

Il sonno della ragione genera mostri.
Divergevano due strade in un bosco, ed io...io presi la meno battuta, e di qui tutta la differenza è venuta.


Teniamoci stretti, che c'è vento forte.
Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.
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“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”


Guarda QUI soluzioni del futuro che hanno più di 30 anni e che noi censuriamo p.... indovina il perchè.
Manco l'acqua consuma, perchè è a ciclo chiuso.
Questa invece è sviluppata dal CERN, nostra quindi. E un pò più costosa. Ma n on ci sta bene uguale, bisogna vessare la popolazione, farla sentire in colpa perchè sporcherebbe e spendere tanti soldi in tasse assumendo amici, amici, amici... e sono sicuro che lo faresti pure tu con CP. Quando siete lì diventate tutti uguali.
Il sonno della ragione genera mostri.
Divergevano due strade in un bosco, ed io...io presi la meno battuta, e di qui tutta la differenza è venuta.


“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”


Il sonno della ragione genera mostri.
Divergevano due strade in un bosco, ed io...io presi la meno battuta, e di qui tutta la differenza è venuta.


Arrow Bio è l’ultima idea dell’Amministrazione regionale Emiliano: una evoluta infrastruttura israeliana per produrre sia biogas sia materia seconda riciclabile. E’ davvero l’innovazione di cui abbiamo bisogno?
Andare oltre la raccolta differenziata porta a porta, ritenuta faticosa ed onerosa, e non essere ancora succubi delle discariche. La Regione Puglia governata da Michele Emiliano, sulla gestione dei rifiuti, dopo la stagione vendoliana dalla quale già era uscito un nuovo Piano, prepara una nuova “rivoluzione copernicana”, e lo fa con la tecnologia targata Israele denominata Arrow Bio.
Arrow bio
Gaza (Israele), cumuli di rifiuti trattati dalla Environmental Service Company Ltd (Foto Atlassweb)
Rifiuti in Puglia, problema di sempre – A pochi giorni dalla fine della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (Serr) che in tante parti di Italia e di Puglia – eccetto, purtroppo, Bari – ha visto istituzioni e associazioni civiche cooperare per sensibilizzare sempre più le comunità sull’urgenza di adottare il modello dell’economia circolare orientato al riciclo e al riuso della materia e in attesa di conoscere i nuovi dati del rapporto 2016 “Rifiuti Urbani” dell’Ispra, dalla Regione Puglia trapela l’indiscrezione di voler sperimentare la tecnologia israeliana Arrow Bio per produrre contemporaneamente biogas e materia seconda riciclabile.
L’Amministrazione Emiliano, quindi, dopo aver approvato nello scorso agosto la legge nr. 20, con la quale è stata in parte modificata la normativa precedente (la legge nr. 24/2012), aggiunge una nuova tessera al suo mosaico nell’idea di rendere quanto prima virtuoso il sistema pugliese della gestione dei rifiuti. Di cosa parliamo, pertanto, quando facciamo riferimento alla strategia “Arrow Bio”, ad oggi inutilizzata in Europa – nonostante ci sia stato un tentativo di provarla a Civitavecchia – e impiegata in India e in Australia?
La tecnologia Arrow Bio
Ci riferiamo ad un impianto di trattamento biologico dei rifiuti che agisce secondo il criterio della digestione anaerobica e che ha il suo punto di forza nell’acqua. Il rifiuto indifferenziato, infatti, viene scaricato, all’inizio del processo, in una grande vasca piena d’acqua. In essa, per la gravità, avviene la prima separazione dei materiali: quelli organici, più leggeri, galleggiano; quelli inorganici, più pesanti, affondano. Dopo la separazione idromeccanica, i materiali più pesanti vengono raccolti e smistati su una specifica linea di trattamento per un’ulteriore separazione dei metalli ferrosi (tramite separatori magnetici), dei metalli non ferrosi (tramite separatori a correnti indotte) e del vetro. Il componente che galleggia, costituito dalle frazioni più leggere (plastiche, materiali organici biodegradabili), invece, abbandona la vasca assieme al flusso liquido. Queste ultime, successivamente, vengono a loro volte separate: quelle più