al sicuro....poichè l'UNO si manifesta. E dunque la meta ancora ultima è l'uscita dal gioco eterno della creazione.
Qualcosa di cui possiamo solo parlare discorsivamente, come di una leggenda.
Si, ricordo Dadoukos....uno straordinario personaggio cui ero molto legata.
Non vi sono dubbi, è storia, che il cristianesimo non fu altro che una delle tante religioni della slavezza, almeno ai suoi inizi. Checchè ne possano dire i suoi apologeti esso nacque da un mero sincretismo di culture orientali e occidentali. Se non avesse incontrato l'ellenismo esso non sarebbe andato più in là dall'essere una delle tante sette ebraiche presenti all'epoca. La tradizione giudaica, i culti misterici dei paesi viciniori, i miti, i simboli, i riti furono tutti presi a prestito da altre culture. Battesimo, eucarestia (sacralizzazione del pane e del vino patrimonio dei misteri eleusini e di quelli di Cibele e Attis), il banchetto cultuale, il mito del dio che muore e che risorge, praticamente già presente in tutta l'area mediterranea e in oriente, la salvezza conferita dal dio risorto a tutti coloro che erano iniziati ai misteri insomma TUTTO un deposito culturale reperibile nell'area mediorientale fu utilizzato dai cristiani per costruire qualcosa che non c'era e doveva essere fondato ex novo.
Queste cose sono notorie da quel dì....solo chi indossa un paraocchi di cemento può sostenere l'originalità, la novità, la straordinarietà di questa religione. Nemmeno il precetto che si dovesse amare il prossimo come sè stessi è una novita: è un concetto che era già espresso nel Levitico, scritto un'infinità di tempo prima.
"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)


"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)


che io ne abbia viste tante è vero....ho visto poteri ed apparenti saggezze inciampare in piccoli gradini, ho visto menti demoniache travestite da santità, diciamo che ho sviluppato la discriminazione un tantinello più del normale
tu le domande puoi pure farmele ma io non ti so proprio rispondere perchè credimi mi risulta più facile vedere lo stato di un altro che il mio
Non ho princìpi, l’adattabilità a tutte le cose è i miei princìpi


@Papessa: si ma Dadoukos riteneva che i cristiani avessero falsificato/storpiato i riti, recependoli
Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.


