
Originariamente Scritto da
Giò
Conta molto, invece, perché se un regime crolla più per motivi interni che per motivi esterni, vuol dire che la debolezza di quel regime è stata dovuta a suoi problemi endogeni, mentre invece se la debolezza è stata dettata dalla pressione internazionale, via via sempre più forte e stringente, significa che i problemi più pesanti non erano dovuti alla struttura della società sudafricana. Se io muoio per un tumore è un conto, se muoio per colpa di un incidente stradale causato dall'inavvertenza di un altro guidatore è un altro paio di maniche. Il movimento anti-apartheid ebbe una forza crescente grazie agli aiuti internazionali che ricevette dall'estero, non esclusa l'URSS che aveva interesse a destabilizzare uno Stato indubbiamente anticomunista. Nel caso dell'ANC e di altri gruppi a supporto delle rivendicazioni dei negri, vale un po' lo stesso discorso di tutti i nazionalismi terzomondisti dell'epoca: puoi pure pensare di essere uguale ai colonizzatori bianchi, puoi anche armarti e rivoltarti per indurli ad andarsene o a gettare la spugna, lasciandoti il potere, però questo non significa che tu sia all'altezza della situazione e non significa nemmeno che la premessa del tuo ragionamento sia corretta. Anzi, se sei in buona fede, è anche probabile che tu abbia creduto sinceramente alla premessa di cui sopra, ma ciò non toglie che tu sia stato ingannato. I governi sudafricani, peraltro, col tempo avevano stemperato gradualmente la portata dell'apartheid e le stesse norme che vietavano i matrimoni misti erano state in parte modificate, per poi essere abolite nel 1985. La prosecuzione dell'apartheid ebbe il sostegno anche di una parte della comunità nera, non solo dei bianchi. Infine, due ulteriori precisioni: 1) per anni il governo sudafricano intrattenne rapporti con lo Stato d'Israele, anche se poi quest'ultimo gli girò le spalle al "momento opportuno", e Mandela è sempre stato un sostenitore dichiarato della causa palestinese. Nulla di cui stupirsi che l'Iran khomeinista abbia tagliato i rapporti con uno Stato "razzista" alleato d'Israele, considerato anch'esso uno Stato "razzista" dall'Iran; 2) ho sottolineato l'esistenza di problematiche e di squilibri anche in altre società per rimarcare il fatto che un regime ingiusto globalmente o parzialmente non è necessariamente destinato, in modo ineluttabile, al crollo.