Credo che il nazismo sia peggio come occupante. Nella DDR si stava decisamente meglio che nei paesi collaborazionisti dell'Asse. Comunque, secondo gli storici più rigorosi come Emilio Gentile, in Italia e in Germania nel 1919 non c'era alcun pericolo bolscevico reale.
Come disse anche Primo Levi, quella fu applicazione distorta. Non una selezione naturale interspecifica nell'ambiente, ma una selezione innaturale intraspecifica artificiale forzata, una cosa estremamente contronatura.Originariamente Scritto da lowenz
A dire la verità fu Adriano, non Marco Aurelio. Noi, avendone coscienza, dobbiamo impedire per quanto si può cose simili, non accettarli. Se li accettiamo come normali, tanto vale suicidarci in massa oggi stesso.
Scrisse il giornalista e scrittore Elio Vittorini nel 1945:
"Per un pezzo sarà difficile dire se qualcuno o qualcosa abbia vinto in questa guerra. Ma certo vi è tanto che ha perduto, e che si vede come abbia perduto. I morti, se li contiamo, sono più di bambini che di soldati; le macerie sono di città che avevano venticinque secoli di vita; di case e di biblioteche, di monumenti, di cattedrali, di tutte le forme per le quali è passato il progresso civile dell'uomo; e i campi su cui si è sparso più sangue si chiamano Mauthausen, Maidanek, Buchenwald, Dakau. Di chi è la sconfitta più grave in tutto questo che è accaduto? Vi era bene qualcosa che, attraverso i secoli, ci aveva insegnato a considerare sacra l'esistenza dei bambini. (...) E se ora milioni di bambini sono stati uccisi, se tanto che era sacro è stato lo stesso colpito e distrutto, la sconfitta è anzitutto di questa «cosa» che c'insegnava la inviolabilità loro. Non è anzitutto di questa «cosa» che c'insegnava l'inviolabilità loro? Questa «cosa», voglio subito dirlo, non è altro che la cultura: lei che è stata pensiero greco, ellenismo, romanesimo, cristianesimo latino, cristianesimo medioevale, umanesimo, riforma, illuminismo, liberalismo, ecc., e che oggi fa massa intorno ai nomi di Thomas Mann e Benedetto Croce (...) Valéry, Gide e Berdiaev. Non vi è delitto commesso dal fascismo che questa cultura non avesse insegnato ad esecrare già da tempo. E se il fascismo ha avuto modo di commettere tutti i delitti che questa cultura aveva insegnato ad esecrare già da tempo, non dobbiamo chiedere proprio a questa cultura come e perché il fascismo ha potuto commetterli?"
Il tragico fu proprio che per l'Europa quelle cose erano sbagliate, eppure le fecero, sapendo in fondo di sbagliare rispetto alla cultura umanista europea. Il nazionalismo assassinò la grande cultura europea, tra il 1914 e il 1945. Il dramma fu questo: la regressione primordiale di massa nell'apparenza della civiltà.
Per la coscienza europea la prima guerra mondiale e la shoah furono la catastrofe assoluta.
La particolarità è il periodo storico, il luogo, le vittime (europei uccisi dai loro vicini di casa), rende l'olocausto vertice immorale della storia umana. Ci furono altri massacri, ma a livello morale nessuno così grave.





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