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Discussione: Diritto di voto

  1. #561
    cittadina del mondo
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    Predefinito Re: Diritto di voto

    la politica ci campa..


    Le guerre sono fatte da persone che si uccidono senza conoscersi, per gli interessi di persone che si conoscono ma non si uccidono.
    (Pablo Neruda - Attribuita)

  2. #562
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    Predefinito Re: Diritto di voto

    Citazione Originariamente Scritto da Druuna Visualizza Messaggio
    Ma infatti ti ripeto per la 20esima volta che io non voglio buttare via niente e nemmeno penso che dovremmo sostituire la democrazia con l'oligarchia o l'aristocrazia. Quello che sto dicendo è che questa forma attuale di democrazia sta mostrando dei limiti impressionanti e fare finta di non vederlo significa lasciarla andare, appunto, alla deriva verso forme totalitarie come è già accaduto in passato. Solo se si guardano in faccia i problemi e si cerca di risolverli possiamo sperare di non cadere in un baratro epocale.
    E quali sarebbero i limiti impressionanti, che non ti piacciono i risultati?
    Avresti scritto lo stesso se avesse vinto il Remain, e via con l'esaltazione della grande "civiltà" e "consapevolezza" del ppolo inglese?
    Che tu voglia una forma di oligarchia lo stai dimostrando coi post che scrivi.
    Meno male che è da fascisti essere per la gerarchia e la meritocrazia, sìsì...
    "L'odio per la propria Nazione è l'internazionalismo degli imbecilli"- Lenin
    "Solo i ricchi possono permettersi il lusso di non avere Patria."- Ledesma Ramos
    "O siamo un Popolo rivoluzionario o cesseremo di essere un popolo libero" - Niekisch

  3. #563
    cittadina del mondo
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    Predefinito Re: Diritto di voto

    Citazione Originariamente Scritto da Kavalerists Visualizza Messaggio
    E quali sarebbero i limiti impressionanti, che non ti piacciono i risultati?
    Avresti scritto lo stesso se avesse vinto il Remain, e via con l'esaltazione della grande "civiltà" e "consapevolezza" del ppolo inglese?
    Che tu voglia una forma di oligarchia lo stai dimostrando coi post che scrivi.
    Meno male che è da fascisti essere per la gerarchia e la meritocrazia, sìsì...
    i nuovi progressisiti di sinistra sono convinti di essere nel giusto, ma e' democratico non tenere in conto le idee delgli altri? a me sembra una dittatura di pensiero...perche' l'ignorare e' aggirabile attraverso la conoscenza, ma se il potere non spiega, a questo punto e' solo perche' gli conviene l'ignoranza
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  4. #564
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    Predefinito Re: Diritto di voto

    Citazione Originariamente Scritto da Molly Visualizza Messaggio
    Le controindicazioni sono che la meritocrazia è una parola edulcorata per definire concorrenza spietata, il peggio del capitalismo, e che applicare concetti aziendali come appunto quello di mettersi in gioco per guadagnarsi i diritti e non averli in regalo è roba da berlusconismo becero, è tutto quello che ho sempre odiato e ora lo vedo portare avanti da gente che dovrebbe (o vorrebbe?) essere della mia stessa parte politica. La cosa mi schifa, ma ormai non mi aspettavo niente di meglio, questa è la strada che la sinistra ha deciso di prendere? Benissimo, io mi sono strarotta il cazzo.
    Benvenuta anche tu nel club.
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  5. #565
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    Predefinito Re: Diritto di voto

    Citazione Originariamente Scritto da Frescobaldi Visualizza Messaggio
    E. Mentana
    Mentana-Druuna 10-0
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  6. #566
    cittadina del mondo
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    Predefinito Re: Diritto di voto

    Pierluigi Battista (corriere della sera) druna 20-0, ammesso che li legga...
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  7. #567
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    Predefinito Re: Diritto di voto

    Tra l'altro anche machiavellicamente parlando per loro sarebbe un boonerang visto che gli immigrati votano più facilmente Pd o SI che Lega
    Regressista amante della pucchiacca.

