

«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij








in realtà lo sa benissimo che svariate tassonomie sono costruibili ma non le vuole costruire perché preferisce vedere costruita un'altra cosa più congeniale alle sue preferenze di valore (non è mica TheMeroving o Aladar che pensano che la specie sia più reale della razza e non sia a sua volta una convenzione)


«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij


infatti è quello che stavo per dire in merito alla presunta origine africana del genere Homo, senonché in quel caso hai aderito alla vulgata della comune radice evolutiva, che comporta che anche i ratti che avveleniamo e i visoni che scuoiamo ci siano imparentati geneticamente proprio come le vittime umane del nostro etnocentrismo


e dato che la volontà di depredare gli altri gruppi umani o escluderli dai propri privilegi precede i costrutti sette-ottocenteschi si vede bene come la viability delle categorizzazioni umane venga a traino degli interessi particolaristici a prescindere da quel che i cultori della "verità scientifica" si sforzano di dimostrare


Io capisco a sufficienza quello che pensi tu e so abbastanza bene che se obietti che l'esistente è tale perché costruito mediante la comunicazione è perché alla fine vuoi andare a parare nelle solite aberrazioni del tipo "essere uomo o donna non è una realtà, ma una costruzione arbitraria del sé" o blablabla del genere. Puoi variare qualche nota, ma alla fine la musica è sempre la medesima. Salvo poi ritrarti quando si tratta di applicare lo stesso "schema" alle tue fissazioni sui bipedi implumi.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

