











Carlomartello ti do ragione sui motivi per cui votare le lega, però le stronzate sui celti e longobardi lasciamole ai bifolchi che bisogna convincere a votare.
Il fatto che oggi ci sia il problema dell'immigrazione non vuol dire che bisogna uscirsene fuori con puttanate del tipo che Roma è decaduta a causa degli immigrati o robe simili.


Caro Pretoriano, l'estensione della cittadinanza agli italici aveva un senso non prettamente materiale, ma politico, spirituale e culturale.
Gli italici erano i popoli alleati di Roma - come nel caso dei Veneti - o sottomessi all'Urbe, che contribuirono - anche col sangue - ad edificare l'Impero.
L'ideologia (ideologia latu sensu, intendiamoci) imperiale augustea vedeva in Roma - ovviamente - il centro dell'Impero e l'Italia il perno che l'avrebbe retto.
La concezione imperiale augustea è italo-centrica, oltre che romano-centrica (chiaramente non nell'accezione che tale termine ha oggi).
La scelta di Caracalla al contrario fu una scelta prettamente dettata da motivi economici e presa da una delle dinastie più decadenti - a livello spirituale e morale - dell'Impero: quella dei Severi. Fu proprio grazie alla loro mollezza che in quel periodo si radicò la Chiesa, perchè essa andava a sopperire alle mancanze dell'Impero sotto moltissimi aspetti. D'altronde, non fu Giuliano l'Apostata, molti anni più tardi, a dire che i 'pagani' avrebbero dovuto imitare i cristiani relativamente alle opere di carità?
L'Impero Romano, nelle sue fasi migliori, mai volle mescolare le culture e le tradizioni locali, ma diede l'opportunità a tutte le componenti etniche di mantenere le proprie, senza porle però su un piano di 'uguaglianza' e/o parità.
E d'altronde, sono proprio i Romani ad insegnarci che 'natura nobis dedit leges a sanguine ductas'.
Per me sono un problema tutte e tre le cose, ma soprattutto è un problema che il nostro paese e il nostro continente si sia rassegnato al relativismo culturale e religioso, che sta portando al radicamento su scala continentale dell'Islam, alla creazione di quartieri-ghetto in cui si sfogano i vari tribalismi e le rivalità etniche fra immigrati (vedi il caso dei latinos) e ad un malessere diffuso.Tutti quelli che arrivano a Lampedusa ad esempio provenendo dall'Africa subsahariana non sono affatto musulmani. Il discorso immigratorio prescinde dal dove e dalla religione. Per te è un problema maggiore una moschea a Genova o il fatto che il 40% dei ricercati rumeni sia in Italia o che ci sia quasi un milione di cinesi che sta soppiantando quel poco che rimane dell'industria tessile e manifatturiera italiana?
E allora se ognuno sta al suo posto, le moschee devono andare a costruirle in Arabia Saudita, non Italia.Non parlo di ecumenismo, per me la fede rivelata è una, ma di dialogo che si deve instaurare nell'ambito di un mondo plurale ma dove ognuno sta al suo posto.
Inutile citare le citazioni arabe di Dante, ma il concetto è quello. Quel dialogo. Non certo quello di chi vuol cambiare il nome ad una scuola in nome della multietnicità politicamente corretta del cazzo!
Le citazioni arabe di Dante? Senti, a parte che Dante caccia Maometto - quasi fosse una figura anticristica - all'Inferno senza problemi, il 'dialogo' con l'Islam lo abbiamo visto quando l'Europa cristiana si mobilitò per liberare la Terra Santa dalla marmaglia islamica con le Crociate.


Ma infatti la candidatura di Sossi va benissimo, è che sinceramente fa sorridere che si parli in termini negativi di "missinismo", per poi adottare una strategia - a livello mediatico - non dissimile.
Poi, per il resto, nel 2009, di tutto mi frega tranne che del MSI e del "missinismo".
1)La 'demonia dell'economia' non si discute. Ed infatti se l'immigrazione c'è, è anche per motivi economici e soprattutto perchè il capitalismo apolide l'ha voluta e la vuole. Ma porre la questione in termini meramente economici è un approccio marxista. La questione migratoria è solo secondariamente una questione di sicurezza e una questione sociale. E' in primo luogo una questione culturale e razziale. Come diceva Franco Giorgio Freda, all'epoca del Fronte Nazionale, con l'immigrazione selvaggia si rischia il meticciato di massa e lo sfiguramento etnico dei popoli di razza ario-europea.Affermazione che non condivido affatto. Semmai è proprio l'unica ideologia sopravvissuta alla seconda guerra mondiale quella economicista e relativista che vuole ridurre il tutto a rivendicazioni etniche e tribali. Perchè sono basse e facilmente gestibili.
Nostro scopo dev'essere quello di innalzare il livello dello scontro su piani ben più elevati e meno facilmente gestibili. Continuo a chiederti numeri alla mano chi fa più danni in Italia: Cinesi, est-europei, arabi, nord-africani??
2)In che senso chi fa più danni? In che termini poni la questione? Per me l'immigrazione più dannosa è quella extraeuropea, a livello razziale.
3)Spostare il livello degli scontri su piano più elevati dici: va bene. Come? In che modo? Chi ti dice che il risorgere degli orgogli razziali non porti ad un'elevazione su di un piano spirituale?
Il futuro è quello, l'immigrazione porterà inevitabilmente a scontri su base razziale. E d'altronde è quello che capì a suo tempo il Fronte di Freda e tutti i partiti di destra radicale come il Front National, il BNP, la NPD, il FPO, ecc.Condivido il giudizio sui secoli scorsi non su quello presente
A ciascuno il suo ruolo e la sua funzione Pretoriano: l'una non esclude l'altra perchè in realtà sono entrambe necessarie affinchè si crei una situazione di un certo tipo.Torniamo al discorso di prima: la Lega s'inserisce perfettamente nel "quadro Davila", ma è una sovrastruttura superficiale, estetica.
Ciò che noi crediamo serva è una struttura contenutistica, etica e magari anche epica.
Per questo esiste FN.


Se non ricordo male i Severi inizialmente erano una stirpe militare, anche se è vero che gli ultimi discendenti furono abbastanza dei degeneri.
La decadenza dell'Impero romano fu dovuta più a motivi socioeconomici che a quelli spirituali, i quali non sono che un riflesso dei primi.

