
Originariamente Scritto da
emv
Anche se il tuo intervento è ben scritto nasconde un'insidua tra le righe: "perchè ontologicamente non c'è differenza o confine tra il sasso e la mia mano che lo brandisce".
Nella mia esperienza accade che ad un pensiero di movimento si muove sempre un certo corpo e non il sasso.
E' quel corpo che vedo intorno al mio campo visivo. Che vedo per intero in uno specchio.
Mentre altri corpi, del tutto simili, li vedo a 360°. A me risulta che si muove sempre questo corpo. Non si sono mai mossi sassi o altri oggetti.
Nè si sono mai mossi altri corpi. Da ciò penso che ci sia una relazione stretta ontologica tra il pensiero e questo corpo e li chiamo "mio pensiero" e "mio corpo" e questa relazione in astratto la chiamo "persona" e in concreto "la mia persona".
Poi se nella tua esperienza non ci sono confini tra te e il sasso e magari riesci a spostare col pensiero altri corpi, sei tu che devi dirmelo...
Mi pare quindi che credi in un rigido determinismo che nega la libertà umana.
L'ossimoro che noti non c'è perchè non ho detto "La libertà consiste nel fare ciò che si deve" ma "La libertà vera in effetti consiste nel fare ciò che si deve." Poi c'è la parola "in effetti". E' chiaro che faccio la premessa dei limiti dell'esistenza. La libertà assoluta non esiste. Niente esiste in assoluto nella realtà. La realtà è un "soluto" dei concetti astratti calati nell'esistenza. E' una libertà attenuata rispetto ai concetti astratti. Ma questa data libertà c'è e la volontà umana è interrogata dagli eventi. Per il cristiano la volontà è libera, efficace davanti agli eventi.
Inecceppibile la prima parte sugli eventi.