





In un appartamento di 5 inquilini lo si potrebbe pure trovare ingiusto. In un paese di 60 milioni di abitanti la questione si fa assai più complessa e pretendere che tutti decidano tutto mi sembra assai controproduccente. Lo stesso sistema parlamentare se ci pensi bene è impostato sulla "subalternità". Io delego e tu decidi per me.
- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !




- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !






Come fai a definire improbabile una tesi esposta in un libro che neanche hai letto? La fuga in Svizzera non ha alcun appiglio per una serie di elementi oggettivi già messi in rilievo e difficilmente confutabili. Anche nell'ipotesi che Mussolini volesse ad ogni costo salvarsi la vita, la Svizzera non era certamente un'opzione sicura, visto che la concessione dell'estradizione sarebbe stata praticamente certa. Quanto alla testimonianza di Birzer, non ti resta che leggere il libro.
A Mussolini, come del resto provò il colloquio con Maddalena Mollier, reso pubblico nel dopoguerra, ormai importava poco sopravvivere. Ciò che al Duce interessava era salvare la vita dei suoi famigliari restanti e delle famiglie dei suoi fedelissimi. La moneta di scambio? Quasi certamente i documenti in possesso di Mussolini, che evidentemente, per motivi che difficilmente verranno mai alla luce, c'era tutto l'interesse a non rendere di pubblico dominio.
Guarda che non sono io ad aver detto che quest'involuzione che tanto tieni a sottolineare ha avuto un'influenza molto marginale sulle mosse del Duce, ma è proprio De Felice. Cosa che sei tu ad aver omesso. Io poi già ti ho detto che non ho alcun problema a riconoscere che, in seguito al viaggio di Mussolini in Germania, nel Duce si notò un certo sfasamento dovuto alla sua idea di voler "prussianizzare" gli italiani - come del resto commentò Anfuso stesso nelle sue memorie. Quel che ti contesto è pensare che Mussolini dopo la vittoria in Abissinia sia stato preso da un delirio di onnipotenza (sic) che in realtà mai lo sfiorò, nemmeno nei momenti di minor lucidità.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).



