

Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


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"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


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"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Io ripeto solo perché tu non rispondi od eludi. Se mi avessi risposto nel merito, anziché ricorrere a copia-incolla wikipediani o a replicare elusioni già scritte, il problema non si porrebbe. E' troppo facile dire "il 99% dei genetisti dà ragione a me, quindi hai torto e se fai obiezioni sei stronzo e sbagli perché io sono Aladar e c'ho la laurea" perché in primis si dà per scontato che il 99% dei genetisti ti dia ragione, ma non è così e se cade la premessa vengono meno pure le conclusioni, ed in secundis è un modo come un altro per azzerare la discussione sui contenuti con la classica fallacia dell'argumentum ab auctoritate.
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"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).




Sì, e ripeto: sarà un caso che i raggruppamenti più "omogenei", diciamo così, per ancestralità sono quelli che presentano anche, come dire, una certa comunanza di tratti somatici?
Quindi questo articolo serviva solo all'autrice per aumentare il numero delle sue pubblicazioni da sfoggiare nel CV?![]()
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"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


hai citato grandi musicisti di due, tre secoli fa. se non abbiamo niente di più recente, non è che possiamo chiedere ad un ragazzo di vent'anni di trovare l'identità nazionale nella musica.
occorre anche aggiungere che si era parlato di un regista cinematografico e di un gruppo musicale, non di sola musica.




Se, nei millenni passati, l'uomo avesse ragionato così, oggi, non esisterebbe quella "specificità" che ti è tanto cara: una cultura che si chiude in se stessa (erigendo muri e scavando fossati, nell'illusoria speranza di tenere fuori il mondo), è una cultura che si auto-condanna all'estinzione.


Il passato ci insegna che le civiltà vincenti sono state quelle che hanno saputo affrontare le sfide dei loro tempi senza smarrire se stesse e la propria identità. Quelle che invece hanno perso di vista ciò che erano sono miserabilmente crollate o si sono condannate ad una lenta agonia che le ha portate o ad estinguersi o a confluire in altre. La dicotomia tra "chiusura mentale" e "mentalità aperta" è una delle tante false dicotomie della retorica progressista, volta a dividere manicheisticamente il mondo in "buoni" e "cattivi", nonostante la reiterata dichiarazione d'insussistenza di categorie morali certe ed oggettive. Marco Polo esplorò l'Estremo oriente ma quando tornò in Italia non disse mai che Venezia avrebbe dovuto far stabilire nei suoi territori ingenti masse di cinesi e giapponesi.
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