Il prendere atto come il non prenderlo avviene nell'ambito dell'illusione..di cui Atman si riveste..illusoriamente..
Ma la logica vuol considerare illusione e realtà come oggetti di sua proprietà..e allora non si esce dalla contraddizione di un Brahman infinito..che diviene..!
In realtà Infinito e divenire non hanno la stessa logica..come il sogno non ha la stessa logica della veglia..nel sogno divento un cavallo..e volo nello spazio..cosa che nella condizione di veglia è illogica..in quanto nega le leggi a cui siamo sottoposti..
Ovviamente uso il termine "logica" come sviluppo necessario date certe premesse..
Quando siamo al livello dell'Infinito..non esiste nessuna premessa..per cui vale anche il discorso contraddittorio..di realtà e sogno che divengono reciprocamente..provocando scandalo alla mente..
Platone..la filosofia non ha limiti..in quanto si può spaccare il pensiero come il capello..in quattro..in otto..e così via..così..finché ci stufiamo e comprendiamo che è la nostra mente ad alzare l'asticella del comprensibile..fino a battere il muso..e continuare a girarci attorno..
Se le verità metafisiche.,.come Atman..Brahman..Sé..potessero esprimersi totalmente in modo logico e incontrovertibile..la filosofia non avrebbe più senso..in quanto i suoi risultati sarebbero mentalmente condivisibili da tutti..e tutti..tramite la mente..potrebbero conoscere l'Infinito senza sforzo...
Ma non è così..
l'Infinito..nella Sua saggezza..ha posto dei paletti alla comprensione..e se vogliamo conoscere.. dobbiamo.. a un certo punto..scendere dal pensiero..e usare altri sistemi di investigazione..da qui la famosa storiella del suono di una mano sola..i Koan zen..che tendono a sfiancare il pensiero per trascenderlo..
Diciamo una cosa...finché l'Atman..o l'Essere..o il Non Essere..rimangono concetti mentali..sono preda della logica..e quindi ci impuntiamo sui dualismi e le contraddizioni..non appena invece sono dati percepibili..la mente cessa il suo lavorio e si placa nella percezione indubitabile..
Ecco qual'è il salto evolutivo che segna il passaggio tra pensiero ed Essere..
Il pensiero è analitico..l'Essere è sintetico..e i due non si incontrano mai..ci vuole il salto quantico..(hahahah)
Tornando indietro..se dico che il passaggio tra la presa di coscienza e la non presa..è un divenire..significa che ambedue le cose sono poste sullo stesso piano..mentre invece la presa di coscienza è l'Essere..mentre la non presa è l'Essere sognante..ambedue Essere..ma uno reale e uno illusorio..per cui anche il divenire è un'illusione..
Se poi diciamo che anche l'illusione è parte dell'Essere..non è corretto..in quanto l'Essere non ha parti..quindi l'illusione è un prodotto che non tocca l'Essere..ma è un epifenomeno una volta che l'Essere illusoriamente si manifesta ..
Insomma..qui si ragiona per analogia..per rendere potabile al pensiero ciò che in realtà lo supera..
La cosa importante è il momento in cui siamo pronti per superarlo..cioè..comprendiamo che siamo noi a cerare problemi..e se quel momento si associa alla percezione indubitabile di esistere..ecco che l'iniziazione è sbocciata.. e da quel momento guarderemo i quesiti filosofici come il bambino di carne guardava Pinocchio di legno sulla sedia...
Niente ci impedisce di vagabondare nel pensiero come Pinocchio cercava il Paese dei Balocchi..ma bisogna stare attenti a non finire carne da tamburo..che la vita è molto più che pensare ..è molto più che la fede...è comprendere.. unione di conoscenza ed essere che poi sono la stessa cosa..
Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
(la via diretta non è la più breve)


Ora non posso ricordare i particolari di quanto lui sosteneva....di certo chi si appropria di un rito usurpandolo e quindi estrapolandolo dal suo contesto e dunque dalla sapienza che lo ha prodotto compie una falsificazione ed un'operazione manipolativa.
Solo un grande saggio, un iniziato di grande valore è in grado di prendere un rito e modificarlo ad hoc per i suoi scopi. Questo perchè la funzione del rito è precipuamente quella di far precipitare sulla terra la potenza invocata, e di ottenere questo non simbolicamente bensì effettivamente, nei fatti concreti. Per ottenere questo occorre capacità, conoscenza, potere autentico. Può anche darsi che illo tempore vi fosse qualcuno in grado di far questo istruendo anche gli altri perchè quel rito fosse perpetuato nel tempo. Di certo le modalità dei riti non vanno cambiate MAI, pena l'azzeramento della funzione stessa del rito. E se io mi domando per quanto quei riti siano ancora gli stessi di allora, la mia risposta è "in nulla". La teurgia è materia delicatissima dove solo pochi privilegiati sanno mettere le mani.
"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)


No problem, @Ucci Do so' che appartieni ai "ricercatori" e le tue intenzioni sono giuste.
Era solo la frase in sè (ego impastato dal fai-da-te misterico) che suonava male e poteva essere interpretata (non da Papessa, ovviamente) come certe "dottrine" moderniste-new age-liberal mosse da vizi individualistici. (nel miglior dei casi, figuriamoci i peggiori); insulto sia verso il cristianesimo che verso la Tradizione spirituale e le migliori filosofie.
“Nessuna epoca ha mai saputo tanto e tante diverse cose dell'uomo come la nostra. Però in verità nessuna ha mai saputo meno della nostra che cos'è l'uomo.”