e tu dovresti essere meno rigido nelle tue convinzioni, che questo della inamovibilità del pensiero è un errore che Lenin(o era Gramsci?) ha spesso imputato a certi comunisti.
Conosco il libro, l'ho letto, così come conosco gli altri scritti poliici di marx ed infatti è da quello che ho tratto quello che ho scritto, così come, per esempio, di Engels ho letto, molti anni fa, il libro che lui scrisse contro il "socialismo vago"(parole sue) del professor Duhring, sul quale libro io non mi trovai sempre in sintonia perchè mi apparve, almeno allora magari leggendolo oggi potrei vederla in un diverso modo, troppo...drastico nelle motivazioni di condanna, motivazioni che in un certo senso, anche se alcune asslutamente condivisibili, mi apparvero più un esercizio filosofico che altro, Ricordo che dissi questa mia opinione a Lucio Magri che non la condivise anche se, per certi versi, un po' di ragione , mi disse che l'avevo.
Insomma, mi sono perso per strada scrivendo ma quello che volevo dirti si può concentrare in poche parole, che credo di aver già scritto, almeno nel loro senso: non si può semplicemente volere una cosa per poterla avere, quindi si deve avere una certa elasticità di pensiero che, prevedendo un determinato obiettivo, sappia adattare la sua prassi, o se vuoi la sua strategia, alle condizioni del campo.





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