
Originariamente Scritto da
Kraut
Parliamoci chiaro.
Esistono studi attendibili che stimano in 15M il decremento della popolazione italiana alla metà di questo secolo. Quindici milioni di giovani.
Ora, se una diminuzione della popolazione sarebbe in teoria auspicabile, per vivere più comodi, nella pratica avere una popolazione ridotta, con lo spostamento della distribuzione per età verso le fasce più anziane, sarebbe una tragedia, perché la popolazione non sarebbe in grado di sostenere la produzione necessaria a garantire servizi allo stesso livello di oggi.
Quindi, a meno di non costringere con la forza tutte le italiane a sfornare 2-3 figli, è necessario fin da oggi importare persone dall’estero. Almeno 500K all’anno.
Il punto è quali.
Oggi si stabiliscono in Italia, perlopiù:
- Africani semianalfabeti e/o scappati dalle galere, principalmente maschi —> obiettivamente negativo
- Cinesi —> ok, ma vivono nel loro mondo
- Badanti dell’est —> ottimo, ma sono in genere over 50, quindi non fanno figli e siamo punto a capo
- Musulmani —> meglio evitarli, per incopatibilità religiosa e culturale
Quindi ci vorrebbe una forza politica assai pragmatica, direi machiavellica, consapevole della necessità di importare e integrare immigrati, ma che intenda lasciare entrare solo gli immigrati utili per il futuro, cioè:
- Una quota di persone poco scolarizzate, ma di una religione compatibile, da adibire alle mansioni umili e poco pagate, i famosi lavori che gli italiani non vogliono più fare
- Una quota di addetti al servizio alle persone (ai futuri anziani), principalmente giovani donne
- Una quota di operai da formare
- Una quota minore di individui con una buona istruzione, per coprire le lacune tra i laureati italiani
Tutti quelli che non rientrano in queste categorie, fuori dalle balle, profughi compresi.
Il problema è che le sinistre pietiste e i cattolici non appoggeranno mai un piano così machiavellico. E allora estinguiamoci.