

Il politically correct è la distruzione del pensiero mediante la distruzione dei suoi archetipi.
L'uomo-eroe, la donna piena di grazia, Dio, il bello.
Vieta il disprezzo del male per impedire il bene.
Rende l'uomo falso, obliquo, codardo.


Ti sei mai chiesto perchè si chiama democrazia (kratos =forza) e non demoarchia (archè (ἀρχή) = potere, comando) ?
Fatti qualche domanda...
http://caffe360.it/orientare%202012/...ccidentale.pdf
«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij


Per questo sono contrario al diritto di voto, io mi metto tra gli ignoranti, attenzione non faccio il falso modesto, in tema economico non ti so dire assolutamente se tra sei mesi saremo con le pezze al sedere o staremo meglio, sono ignorante economico, cosa può valere il mio voto su una eventuale italexit? Sarebbe casuale.


"I carnefici hanno bisogno di urlare per imporre le proprie menzogne!
Alle vittime basta il silenzio perchè ad esse apprtiene la verità!"


Ma infatti non si sta discutendo del voto tout court (almeno non io), che sarebbe un argomento collaterale; io discuto del fatto che non ha senso sottoporre una questione per cui servono conoscenze di economia al falegname o una questione con importanti ricadute sociali a un ingegnere elettronico. La democrazia dovrebbe evolvere verso forme di rappresentatività che tengano conto delle competenze. La conoscenza non è garanzia di qualcosa, ma è per lo meno un fattore che riduce al minimo le cazzate. Tant'è che a toglierti i denti vai dal dentista e non dal falegname.
«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij




«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij






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«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij