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Discussione: Noi, Conservatori

  1. #11
    Conservatore
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    Predefinito Riferimento: Noi, Conservatori

    Sono solo parzialmente d'accordo con quest'ultimo tuo post, Mr.

    Il conservatore è un realista, non si nutre di utopie ma di idee concrete. Tanta riflessione e poca osservazione conducono all'errore, poca riflessione e tanta osservazione conducono alla verità. E questo perché il conservatore parte dal presupposto che la realtà è BUONA e ORDINATA.

    Fin qui ci siamo, direi.
    Mi va anche benissimo l'idea di laicità che tu delinei: potere spirituale e potere temporale sono su due binari distinti, ancorché spesso paralleli e sempre complementari. Però intendiamoci bene: prima di tutto io sono cristiano. E per il fatto stesso di essere cristiano sono chiamato ad essere un buon cittadino. E come tanti buoni cittadini sono convinto che il mio compito principale stia nel conservare il tesoro della tradizione che mi è stata tramandata, per consegnarla intatta e se possibile ancora migliore ai miei discendenti.

    Questo compito lo si assolve solamente se non si abdica al dovere di difesa dei valori cardine di ciò che ci è strato dato. Fossi anche l'ultimo rimasto sulla terra a dire che il matrimonio è l'unione libera di un uomo e di una donna, dovrei continuare a dichiararlo senza paura e a tentare di convincere gli altri che ciò sia bene.

    Non renderemmo un buon servizio a noi stessi e alla nostra causa se cedessimo anche solo di un millimetro a derive di tipo anarcoide o relativista.

    Essere realisti non significa essere per il compromesso ad ogni costo, che poi è ciò che maggiormente ha contribuito all'opera di distruzione della società degli ultimi tempi.
    “Pray as thougheverything depended on God. Work as though everything depended on you.”

  2. #12
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    Predefinito Riferimento: Noi, Conservatori

    Citazione Originariamente Scritto da UgoDePayens Visualizza Messaggio
    Non renderemmo un buon servizio a noi stessi e alla nostra causa se cedessimo anche solo di un millimetro a derive di tipo anarcoide o relativista.

    Mi spiace Ugo, ma un conservatore che non è disposto a cedere di un solo millimetro a qualsiasi deriva (dici tu anarcoide o relativista) non è a mio avviso un vero conservatore.

    Perchè il Principe von Metternich è considerato oggi un conservatore invece che un reazionario come De Maistre? Perchè al Congresso di Vienna non pensò vanamente (anche se intimamente lo avrebbe voluto) di azzerare le conquiste della Rivoluzione, ma cercò un nuovo equilibrio. Idem con Bismarck, che per il bene della sua nazione non si fece scrupolo di allearsi con i liberali contro le forze più reazionarie da cui pure proveniva. E l'elenco potrebbe continuare a lungo.

    Il problema che sta alla base della mancanza di un autentico conservatorismo italiano - e Prezzolini lo aveva compreso benissimo - sta nel fatto che, a differenza dell'Inghilterra, patria del torismo, noi non abbiamo mai avuto una Chiesa di Stato, soggetta al Re. La Chiesa Cattolica è, al contrario di quella anglicana, una Chiesa transnazionale con obiettivi transnazionali e questi, uniti ai propositi ultraterreni, inevitabilmente vanno a confliggere con i propositi oltremodo terreni dei conservatori, volti alla difesa e allo sviluppo dello Stato-Nazione.
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  3. #13
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    Predefinito Riferimento: Noi, Conservatori

    Il conservatore guarda prima di tutto all'interesse nazionale


    Sembra che i conservatori odierni abbiano dimenticato che il tratto caratteristico del loro agire politico sia sempre stato quello di perseguire l'interesse nazionale.
    Un esempio calzante di conservatorismo guidato dall'interesse nazionale ci è dato dal celebre Winston Churchill.

    All'epoca della Guerra civile spagnola, egli inviò una lettera a Sir Anthony Eden in cui scriveva: "...Un trionfo completo per Mussolini, che ottiene così la nostra cordiale approvazione per le fortificazioni che erige contro di noi nel Mediterraneo, per la conquista dell'Abissinia, e per le violenze che commette in Spagna...".

    Questa lettera spaccò in due tronconi il conservatorismo britannico dell'epoca, che salvo poche eccezioni si era schierato compatto a favore dei ribelli di Francisco Franco Bahamonde.

    Nell'estate del 1938 un gruppo di conservatori britannici che approvavano la strategia politica di Churchill costituì un nuovo gruppo politico, parteggiante per la Repubblica spagnola. Ciò scompaginò i piani delle destre clericali internazionali che avevano come valido interlocutore il Governo conservatore di Londra. Queste forze erano terrorizzate dall'idea che Churchill, conservatore di grande prestigio, potesse parteggiare per i repubblicani spagnoli.

