



dalla ruota si può e si deve uscire
"“Esiste un non-nato, un non-prodotto, un non-fatto, un non-condizionato; se non esistesse un non-nato non vi sarebbe via di uscita per ciò che è nato; ma, essendoci un non-nato, v’è via d’uscita per ciò che è nato, prodotto, fatto, condizionato.”
per quanto riguarda la reincarnazione:
noi tutti abbiamo i corpi mortali (corpi fisici-astrali-mentali) e i corpi immortali che "non muoiono quando il corpo muore"
Quindi di fatto io te tutti siamo immortali salvo il fatto che l'identificazione nei foderi mortali rende reale l'apparente morte
A questo punto soggiungo che l'Immortale, l'Eterno non è nel tempo...grosso errore...il tempo è una percezione illusoria che nasce con la nascita di un universo e del suo spazio
Il Buddha è il non nato ed essendo non nato non è legato al divenire...NON si diventa Buddha
La percezione dell'Eterno chiamasi iniziazione
il superamento della dicotomia tra Eterno e non eterno chiamasi realizzazione o "nirvana"
....a questo punto però avvengono alcune cose...ma andiamo fuori tema
Non ho princìpi, l’adattabilità a tutte le cose è i miei princìpi


"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)




In quel post intendevo sottolineare la differenza di vedute della dottrina buddhista rispetto a "cosa" si reincarni veramente.
C'è da dire però, parafrasando un detto buddhista assai efficace, che del nuovo essere che viene alla manifestazione non si può dire nè che sia la continuazione del precedente, nè che non lo sia, e questo lascia spazio a tutta una serie di possibilità interpretative legate a questa realtà.
Ultima modifica di primahyadum; 21-09-10 alle 19:09
"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)






L'indentità suprema è un'allegoria . In sé non ha senso ( difatti la si usa, di solito, tra le virgolette ).
L'Altissimo è solo l'Altissimo , solo Lui . Spero sia chiaro
p.s. sparo un nome : ENOTEISMO PANENTEISTA. Ogni re-ligione è così!
Ultima modifica di ...II...; 22-09-10 alle 00:51


Vi propongo questa schematizzazione (e semplificazione) grafica di quattro livelli dell'"induismo" che ho trovato in rete.
1° Phanteom induista - deità - rituali personalistici - nessuna realizzazione del brahman
2° Devozione e avvicinamento - maestri spirituali e Guru come supporto
3° Non siamo altro che esseri eterni e spirituali - Contatto
4° Piu' nulla da spiegare, piu' nulla da vedere, da percepire, da rappresentare - solo l'Uno - solo Uno
p.s. lo so è impreciso per cento motivi...pero' mi piace come è stato reso graficamente.
Ultima modifica di RAYO; 29-10-10 alle 12:55


Banalizzo e semplifico brutalmente se affermo che le due macro-divisioni del pensiero religioso induista sono lo shivaismo e il vishnuismo, specialmente se riflessi nelle pratiche devozionali e ritualistiche?
Il primo, piu' personalistico, "anarchico" e passionale, il secondo invece piu' ortdososso, dogmatico e intransigente?
Con tutte i punti di contatto, le contaminazioni e le sovrapposizioni, ci sta secondo voi questa divisione?
Gioia e dolore hanno il confine incerto...