  8. #568
    cittadina del mondo
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    Predefinito Re: Diritto di voto

    brexit, breshit - l?idea del popolo abbia sempre ragione a mughini fa vomitare - Politica


    ’IDEA DEL POPOLO ABBIA SEMPRE RAGIONE A MUGHINI FA VOMITARE – ANCHE IL RENZIANO GORI E' D'ACCORDO: "GLI IGNORANTI NON VOTINO" - E SU TWITTER SCOPPIA IL FINIMONDO: "ALLE PRIMARIE PERÒ FATE VOTARE ANCHE CHI NON HA LA CITTADINANZA" - "LE ELITE NON SOPPORTANO LA DEMOCRAZIA. GLI PIACCIONO SOLO GLI ELETTORI CHE RATIFICANO"





    Dimissioni dei razzisti del Pd - Facebook

    https://it-it.facebook.com/Dimissioni-di-Khalid-Chaouki-254997127991456/


    Dimissioni dei razzisti del Pd. P




    https://twitter.com/vaevictis?lang=it



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  9. #569
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    Predefinito Re: Diritto di voto

    Citazione Originariamente Scritto da Kavalerists Visualizza Messaggio
    Meno male che è da fascisti essere per la gerarchia e la meritocrazia, sìsì...
    L'introduzione di un test per il diritto di voto non potrebbe essere definita puramente democratica (d'altronde la nostra è già una democrazia rappresentativa e non diretta, con l'idea appunto che il popolo scelga i più 'esperti' da mandare al potere a decidere per egli) fascista perchè non esisterebbe nessuna aristocrazia definita a priori, andrebbe più che altro a cambiare
    il concetto di maturità, un ipotetico test sarebbe accessibile a tutti e idealmente ripetibile ogni anno, la cosa è liberale e in un certo modo democratica. Inoltre sottolineo di nuovo che non sono favorevole tout court alla cosa, ritengo l'idea interessante ma il vero ed unico passo oggi percorribile è il miglioramento dell'educazione.
    Cito un articolo di Simone Seminatore tratto da www.patentedivoto.org particolarmente interessante a riguardo:

