
Originariamente Scritto da
soster
l'effetto sui rendimenti delle obbligazioni dipende dalla politica monetaria espansiva della bce. l'idea è che 1) rendendo più conveniente prendere a prestito si incoraggino i consumi e gli investimenti aumentando la domanda e portando così l'inflazione più vicina all'obiettivo, 2) riducendo i tassi di interesse rispetto a quelli esteri si indebolisca il cambio favorendo le esportazioni.
la bce fissa due tassi di interesse overnight. uno è quello sui depositi e lo paga alle banche sull'eccesso di riserve che tengono nei loro conti alla bce, l'altro è quello sui prestiti che le banche possono prendere dalla bce. il tasso sui depositi fissa un limite inferiore al tasso a cui le banche si fanno credito tra loro, mentre il tasso sui prestiti fissa un limite massimo. quindi euribor si muove nel corridoio specificato dalla bce. adesso che siamo a 25 bp per marginal lending facility e a -40 bp per deposit facility euribor è -26 bp, cioè le banche possono tenere e pagare i 40 bp di interesse alla bce o prestare pagando 26 bp (quindi per la controparte il costo è di 14 bp).
la principale altra opzione a basso rischio per liberarsi dagli eccessi di riserve è appunto comprare delle obbligazioni sovrane. dal momento che tutte le banche cercano di comprare, l'asta spinge i prezzi fino a muovere i tassi di interesse in negativo. visto che le obbligazioni sovrane offrono rendimenti negativi l'asta si diffonde anche a obbligazioni più rischiose (abbassando pure i loro tassi). altrimenti, se i tassi esteri sono superiori a quelli europei, possono comprare attività denominate in altre valute spingendo al ribasso il tasso di cambio. in generale le banche per i loro depositi alla bce non ricevono più interessi ma devono pagare e questo aumenta la domanda dei sostituti, cioè di attività finanziarie a basso rischio.
per le banche i tassi negativi sono a tutti gli effetti una tassa sul margine industriale, quindi riducono la redditività e la capacità di creare riserve. per ricostituirla possono 1) allentare i requisiti per il credito, ma poi subentra il problema di gestire il rischio (ecco perché le pmi hanno comunque accesso difficile), oppure 2) trasferire il costo dei tassi negativi sui conti correnti, che a quel punto si mettono in concorrenza con le altre forme di deposito. in questo caso le cose si complicano perché i risparmiatori aumenterebbero la domanda di saldi monetari, cioè inizierebbe l'uscita di risorse dal circuito bancario. questo significa il fallimento dell'obiettivo iniziale perché 1) si riduce la disponibilità di credito e lo stimolo per l'economia, 2) si riduce la velocità di circolazione e aumentano le pressioni deflazionistiche.