

(Gv 3, 20-21)
Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio


cioè scusami eh, ma quindi uno che per istinto gioca come vizio spendendo i suoi soldi rischiando di andare sul lastrico è ipocrita che lui cerchi di cambiare vita perché l'alternativa sarebbe l'ipocrisia giusto?L'alternativa all'agire d'istinto è l'ipocrisia.
e che cambieresti solo per motivi di sanzione non perché magari è giusto per lui che sia così?
(Gv 3, 20-21)
Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio


ci sono persone che si sentono bene avendo un rapporto spirituale come anche affermi tu visto che credi in una divinità
ci sono altri che vivono senza un rapporto spirituale
non tutti sono uguali
se tu credi davvero in una divinità, non ti è mai venuto il dubbio di sentirti sconfortato perché in realtà ti piace quella divinità e ti fa star male non sentirla in te?
tu mi hai detto che il tuo Dio ti aiuterebbe persino a trovare parcheggio, quindi immagino quando non lo senti per cose più importanti, ma non posso saperlo io, io parlo per mia esperienza soltanto, tu che hai detto che è stato così persino per queste cose come ti è sembrato?
(Gv 3, 20-21)
Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio


Certo che credo di averlo.
Ma non posso escludere a priori trattarsi solo di coincidenze.
P.S.: Un tizio che sopravvive a dieci incidenti potenzialmente mortali potrebbe pensare di essere immortale o divinamente protetto, ma basterebbe l'esito dell'undicesimo incidente a fargli cambiare idea.
"I carnefici hanno bisogno di urlare per imporre le proprie menzogne!
Alle vittime basta il silenzio perchè ad esse apprtiene la verità!"


Il gioco d'azzardo, come l'etilismo, il campionato di calcio o i videogiochi, sono convenzioni umane, non naturali o istintive.
C'è chi non può fare a meno di sedersi al tavolino del bar dello sport per scolarsi una bottiglia di vino, chi soffre nel non poter andare allo stadio a tifare per la sua squadra, chi entra in crisi di astinenza dopo qualche giorno o persino ora di assenza da FB.
Ma si tratta sempre di bisogni indotti, non naturali.
Le attività ludiche sono proprie anche ai cetacei, ai primati, ai felini, ai canidi, ai rapaci, ai passeriformi, oltre che all'uomo, e sono bisogni del tutto naturali.
Non così il gioco d'azzardo, il tifo calcistico, le sbronze o i social.
Non confondere i primi con i secondi.
Se vivevi in una comunità dell'età del bronzo o del neolitico non avresti nemmeno immaginato il gioco d'azzardo, il campionato di calcio o i social telematici, però avresti lo stesso scherzato con i tuoi vicini di capanna.
"I carnefici hanno bisogno di urlare per imporre le proprie menzogne!
Alle vittime basta il silenzio perchè ad esse apprtiene la verità!"


(Gv 3, 20-21)
Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio


(Gv 3, 20-21)
Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio


io gioco è nell'istinto dell'uomo si o no?
occhio a quello che dirai
(Gv 3, 20-21)
Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio


No, non mi sono mai sentito sconfortato nel sentire la mia divinità lontana da me.
Lei non ha obblighi nei miei confronti come io non ne ho nei suoi.
Se mi è vicino è una presenza gradevole, ma non dovuta, se mi sta lontano avrà i suoi motivi, posso comprenderli o meno, ma il fatto che non li conosca non significa che non esistano.
Se il mio Dio a volte mi sta lontano vuol dire che mi ha dotato delle prerogative per farne a meno in questa o quell'altra occasione, ma se mi sento perso in sua assenza vuol dire che disprezzo ciò che mi ha dato, come un bambino viziato che vuole sempre la mamma per allacciarsi i lacci delle scarpe perché troppo pigro per imparare ad allacciarle da solo.
Se ho bisogno del mio Dio lui ci sarà, se non c'è vuol dire che mi ha già fornito dell'equipaggiamento atto a cavarmela da solo.
"I carnefici hanno bisogno di urlare per imporre le proprie menzogne!
Alle vittime basta il silenzio perchè ad esse apprtiene la verità!"


Evidentemente confondi il credere con il sapere.
Io non credo che se tengo un sasso in mano e lo lascio andare questo cadrà al suolo (sulla terra, naturalmente, non nello spazio o in altro luogo dotato di caratteristiche di aberrazioni gravitazionali), lo so.
Io non credo che se pongo la mano sul fornello acceso mi brucerò, lo so.
Io non credo che se non freno in prossimità di un incrocio a "T" andrò a schiantarmi contro il muro, lo so.
Di contro posso credere che il mio Dio mi indicherà la scelta giusta in caso di alternative, posso crederlo o meno, ma non lo so.
Posso credere che quanto di positivo mi accade è anche grazie al suo intervento e quanto di negativo per imparare qualcosa che mi era sconosciuto, posso crederlo ma non lo so.
E così via.
Tu sai?
Oppure ti limiti a credere come chiunque altro?
"I carnefici hanno bisogno di urlare per imporre le proprie menzogne!
Alle vittime basta il silenzio perchè ad esse apprtiene la verità!"