



SADNESS IS REBELLION


La necessità è dettata dalle circostanze, spesso avverse, che se ne fanno baffi di ciò che ciascuno di noi considera giusto, vero e bello. Il mondo che ci circonda è ingiusto, falso e brutto, e a maggior ragione abbiamo bisogno di statisti che lo governino con prudenza e lungimiranza.
SADNESS IS REBELLION


Ma, amico, questo si chiama RELATIVISMO, ed è la peste del nostro secolo.
Il mondo che ci circonda è ingiusto, falso e brutto, ma sappiamo bene che esistono la giustizia, la verità e la bellezza.
Ad esse dobbiamo aspirare, e nessuna politica può essere prudente o lungimirante se perde di vista queste cose.
“Pray as thougheverything depended on God. Work as though everything depended on you.”


Non bisogna confondere il relativismo degli Zapatero che si inchinano utilitaristicamente alla maggioranza (dando vita a quella demagogica tirannia della maggioranza da cui metteva in guardia Tocqueville), con un saggio pragmatismo di chi persegue la retta via attraverso una politica che favorisca la coesione sociale e rifugga da laceranti spaccature ideologiche.
Il conservatore che intenda conservare TUTTO ciò che gli piace non è più un conservatore, ma un fondamentalista.
SADNESS IS REBELLION


Non capisco: il Reagan dei discorsi ad Annapolis sull'"impero del male" era un fondamentalista o un conservatore?
E la Tatcher, per caso, ha "pragmaticamente" favorito la coesione sociale, durante le crisi dell'industria del carbone, o piuttosto non ha perseguito una politica giusta e seria, che mirava al bene comune e non al tatticismo politico?
Non può esistere conservatorismo che si basi su un pensiero debole. Non si può quindi essere "saggiamente pragmatici" cedendo a derive progressiste.
Ed è questo, in fine, che stai proponendo.
“Pray as thougheverything depended on God. Work as though everything depended on you.”


Stai equivocando.
1) Reagan usò una retorica idealista e insieme vibrantemente anticomunista, ma seguì politicamente una linea prudentemente realista che si catturò le proteste dell'ala più estremista dei neocons (Perle).
2) La Thatcher combattè duramente i sindacati, ma aveva dalla sua parte un popolo che era stanco delle politiche laburiste. E quando si ostinò nel suo antieuropeismo (il punto debole della sua politica), il suo mancato realismo gli costò il posto a Downing Street per una fronda nel suo stesso partito.
3) Il conservatore è uno stratega, prima che un tattico. Il suo fine è quello di far prosperare il suo popolo e le Istituzioni. Il problema non si pone - come fai tu - in uno scontro all'arma bianca tra pensiero debole e pensiero forte. Il conservatore saggio, ripeto, deve evitare lacerazioni di questo tipo e mirare al suo obiettivo primario: favorire lo sviluppo generale attraverso il riconoscimento del merito individuale.
SADNESS IS REBELLION






1) Quella di Reagan non fu solo retorica, e i suoi non furono tatticismi. In una visita a Berlino Ovest, col muro ancora in piedi, si rivolse direttamente a Gorbacev e disse chiaro e tondo: butta giù il muro perché i Tedeschi meritano la libertà!
Se per "realismo" intendi che non scatenò una guerra termonucleare contro l'impero del male, allora siamo d'accordo: anche Hitler fino al 1939 fu realista. Le proteste neocon non impedirono a Reagan di restare il punto di riferimento del movimento.
2) La Tatcher viene rimpianta oggi dagli Inglesi almeno a sufficienza da far capire come la lady di ferro fosse tutt'altro che poco realistica. La sua politica permise alla gran Bretagna di superare una crisi profonda e una guerra.
3) Il conservatore prima di tutto è, come ti dicevo, un VIR BONUS, e di sicuro quindi sa che il bene comune non si ottiene con compromessi al ribasso, ma con un dialogo serio, che miri al raggiungimento della verità.
“Pray as thougheverything depended on God. Work as though everything depended on you.”