    Al che, il Primo ministro britannico, accortosi di tale fatto, il 14 agosto del 1938 rilasciò un'intervista al giornale argentino "La Naciòn", in cui diceva:

    "...Franco ha tutte le ragioni dalla sua parte, perchè ama il suo Paese. Anche Franco difende l'Europa dal pericolo comunista, se così le piace dire. Ma io, io sono un inglese e preferisco che trionfi la causa sbagliata. Preferisco che vincano altri, perchè Franco potrebbe essere un ostacolo o una minaccia per gli interessi inglesi, e gli altri no...".

    Fu così che moltissimi conservatori britannici, comprendendo appieno il pensiero politico di Churchill, iniziarono ad appoggiare la Repubblica spagnola.


    (per approfondire si veda La cause della Guerra civile spagnola, di Pietro Barbieri)
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  4. #14
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    Citazione Originariamente Scritto da Mr. Right Visualizza Messaggio
    Mi spiace Ugo, ma un conservatore che non è disposto a cedere di un solo millimetro a qualsiasi deriva (dici tu anarcoide o relativista) non è a mio avviso un vero conservatore.

    Perchè il Principe von Metternich è considerato oggi un conservatore invece che un reazionario come De Maistre? Perchè al Congresso di Vienna non pensò vanamente (anche se intimamente lo avrebbe voluto) di azzerare le conquiste della Rivoluzione, ma cercò un nuovo equilibrio. Idem con Bismarck, che per il bene della sua nazione non si fece scrupolo di allearsi con i liberali contro le forze più reazionarie da cui pure proveniva. E l'elenco potrebbe continuare a lungo.

    Il problema che sta alla base della mancanza di un autentico conservatorismo italiano - e Prezzolini lo aveva compreso benissimo - sta nel fatto che, a differenza dell'Inghilterra, patria del torismo, noi non abbiamo mai avuto una Chiesa di Stato, soggetta al Re. La Chiesa Cattolica è, al contrario di quella anglicana, una Chiesa transnazionale con obiettivi transnazionali e questi, uniti ai propositi ultraterreni, inevitabilmente vanno a confliggere con i propositi oltremodo terreni dei conservatori, volti alla difesa e allo sviluppo dello Stato-Nazione.
    Mettenich, infatti, a mio parere è molto meno conservatore di De Maistre. In effetti tutta la realpolitik, lungi dall'essere una politica conservatrice, fu una disgrazia per l'Europa.

    La fortuna dell'Inghilterra non fu quella di essere anglicana (anche la Chiesa cattolica francese era molto indipendente da Roma, tanto per dire), ma quella di non subire le sciagure della rivoluzione francese, con i suoi codici di leggi ignobili, la sua trasformazione egualitaria della società e la sua scia di illuminismo voltairiano.

    Anzi, se proprio vogliamo essere precisi, probabilmente l'Inghilterra fu salvata anche dal fatto che il regno di sua maestà non fu mai un regno "illuminato" e assolutista, come invece lo furono altri regni europei.

    Ma questo lo sai bene anche tu no? Ne abbiamo parlato commentando Burke prima, e Plinio Correa de Oliveira poi.
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  5. #15
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    Ma Florian3:...una volta non eri filofranchista e tradizionalista?
    Dimitri Oblomov per un PDL colbertista, socialista e fascista

  6. #16
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    se mr.right è florian allora ce lo siamo giocati
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    Paolo Sizzi

  7. #17
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    Citazione Originariamente Scritto da UgoDePayens Visualizza Messaggio
    Mettenich, infatti, a mio parere è molto meno conservatore di De Maistre. In effetti tutta la realpolitik, lungi dall'essere una politica conservatrice, fu una disgrazia per l'Europa.

    La fortuna dell'Inghilterra non fu quella di essere anglicana (anche la Chiesa cattolica francese era molto indipendente da Roma, tanto per dire), ma quella di non subire le sciagure della rivoluzione francese, con i suoi codici di leggi ignobili, la sua trasformazione egualitaria della società e la sua scia di illuminismo voltairiano.

    Anzi, se proprio vogliamo essere precisi, probabilmente l'Inghilterra fu salvata anche dal fatto che il regno di sua maestà non fu mai un regno "illuminato" e assolutista, come invece lo furono altri regni europei.

    Ma questo lo sai bene anche tu no? Ne abbiamo parlato commentando Burke prima, e Plinio Correa de Oliveira poi.
    Il Tradizionalista opta per cio che ritiene GIUSTO; il conservatore, viceversa, per ciò che gli appare NECESSARIO. E' tutta qui la differenza.

    PS: Burke fu conservatore, de Oliveira tradizionalista.
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  8. #18
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    Citazione Originariamente Scritto da Dimitri Oblomov Visualizza Messaggio
    Ma Florian3:...una volta non eri filofranchista e tradizionalista?
    Non si finisce mai di imparare e dunque di ricredersi.
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  9. #19
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    Citazione Originariamente Scritto da Mr. Right Visualizza Messaggio
    Il Tradizionalista opta per cio che ritiene GIUSTO; il conservatore, viceversa, per ciò che gli appare NECESSARIO. E' tutta qui la differenza.

