



@Darwin
Gli sciacalli lavorano




Lamarckiano direi... Il resto è puro delirio. Ah, manca la relazione fra pipistrelli e vampiri. Scommetto che fra un po' si risveglieranno anche quelli. Meglio acquistare qualche chilogrammo d'aglio, un po' di paletti appuntiti di frassino e una pistola con proiettili d'argento, non si sa mai...![]()
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Il fatto è che i nostri sensi ci descrivono un mondo di simboli che scambiamo per realtà.
Quando di fatto tali simboli non sono altro che la rappresentazione di una verità superiore.
Di fatto quello che aveva compreso l'adolescente Leonardo da Vinci nella bottega di Andrea del Verrocchio.
"Se le persone corrotte si uniscono fra loro per costituire una forza, le persone oneste devono fare lo stesso"
(Lev Tolstoj)


I tuoi sensi alterano la realtà in quanto filtrati dall'esigenza di adattarla al tuo credo. Sui pipistrelli la scienza ha ovviamente pinione più solida.![]()
Una mutazione in un singolo gene avrebbe consentito ai pipistrelli di far crescere le ali e di cominciare a volare, uno sviluppo che potrebbe spiegare perché questi animali hanno fatto la loro comparsa così all'improvviso, circa 50 milioni di anni fa, nei reperti fossili. I più antichi pipistrelli fossili, infatti, assomigliano notevolmente a quelli moderni: possiedono ali formate da membrane tese fra le lunghe dita, e strutture auricolari progettate per la localizzazione dell'eco. Non è mai stato trovato alcun fossile di un animale intermedio fra i pipistrelli e i mammiferi loro antenati che non volavano. Ora Karen Sears dell'Università del Colorado ne ha scoperto il motivo. Cercando di capire da dove si sono evolute le dita specializzate dei pipistrelli, Sears ha confrontato il loro sviluppo embriologico con quello delle dita dei topi. In entrambi gli animali, le dita si formano da cellule di cartilagine che si dividono e maturano in ossa in regioni chiamate placche di accrescimento. Nei pipistrelli, tuttavia, una regione chiave chiamata zona ipertrofica risulta molto più grande rispetto ai topi, e questo consente alle loro dita di diventare più lunghe. La differenza è controllata da un singolo gene, BMP2, che fa parte di una famiglia di geni importanti per lo sviluppo degli arti nei mammiferi. Sears ha scoperto che nella regione ipertrofica dei pipistrelli, ma non nei topi, è presente una proteina prodotta da BMP2. Applicando questa proteina alle dita di embrioni di topi che crescevano in laboratorio, queste si sono allungate proprio come nei pipistrelli. Secondo la ricercatrice, i pipistrelli hanno cominciato a evolversi quando questo gene è stato attivato. Nonostante si tratti di un piccolo cambiamento, la capacità di sviluppare dita più lunghe potrebbe spiegare come mai i pipistrelli hanno sviluppato il volo così rapidamente. Lo studio è stato presentato al convegno della
Society of Vertebrate Paleontology di Denver.![]()


I colombi sono molto più feroci dei pipistrelli, GNU-GPL


Doppio


Boh, il cannibalismo fino a diversi decenni fa esisteva anche nella specie umana... Peraltro, i cattolici sono cannibali che si nutrono in continuazione del corpo e del sangue del povero Cristo. A tale scopo è stata inventato il misterioso quanto prodigioso meccansimo della transustanziazione...![]()
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La Fisica dei Quanti dimostra in modo inequivocabile che la realtà che ci circonda è una riproduzione tridimensionale di simboli ed archetipi di natura trascendente.
Le scoperte di Pauli e di Jung sono La Scienza e non sono chiacchiere al vento.
[...] A Jung, e a Pauli, stava piuttosto a cuore lo sforzo comune di ricercare, ma a livello puramente simbolico, l’archetipo della “coniunctio” che infatti, a detta di entrambi, governa il loro scambio. Da questo punto di vista interessantissime, anche se non sempre comprensibili a un non esperto del settore, le associazioni libere che, proprio sul piano di un’ermeneutica simbolica, compie Pauli in quelli che definisce i suoi “sogni di fisica”. La scoperta e la crescente familiarizzazione con i simboli dell’inconscio svelò a Pauli che la realtà che la fisica indagava costituiva “una sezione unidimensionale di un mondo bidimensionale dotato di senso, la cui seconda dimensione non poteva che essere costituita dall’inconscio e dagli archetipi”, e gli permise di prendere in esame i vantaggi di una prospettiva che “sacrifica l’obiettività” in favore della “completezza”, stimolando tesi che discusse con Bohr e Einstein e che poi lo condurranno alla formulazione di quel “principio di esclusione” che gli varrà il Nobel 1945.
https://www.doppiozero.com/materiali...psiche-e-atomi
"Se le persone corrotte si uniscono fra loro per costituire una forza, le persone oneste devono fare lo stesso"
(Lev Tolstoj)