
Originariamente Scritto da
Giò
La lettura distorta della realtà da parte del progressismo di centrosinistra non può che essere tale perché sono le loro categorie ad essere sbagliate a monte: è un concetto che sottoscrivo al 100%. Ma anche chi legge la realtà nei termini di un mero scontro di classe è rimasto spiazzato dalle dinamiche socio-economiche degli ultimi 20-30 anni. La sinistra radicale odierna si divide in segmenti di un pulviscolo atmosferico che è distribuito tra il movimentismo "dal basso" di Potere al popolo in cui ha provato ad inserirsi un'ormai morta Rifondazione comunista, il veterocomunismo "sovranista" di Rizzo, il trotzkismo fuori tempo massimo del Partito Comunita dei Lavoratori di Ferrando e tutta la frastagliata galassia dell'antagonismo di estrema sinistra, rappresentato soprattutto dai centri sociali. Questi gruppi si dividono tra chi cerca di recuperare il terreno perduto negli anni passati, come Rizzo, e chi invece, pur rendendosi conto di alcuni errori, in realtà persiste in taluni deliri buonisti, immigrazionisti e progressisti, come Potere al popolo. L'estrema sinistra per trent'anni è andata a rimorchio della sinistra postcomunista riconvertitasi al progressismo liberale, europeista ed ultra-mondialista in linea con le socialdemocrazie europee ed ha perso una sua chiara e distinta identità. Oggi cerca di recuperare terreno, ma alla fine i suoi slogan si riconducono o alla consueta retorica antifascista o al tentativo di riproporre un classismo che già in tempi non sospetti aveva mostrato tutti i suoi limiti nell'offrire una chiave interpretativa della realtà. Una rinascita comunista o marxista che dir si voglia in Italia molto difficilmente potrà esserci non solo per limiti dettati dal contesto storico che stiamo vivendo ma anche per limiti insiti in quelle stesse parole d'ordine che potevano attecchire quando c'era una classe operaia che subiva gravi ingiustizie da una classe padronale spesso troppo avida e mentalmente limitata o un contadinato sfruttato ed in condizioni precarie. Oggi l'ingiustizia è molto più generalizzata ed "interclassista", e questo favorisce obiettivamente fronti politici che mettono al centro i concetti di "popolo", "nazione" e "comunità locale" in contrapposizione polemica con le élites oligarchiche di tipo politico ed economico ed i loro scalzacane radical-chic e del ceto medio semi-colto sinistroide.