



che non lavorano e non pagano tasse, ma sostengono di mantenere gli altri con il proprio lavoro e le proprie tasse, ignoranti come capre, ma che devono sfoggiare la loro inesistente cultura, uno dei due con l'aids per avere preso in culo per decenni cazzo e sborra senza preservativo e precauzioni, che accusa gli altri di scarsa igene personale e di essere portatori di malatie
sono il più regressista del forum, percolato dei bassifondi, peppa pig


allora insisti!
Ogi volta che hai tentato di dimostrare che a Napoli le locomotive erano solo assemblate hai fatto solo figure di merdaperfino citnando letue fonti polentone.
A Pietrarsa non solo le locomotive si costruivano interamente, ma oltre ai motiri per le locomotive, gi ingegneri napoletani furono i secondi in europa a riusire a progettare ed a costruire motori per navi, mentra a milano non avevano neppure il politecnico che fu costruito solo dopo lunità d'italia.
Era nel veneto di merda che non si produceva una mazza
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Ah, visto che consocendovi direte che le locomotive piemontesi furono costruite con il know-how napoletano (scriverlo mi fa ridere non poco), le locomotive in questione furono progettate e costruite tra il 1854 r il 1856




"L'odio per la propria Nazione è l'internazionalismo degli imbecilli"- Lenin
"Solo i ricchi possono permettersi il lusso di non avere Patria."- Ledesma Ramos
"O siamo un Popolo rivoluzionario o cesseremo di essere un popolo libero" - Niekisch


come già fatto le altre volte, cito da Wikipedia:
In Italia, il primo tronco ferroviario, costruito a doppio binario da Napoli a Granatello di Portici (km 7,640), venne inaugurato il 3 ottobre 1839 dal re Ferdinando II di Borbone. Il 1º agosto 1842 la ferrovia aveva raggiunto Castellammare di Stabia e due anni dopo Pompei e Nocera (circa 40 km)[3] ma lo sviluppo successivo non fu altrettanto celere, la via ferrata si fermò, in direzione Nord, a Sparanise (circa 48 km) e, in direzione Sud, nei pressi di Salerno (circa 55 km) e tale rimase fino all'unità.
Nel 1846 il governo borbonico aveva rilasciato anche la concessione per il prolungamento della ferrovia da Nocera fino a San Severino e ad Avellino[4]; negli anni cinquanta erano state rilasciate varie concessioni per la costruzione della ferrovia delle Puglie e per la ferrovia degli Abruzzi che avrebbero dovuto realizzare i collegamenti verso lo Stato Pontificio, a Ceprano e al Tronto e verso Bari, con diramazioni per Brindisi e per Foggia[5].
Oltre alla strada ferrata fu avviata la realizzazione di un complesso industriale che rimase all'avanguardia per anni in Italia[6]. Nel 1840 fu promossa la realizzazione dell'Opificio di Pietrarsa, più ampio e in posizione più felice del preesistente Opificio Meccanico, ubicato nel Castel Nuovo (meglio noto come Maschio Angioino). Nel 1845 iniziò la costruzione di locomotive (all'inizio ne furono fabbricate sette utilizzando componenti inglesi del medesimo modello della locomotiva inglese acquistata nel 1843).[7]
Venne avviata, nello stesso stabilimento, anche una scuola per macchinisti ferroviari e navali. Nonostante gli interessanti progetti in cantiere, alla data del 1860 la rete ferroviaria del Regno in esercizio regolare assommava a poco più di 120 km di ferrovie. Negli ultimi anni di vita del Regno (dopo il 1855) vennero approvati dal governo borbonico altri progetti di ampliamento della rete ferroviaria: al momento dell'annessione ne erano state completate 60 miglia (circa 110 km) ma questi nuovi tratti non erano ancora utilizzati.[8]
https://it.wikipedia.org/wiki/Storia...no_di_Sardegna
e, sempre dalla stessa pagina:
Dietro impulso del conte di Cavour, allo scopo di liberarsi dal monopolio inglese nel settore, nel 1853 venne fondata a Sampierdarena l'Ansaldo, industria meccanica che dall'anno successivo avrebbe avviato anche la fabbricazione di locomotive e materiale ferroviario.


solo uno dei due si mantiene con il culo, anche se oggi essendo diventato troppo vecchio con il culo flaccido e l'aids, ormai trova pochissima gente disposto a pagarlo per comprargli il culo, l'altro si mantiene con la paghetta dei genitori che non lo hanno ancora cacciato di casa a calci in culo
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