



Non mi avete spiegato che fine fa l'anima dopo la morte. Continua a reincarnarsi indefinitamente in un eterno samsara oppure c'è un "nirvana" che può interrompere questo ciclo?
p.s. preciso che il mio è solo un interesse culturale: la mia religione mi basta e avanza.


Trovo molto evocativa (anch'io in un ambito di interesse prettamente culturale e non considerando l'induismo soltanto una religione) questa citazione:
E' il desiderio che ci riporta su questa terra e se non abbandoniamo i desideri non possiamo tornare a Dio. Se lasciamo questa terra con desideri ancora vivi nel nostro cuore, dovremo ritornare qui finchè non li avremo smaltiti. E' necessario riguadagnare la nostra perfezione prima di poter ritornare a Dio. (...) Quando la tempesta di desideri materiali si è placata possiamo nuovamente fonderci con l'oceano di Dio.




Il nirvana è un principio buddhista, in quanto il buddhismo non ha una metafisica teista, ma è basata sul principio dell'"Anatta".
Nella dottrina hindu, ma sarebbe meglio dire del Sanathana Dharma, vi è la dottrina del karma, che è determinato dalle azioni compiute in vita.
Ora bisogna precisare una cosa. Non esiste nessuna "reincarnazione" così come è stata concepita dall'orientalismo in un primo momento. In realtà ciò che dovrebbe avvenire secondo la tradizione è che l'anima raggiunga stati superiori o inferiori dell'essere e ciò è determinato in funzione al proprio karma (karman)
Ora, venendo alla tua domanda, vi è la possibilità di liberarsi dalla catena del samsara (moksha), ma lo status del liberato (mukti) è interpretato secondo diversi punti di vista speculativi. In quanto alcune scuole (o darshana) dicono che il liberato realizzi l'Identità Suprema con Brahman, mentre altri darshana mantengono un punto di vista duale, nel quale non vi può mai essere Identità Suprema tra Brahman e l'anima individuale.
Ultima modifica di José Frasquelo; 18-09-10 alle 00:48


Vi è anche un problema di terminologia: il concetto di "anima" non è contemplato dalla visione buddhista, secondo la quale l'IO transeunte è soltanto un coacervo di produzioni condizionate ed impermanenti e conseguentemente è solo qualcosa denominato "brama" che ricerca una nuova manifestazione vitale. Questo finchè l'elemento luminoso potenzialmente presente nel soggetto non prenda il sopravvento (ma sempre e solo in conseguenza dell'ascesi).
Anche un certo esoterismo cristiano non accoglie la possi bilità di una identità suprema anima individuale-divinità: se non in via sporadica, nel coeso di particolari esperienze: così ho sentito.
"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)




secondo i maestri tantrici il desiderio è la causa della rinascita; il karma tutt'al più ne determina le condizioni


Sì, ma non si tratta più della dottrina del karma, piuttosto di una manifestazione. Qualcosa di possibile a quello che nel sufismo è detto l'Uomo Universale. Insomma stiamo parlando anche lì di un mukti, e non di chi è ancora impelagato nella tela del samsara.
Non ho capito qual è il punto.


Il punto è semplicemente che la cosiddetta “theosis” non integrerebbe totalmente l’uomo nella divinità ma costituirebbe piuttosto una partecipazione. Ma dire “uomo” è errato: colui che oltrepassa la manifestazione e si è reintegrato nella condizione primigenia che fu dell’Adamah metafisico è chiamato simbolicamente a nutrirsi dei frutti dell’albero della Vita, l’accesso al quale è allegoricamente sbarrato dal cherubino con la spada fiammeggiante.
Cosa accada dopo l’assaggio di quei frutti non è dato conoscere, se non a chi vi giunse..ma che non ha più le caratteristiche di uomo, e nemmeno di Uomo. Vi è chi sostiene che l’unione con l’ineffabile divino non può mai essere assoluta, ma solo partecipativa.
Non possiamo saperne di più.
"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)