    PS: Burke fu conservatore, de Oliveira tradizionalista.
    Mr, per me (e penso per una grande maggioranza di conservatori) ciò che è NECESSARIO è esclusivamente il GIUSTO, il VERO, il BELLO.
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  10. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da Mr. Right Visualizza Messaggio
    Conservatorismo, tradizionalismo, destra religiosa non sono sinonimi


    Amici del forum

    vi esorto a prendere maggiormente in considerazione questo 3d, in quanto è incentrato sulla natura profonda del nostro pensiero politico. E' importante che i conservatori di Politica in Rete conoscano a fondo le ragioni di un termine, conservatorismo, il più delle volte superficialmente riconosciuto alla stregua di un anti-progressismo, oppure ancor più banalmente come sinonimo delle destre parlamentari.

    Spesso, chi ha una profonda fede religiosa è convinto che essere conservatori significhi in primo luogo difendere i principi in cui crede. Da qui l'adesione incondizionata per battaglie culturali di stampo teocon e per filosofi o politici tradizionalisti, a cui fa riscontro un interesse nettamente più sbiadito per gli aspetti più laici della politica.

    In questa sede, sulla base di tanti documenti presentati sul web da un anno a questa parte inerenti alla storia e alle idee del conservatorismo politico, mi sento in dovere di sottolineare che conservatorismo, tradizionalismo e destra religiosa non sono in alcun modo sinonimi. Che il conservatorismo è una dottrina politica e dunque laica, che riconosce il fondamentale ruolo della religione in una società e ne conserva, appunto, il retaggio come parte della tradizione, ma che al tempo stesso si guarda bene da ogni clericalismo, da ogni supina acquiescenza alle Chiese e ai Papi.

    Come diceva Prezzolini, il conservatore non fonda il proprio pensiero su una Rivelazione, ma sulla biologia e la storia. Il suo intereresse primario è il mantenimento di un'ecologia sociale, la conservazione della vita contro ogni proposito autodistruttivo. In questo nota con piacere che alla sua azione si associa spesso anche quella delle confessioni religiose, che riconosce quali fonti di stabilità in un mondo in perenne rischio di anarchia. Ma se le religioni guardano all'uomo in quanto tale e alla speranza di una vita ultraterrena, lo statista conservatore ha come referente il cittadino (italiano, inglese, tedesco, americano...) ed è volto alla preservazione di un'entità statuale contro ogni pretesa internazionalistica che ne metta a rischio l'esistenza.

    Ciò che massimamente contraddistingue un conservatore da un tradizionalista, e al tempo stesso da un liberale o un socialista, è il suo realismo. Il conservatore sa di vivere in un mondo caratterizzato da storture e malvagità, ma non per questo volge la testa all'indietro inseguendo impossibili sogni reazionari, e neppure perde tempo con le fumose utopie dei sedicenti progressisti. Il conservatore accetta stoicamente la realtà che gli è data di vivere e si sforza di guidarla facendo appello alla saggezza e alla prudenza.

    Per questo il conservatore è sempre disposto a mettere da parte alcuni dei suoi convincimenti quando si rende conto dell'impossibilità di raggiungerli. La Chiesa può guardare legittimamente ad una minoranza di fedeli e può scegliere persino di chiamarsi fuori dal mondo, optando per un ruolo di semplice testimonianza dei Valori che ritiene essere eterni. Il conservatore, viceversa, accetta i cambiamenti sociali anche quando intimamente non li condivide e si presta a guidarli per non lasciare questo onere ad altre forze che reputa pericolose.

    Questa capacità di adattamento e di realismo fa sì che il conservatore sia assolutamente alieno da ogni ideologia, che rifiuti il populismo e la demagogia, caratterizzandosi come un individuo concreto che basa il suo agire sui fatti e sul ragionamento.

    Ecco perchè conservatori sono stati in Italia personalità laiche quali Giuseppe Prezzolini, Indro Montanelli, Sergio Romano, e non gli apologeti di Santa Romana Chiesa. Diversamente dal moderatismo democristiano che ha fornito statisti conservatori di un certo spicco quali un De Gasperi o un Adenauer, il tradizionalismo politico è infatti una forza radicale e, nei fatti, assai poco conservatrice; mentre le destre religiose, con cui i tradizionalisti spesso si confondono, sono fenomeni populistici e demagogicamente antielitari, laddove il conservatore è di regola un antiegualitario che riconosce come giuste le disparità sociali.

    L'autentico sentimento conservatore nasce quando la Fede, nel suo senso più estremo di guida per ogni azione umana, si affievolisce. Questo non significa per i conservatori dover essere necessariamente degli agnostici, ma voler sottolineare che senza una spessa scorza di scetticismo è assai difficile immaginare un reale conservatorismo. Si avrebbe, tutt'al più, un Tradizionalismo, che è, lo si è già detto, ben altra cosa.


    Mr. Right

    Leggo in silenzio, e ci sono alcune osservazioni che condivido.
    Va detto che figure di spicco di questo conservatorismo ( Prezzolini, Indro Montanelli, mio concittadino fra l'altro ) che indichi tu in Italia al momento non ne vedo.

    Una domanda.. uno stato conservatore.. deve essere uno stato pragmatico o deve essere uno stato etico ?

 

 
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