





In una comunità anarchica non ci sono delle regole scritte che ti vengono imposte attraverso l'uso della forza e della coercizione; naturalmente ciò non vuol dire che ognuno fa quello che vuole, altrimenti il sistema collasserebbe in due giorni. E' lapalissiano l'anarchia (come la intendo io e come la intendeva Onfray prima di rincoglionirsi) sia contrattuale e funziona con il consenso tra le persone volto a creare un'armonia generalizzata.
Di conseguenza l'economia segue la stessa logica: se non c'è più lo stato che organizza i vari enti e se tutto è socializzato, e per cui scompare la proprietà privata, ciò non vuol dire che si casca nel caos e non c'è organizzazione. In democrazia diretta si nominano dei responsabili per ogni settore, che non dovranno esercitare autorità, ma gestire ogni aspetto della vita economica e amministrativa collettiva esattamente come prima. Cioè, molti non han capito che l'anarchia non stravolge la vita di una comunità, viene solo meno l'esercizio dell'autorità di un membro su tutti gli altri. Se i lavoratori possono gestire una fabbrica assieme ai loro capi (come le FASIPA argentine), anche gli enti pubblici possono seguire la stessa logica
"Sono contro tutti i sistemi, il più accettabile è quello di non averne nessuno"
Tristan Tzara
Je m'exalte, je degresse encore... Je vous ai reperdu mon histoire... Non! Non!
(L.F. Céline, Maudits soupirs pour une autre fois)