    Lo scopo delle parole che seguiranno non è convincere, indottrinare o catechizzare. Le scrivo piuttosto al fine di offrire una prospettiva critica nell’osservazione di una realtà che viene data per scontata. Lascio decidere a voi se sia accettabile o meno, ciò che mi interessa è darvi l’opportunità di riflettere, di mettere in dubbio per un frangente un dogma che pare inattaccabile, un aspetto della vita politica in particolare: il diritto universale al voto. È facile e quasi istintivo reagire accusandomi di ledere uno dei principi basilari della democrazia.Vi invito invece ad avere pazienza, a concedervi qualche minuto di sospensione del giudizio per seguire i miei ragionamenti, tramite i quali mostrerò i motivi per cui ritengo che riconsiderare l’universalità del diritto di voto non sia un attacco alla democrazia, bensì qualcosa che la rafforzerebbe. Per semplificare e rendere più scorrevole il tutto, concedetemi l’utilizzo della forma del dialogo: una discussione tra A, sostenitore della necessità di una patente di voto e B, avverso alla medesima.
    A: Partiamo dal significato di “diritto universale di voto”. Tutti hanno il diritto di esprimere preferenze col proprio voto in occasione di elezioni e referendum. Perché?
    B: Perché nasciamo e siamo tutti uguali, con uguali diritti e quindi tutti possiamo votare.
    A: Quindi perché un bambino di cinque anni non può votare?
    B: Perché è troppo piccolo! C’è un’eta minima a partire dalla quale si acquisisce il diritto e a mano a mano che si raggiungono determinate età il raggio d’azione del proprio diritto al voto si amplia.
    A: Quindi c’è una linea che ogni persona deve oltrepassare per potersi guadagnare il diritto al voto. In questo caso è l’età. Ma può l’età essere sufficiente a determinare l’idoneità di una persona al voto? Che cosa rende un ragazzo di diciassette anni e undici mesi meno idoneo al voto di un diciottenne? E il raggiungimento delle varie “tappe”, 18 – 21 – 25 anni, in che modo può definire un effettivo conseguimento di sempre maggiori diritti di voto? Davvero l’età può essere sufficiente? Che qualità aggiungono gli anni a una persona?
    B: Al di là delle implicazioni legali date dal raggiungimento della maggiore età, gli anni possono comportare una maggiore responsabilità e saggezza…
    A: Certo, ma non le garantiscono. Ho parlato con ventenni molto più maturi e saggi di persone con trenta, quaranta anni in più.
    B: Vada avanti.
    A: Quindi abbiamo già stabilito due punti fondamentali. Primo: il diritto al voto non è una possibilità data dalla nascita, ma è conseguibile a seguito del raggiungimento di una determinata tappa; secondo: il metro di misura dell’idoneità al voto è costituito da tappe di età.
    B: Concordo e so già dove vuole arrivare.
    A: Non voglio arrivare da nessuna parte, ci si arriva da sé: è un sistema pigro che si affida alla passività dello scorrere del tempo e non ad un’attiva assunzione di responsabilità e sviluppo di consapevolezza da parte delle persone. Ecco perché si rende necessario un sistema alternativo, che trasformi il conseguimento dell’idoneità al voto in una scelta responsabile e consapevole dell’individuo.
    B: Ovvero una patente di voto.
    A: Proprio così. E il termine “patente” calza a pennello perché è un concetto vicinissimo alla più che accettata e diffusa patente di guida. Votare significa decidere del destino del proprio Paese, non solo di sé stessi. Questo implica che gli effetti del risultato si ripercuoteranno sull’intera collettività. Votare è un’occasione per esprimere una scelta personale, ma gli effetti di questa scelta graveranno su una collettività. Pensiamo all’esempio della guida: lei consentirebbe mai a un non-patentato di guidare?
    B: Assolutamente no.
    A: Perché?
    B: Perché potrebbe essere un pericolo per sé stesso e per gli altri.
    A: Ma magari anche senza la patente, potrebbe guidare benissimo.
    B: Non è sufficiente. Io desidero che sia certificato che lui sappia guidare, ne voglio la certezza.
    A: Esatto. La patente certifica la competenza e quindi rassicura la società, garantisce che chi guida almeno abbia dimostrato di essere sano di corpo e mente, di saper guidare e di conoscere il regolamento della strada.
    B: Ma gli incidenti accadono lo stesso.
    A: Certo, anche chi consegue una patente potrebbe un giorno ubriacarsi e mettersi alla guida. Questo non è controllabile. Infatti non basta certo un pezzo di carta a eliminare definitivamente i rischi della strada. Eppure le chiedo: lei sarebbe disposto ad abolire la patente di guida e a lasciar guidare chiunque?
    B: No. Non mi sentirei al sicuro. Avrei ancora più paura di quella che posso provare oggi a mettermi alla guida…
    A: La patente non annulla il rischio, ma indubbiamente pone dei paletti, dei limiti che fungono da garanzia di riduzione del rischio. Perché non ampliare questo discorso anche al voto?
    B: Perché lederebbe la libertà dei cittadini!
    A: Nessuno priverebbe qualcuno della libertà di conseguire la patente di voto.
    B: Ma alcuni potrebbero non conseguirla.
    A: È quello che mi auguro.
    B: Ma come? E allora non sarebbe più un diritto universale! Addio democrazia!
