







Tre storie di ingegneri laureati in IT:
ing. A laurea al poli torino, master lavorativo biennale al poli milano, genitori che gli offrono un alloggio a torino, lui per non allontanarsi dalla famiglia e amici accetta lavori "precari" dove è vissuto
ing. B laurea al poli torino, master lavorativo biennale al poli milano, genitori che gli offrono un alloggio a torino, lui, considerate le offerte retributive da parte di società dell'area torino-milano,
contatta offerte lavoro all'estero: viene assunto con retribuzione adeguata dalla seconda società contattata (per inciso non è più cittadino italiano)
ing. C famiglia residente a napoli, iscritto a poli torino e poli grenoble, stage formativo semestrale all'estero presso multinazionale europea (rimborso spese 1.600 E netti mese), alla fine dello stage
riparte per la discussione delle tesi con contratto di assunzione a tempo indeterminato in tasca (tra quattro anni molto probabilmente non sarà più cittadino italiano)
laureata in geologia a torino, nessuna offerta lavoro, segue all'estero il ragazzo, dopo sette otto mesi (trascorsi come commessa) trova lavoro nel suo settore e inizia con una permanenza minima di un
anno in cina (non conosco dove la hanno mandata al termine di quel periodo).
Ora vengo al punto sig. lego: per entrare al cern oltre ad essere molto in gamba bisogna iscriversi ad una facoltà italiana ed una straniera, francia o svizzera, e studiare contemporaneamente francese
e inglese. In ogni caso per non finire come insegnante delle superiori la figlia deve prepararsi già durante gli studi a lavorare FUORI dalli talia.


Ecco come finiscono i famosi imprenditori "fai da te"
Crac Coppola, l'immobiliarista arrestato dalla Guardia di Finanza - Repubblica.it
"Quante persone ci sono in questa strada, un centinaio? Quante sono le persone intelligenti, sette, otto? Bene, io lavoro per le altre novantadue" Phineas Taylor Barnum
UE, mondo, futuro Michio Kaku:
https://www.youtube.com/watch?v=7NPC47qMJVg


Industria, Istat: "A marzo il fatturato crolla del 3,6% in un anno: è il calo peggiore dal 2013". Pesa il settore auto - Il Fatto Quotidiano
a marzo crolla il fatturato dell’industria, trascinati verso il basso dal settore dell’auto. Il valore della produzione dell’industria segna il peggiore calo tendenziale a partire da agosto 2013, con una riduzione del 3,6% rispetto all’anno precedente nei dati corretti per gli effetti di calendario (-3,7% i dati grezzi). C’è un calo anche rispetto a febbraio dell’1,6% e nella media dei primi tre mesi dell’anno dell’1,1%. Risultano in contrazione sul mese anche gli ordinativi (-3,3%), che invece, rispetto all’anno precedente, crescono dello 0,1%. A pesare sulla flessione dell’industria è il calo del fatturato del settore autoveicoli, che cala a marzo del 6,5% rispetto all’anno precedente. Lo rileva l’Istat sottolineando che si tratta del primo calo da dicembre del 2013, oltre due anni fa. Per la fabbricazione di mezzi di trasporto in generale, gli incassi sono in aumento del 5,1%.
http://www.julienews.it/notizia/econ...finanza_5.html
E' crollata in particolare la domanda interna
Istat: a marzo crollo dell'industria e degli ordinativi
25/05/2016, 10:23
ROMA - L'Istat dà un pesante scossone alle certezze del Presidente del Consiglio Matteo Renzi sulla ripresa economica dell'Italia. Infatti a marzo c'è stato un pesante arresto nella produzione industriale: -3,6% rispetto ad un anno fa e -1,6% rispetto a febbraio. Cadono anche gli ordinativi a marzo: -3,3% rispetto a febbraio, anche se sono stabili rispetto a marzo del 2015.
Ancora più preoccupante il fatto che lo stop alla produzione industriale è legato al calo della domanda interna: -2,6% . Il settore più in crisi resta quello automobilistico: al di là degli annunci trionfalistici dell'amministratore delegato Sergio Marchionne, la produzione negli ultimi 12 mesi è crollata del 6,5%.
Le guerre sono fatte da persone che si uccidono senza conoscersi, per gli interessi di persone che si conoscono ma non si uccidono.
(Pablo Neruda - Attribuita)


Nel 1960, al culmine del miracolo economico, la pressione fiscale in Italia era del 18 %.
L'economia cresceva al 9 %, e c'era il boom demografico.
In quello stesso anno la lira vinse l'oscar della valuta più stabile al mondo.
I comunisti erano scomunicati. Tutto andava a gonfie vele.
Purtroppo nel 1963 arrivarono i socialisti al governo.
Cominciò la gestione sudamericana dello Stato, a suon di spesa pubblica, debito, tasse e inflazione. Il miracolo cessò.
Oggi siamo arrivati al record di debito pubblico, di spesa pubblica, di tassazione (70%) e di crollo delle nascite.
Un paese di imprenditori è stato trasformato, in 40 anni, in un paese di dipendenti statali o di sussidiati.
I parassiti che vivono di spesa pubblica hanno preso il potere, e lo esercitano in maniera totalitaria, perseguitando i pochi che continuano a produrre ricchezza nel settore privato.
Un paese così non ha futuro. I giovanni stanno scappando tutti, così come le aziende.
Entro due generazioni al massimo lo statalismo avrà fatto scomparire l'Italia dalla faccia della terra.





