
Originariamente Scritto da
Giò
E' sempre molto esilarante vedere non cristiani, per non dire agnostici, atei e laicisti conclamati discettare su cosa sia o non sia cristiano o su cosa sia poco o tanto cristiano. Se vuoi proprio porla in termini di etica cristiana, il testatore è obbligato moralmente a dare la quota di legittima a ciascun figlio, mentre invece la quota disponibile può darla o distribuirla a chi meglio crede. E' obbligato moralmente a darla a qualche figlio in particolare, se quest'ultimo si trova in estrema o grave necessità oppure se è in una situazione più o meno considerevolmente peggiore degli altri eredi. Al di fuori di questi casi, il testatore può dare quella quota a chi vuole e per i motivi che vuole senza violare né la giustizia né la carità cristiana. Ovviamente, il danno non sussiste perché al figlio adottivo spetta in senso stretto solo la quota di legittima.
Cosa c'è di più eugenetico del ritenere che una vita non sia degna di essere vissuta solo perché quella vita è affetta da tare genetiche?