    A: La differenza è sottile: lei dice che tutti devono poter votare; io dico che tutti devono potersi guadagnare il diritto di votare. Se ci pensa bene, la mia affermazione non è meno democratica della sua. Solo che aggiunge alla sua visione una componente di responsabilità. Attualmente il diritto di voto lo si ottiene come se ci cadesse in mano da un albero. “Oh! Guarda, da oggi posso votare.” Invece andrebbe meritato. Le sembra giusto che una persona che non conosce i programmi dei vari partiti abbia lo stesso diritto di voto di una persona che invece si informa, studia i programmi e può quindi esprimere una scelta consapevole?
    B: Ma una scelta consapevole non è giusta per forza, per lei potrebbe essere giusta e per un’altra persona sbagliata.
    A: Assolutamente, questo è il principio della democrazia. Ma qui non si parla di giusto o sbagliato – sarebbe ridicolo – bensì si parla di consapevole o inconsapevole, responsabile o irresponsabile. Così come lei esige che chi si trova accanto a lei al semaforo sia consapevole e responsabile del mezzo che guida, allo stesso modo io esigo che chi si trova nella cabina elettorale accanto alla mia sia consapevole e responsabile della scelta che farà. Se qualcuno le sfondasse colpevolmente l’auto e lei scoprisse che non ha la patente, non si chiederebbe subito: ma cosa ci fa in auto un non-patentato?
    B: Sì.
    A: Ugualmente io mi chiedo: ma che ci fa a votare qui accanto a me uno che non conosce neanche i nomi o le idee di chi sta per votare? Molti elettori esprimono scelte che si basano su criteri assurdi come la simpatia. “Voto lui perché mi piace come parla”, “Voto lui perchè ha una faccia simpatica, mi sembra un buono”… Quando poi li interroga sulle proposte della bella faccia che hanno votato o delle altre che non hanno votato non le sanno rispondere o le rispondono ripetendo a pappagallo le parole pronunciate in TV dalla bella faccia. Ci sono persone che non sanno neanche leggere e/o scrivere in italiano corretto, che non sono neanche in grado di comprendere le parole di un programma di partito. E queste persone hanno il mio stesso diritto di decidere del Paese in cui vivo. Le sembra giusto, questo?
    B: No, non lo è. Ma esattamente come si configurerebbe il conseguimento della patente?
    A: A seguito di alcune mie riflessioni, mi sentirei di proporre non una patente a conseguimento unico, ma rinnovabile. In un arco di tempo sufficiente a consentire più di un tentativo, prima di ogni elezione/referendum, i cittadini dovrebbero prepararsi sui programmi dei partiti o sulle proposte da discutere e sostenere un test scritto, in forma di questionario a risposta multipla ad esempio, col quale possano dimostrare di aver pienamente compreso l’oggetto della votazione.
    B: Ma con tutti i partiti che esistono sarebbe impossibile prepararsi adeguatamente su tutti i programmi!
    A: Si rende conto della gravità di questa situazione? Lei ha appena esposto un altro grosso problema: il numero eccessivo di partiti. Ne esistono così tanti che è impossibile che un cittadino possa conoscerne tutti i programmi. Questo sì che è un limite alla libertà del cittadino: l’impossibilità di scegliere consapevolmente. Per questo motivo la patente di voto sarebbe attuabile esclusivamente previa riduzione del numero di partiti a una cifra “umana” che consenta ai cittadini di informarsi degnamente prima di decidere chi votare. Adesso non saprei dirle quale cifra, ma non supererei la soglia dell’otto.
    B: E quindi prima di ogni votazione, i cittadini dovranno rinnovare la propria patente e se supereranno il test potranno votare, giusto?
    A: Proprio così. In tal modo si avrebbe la garanzia che ogni testa che entra in cabina elettorale, come minimo, abbia la cultura e la preparazione necessarie a votare. Non sarebbe un limite alla libertà delle persone, casomai sarebbe l’esatto opposto: io mi sentirei molto più libero all’idea di essermi meritato il diritto di votare e il pensiero che la persona accanto a me se l’è meritato in ugual misura genererebbe un clima di giustizia, correttezza, responsabilità, consapevolezza in cui respirare a pieni polmoni. Mi farebbe sentire un cittadino più libero e tutelato. Non dimentichiamo poi la duplice valenza del voto: diritto e dovere. Ci ricordiamo sempre del diritto, ma lasciamo volentieri da parte il lato più scabroso, quello del dovere, il quale tuttavia non va limitato al mero presentarsi alle urne. Il dovere è farlo consapevolmente, per rispetto di sé stessi innanzitutto e in secondo luogo per rispetto della società di cui si è parte. Con una patente di voto si eliminerebbe ogni dubbio al riguardo: solo chi svolge il proprio dovere informandosi adeguatamente potrebbe esercitare il suo diritto.

  10. #570
    catcher in the rye
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    Predefinito Re: Diritto di voto

    Citazione Originariamente Scritto da Grifo Visualizza Messaggio
    Brava, ma questo non ti concede diritti politici speciali. Semmai è una colpa perchè da laureata in Fisica sei contro il nucleare, ma io mica invoco di toglierti il diritto di voto
    Magari sono contro il nucleare proprio perché sono laureata in fisica
    «The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
    «Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij

 

 
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