
Originariamente Scritto da
emv
"La fede è fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono". Quella di cui tu parli è la visione, non la fede che è per definizione una scommessa dal punto di vista razionale.
Pascal il grande teologo e uno dei padri dell'Informatica diceva: cos'hai da perdere?
Non amo le definizioni altrui, per quanto grandi siano. Peraltro questa merita una risposta. Se dovessi credere, in una qualunque religione, dovrei adattarmi a considerare verità assolute, non adattabili alla conoscenza che muta, ed alla curiosità di conoscere.
Quella curiosità che ha portato la scimmia che eravamo a scendere dalle piante.
E' l'uomo che progredisce, la fede si adatta, ma arrancando e difendendo le sue posizioni, talvolta come fanno i virus, mutando le sue sembianze, come fanno le tante sette che derivano dal cristianesimo.
Cosa ho da perdere? A parte il mio senso della logica, sul piano pratico ti cito l'omofobia, o il contrasto all'aborto, frutto, dicono, della sacralità della vita (peraltro di scoperta cattolica recente ), e, chissà perchè, anche il divieto ai contraccettivi, che causa milioni di nascite indesiderate oltre che devastanti malattie.
Visto il peso politico della Chiesa, ma non solo la nostra, le leggi si adattano con difficoltà alle situazioni non omologate, e la collettività ne risente: 8 ginecologhi su 10 praticano l'obiezione di coscienza, e naturalmente non viene eseguita negli ospedali di proprietà della Chiesa( chissà perchè ne possiede..).
Una piccola cosa come ricordo personale: ho fatto il militare tanti anni fa, e la domenica c'era la messa,a Napoli in pieno luglio. Durava due ore, con l'elmetto in testa, ed era obbligatoria. Qualcuno sotto il sole sveniva. E' capitato i primi tempi che qualcuno non volesse andarci, nel qual caso la corveè ai cessi era sua per settimane.
Banalità, certo, ma mi sono permesso un piccolo inciso.
Quindi possiamo fare da noi, giusto. Ma perchè per forza ciò vuol dire "possiamo fare solo da noi" e non "anche da noi"?