pesanti o più voluminose, manualmente; quelle più leggere o piccole, mediante separatori ad aria. Si ottiene da questo processo un materiale organico biodegradabile che verrà prima triturato, poi frantumato idraulicamente e filtrato, ottenendo una poltiglia che sarà di nuovo affogata in acqua per separare le rimanenti componenti metalliche-vetrose da quelle biologiche. La soluzione organica acquosa ottenuta viene inviata a due contenitori che, tramite processi naturali di fermentazione anaerobica a temperatura ambiente, producono biogas e fango biologico. Se con il primo prodotto si potrebbero alimentare i mezzi di trasporto locale, con il secondo si potrebbero concimare i suoli agricoli pugliesi. Con l’acqua che, opportunamente depurata e filtrata, potrebbe essere rimessa in circolo per un nuovo processo industriale.
Questa, in sintesi, la descrizione della tecnologia che si vorrebbe impiegare, fino a prova contraria, nella nostra Regione, nella quale, in alcune città come Taranto e Brindisi, sono già arrivate alcune proposte da parte della società italiana che nel nostro Paese cura gli interessi dell’israeliana Environmental Service Company Ltd (Esc), titolare del brevetto. Tale società è un’azienda pubblica che opera nell’area metropolitana di Tel Aviv per lo smaltimento di rifiuti solidi urbani senza la necessità di raccolta differenziata. La Esc, nata negli anni 90, riceve ogni giorno circa 3.000 tonnellate di rifiuti indifferenziati provenienti dalla regione del Gush Dan che comprende Tel Aviv ed altre municipalità per un totale di circa 3,5 milioni di abitanti (ossia una popolazione quasi confrontabile con quella pugliese pari a circa 4,2 milioni).
Che fine fa la differenziata porta a porta? – Ad oggi questa tecnologia, già ribattezzata da alcuni esperti site specific (ossia inadatta a tutti i contesti territoriali), come detto, non è sostanzialmente impiegata in nessun territorio europeo, nel quale sono vigenti una serie di direttive che non solo spingono per la raccolta differenziata e il riciclo della materia, ma anche che provano ad orientare l’azione pubblica verso quell’economia circolare che farebbe bene all’ecologia e all’economia. A differenza di Arrow Bio che tratta indistintamente tutto il rifiuto – con una non chiara specifica sulla qualità dei prodotti – e che per almeno il 20% dei residui prevede il conferimento in discarica, la raccolta differenziata porta a porta sostenuta dalle istituzioni europee, infatti, resta ancora l’unica soluzione percorribile per chi si propone sia di abbattere l’egemonia anche culturale delle stesse discariche sia di creare in modo duraturo green jobs e benefici economici diffusi per i cittadini. Senza trascurare che sia nella nostra Regione sia in tutto il Paese, seppur troppo lentamente, la percentuale di differenziata sta aumentando e si sta riducendo la produzione pro-capite di rifiuti con benefici ambientali-sociali progressivi.
Acqua preziosa – Davanti a queste prime osservazioni di metodo, tuttavia, occorre aggiungerne delle altre di merito. In una Puglia nella quale è cronica la perdita e lo spreco di acqua, possiamo permetterci una simile tecnologia che ha bisogno di grandissime quantità di questa risorsa preziosa e limitata? E possiamo escludere, a priori, che la nascente Agenzia regionale dei rifiuti – nell’idea emilianea di trasformarla un giorno in una grande multi-utility quotata in Borsa sull’esempio della bolognese Hera – dal 2018 non possa fondersi con l’Acquedotto Pugliese, del quale la Regione Puglia è prima azionista?
https://www.ambienteambienti.com/arr...iuti-pugliesi/
“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”


Beh, a Roma si sente molto di più questo concetto che hai espresso, di quanto lo sentivo quando abitavo al nord. Qui l'ognuno per sè e Dio per tutto è incancrenito fino al midollo. Ma forse centra il fatto di avere un sistema sociale che privilegia furbi e raccomandati.
Il sonno della ragione genera mostri.
Divergevano due strade in un bosco, ed io...io presi la meno battuta, e di qui tutta la differenza è venuta.

