



Non volevo semplificare troppo il problema.
Gli umani rispondono personalmente delle proprie azioni, se sono errate.
Nel caso dell' IA, chi è il responsabile?
Il progettista sw? il costruttore dell'auto? il proprietario? Il guidatore?
No, la sfiga non è contemplata tra i responsabili.
Ah, e l'IA risponde a criteri probabilistici, non deterministici.
Non prendete la vita troppo sul serio, comunque vada non ne uscirete vivi. - Robert Oppenheimer
Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati. - B.B.
POL Progressista




Non ci siamo capiti, io ho detto che non ci sono problemi nel risolvere quelle problematiche da te elencate, mica che non ci sono problemi in generale. Anzi la mia opinione è che la guida autonoma non verrà mai applicata del tutto, e le ricerche in tal senso serviranno in futuro a rendere più sicura la guida manuale, ma non a eliminarla del tutto.
Spaghetti e pistole


Avete un'idea distorta dell'IA. L'IA non apprende da sola, non è un essere umano, una rete neurale deve essere addestrata (da un uomo o da un altro software, ma non cambia niente, l'altro software l'ha fatto comunque un essere umano). L'IA deciderà secondo modelli probabilistici in base alle "direttive" dell'ingegnere.
Spaghetti e pistole


È chiaro: gli algoritmi sceglierebbero il male minore, cioè auto1 investe il cane e auto2 sterza e va fuori strada.
Il problema è: tu compreresti un'auto sapendo che in casi come questi sacrificherebbe la tua vita per il male minore?
Il problema non sono quindi tanto gli algoritmi, ma le persone...


Non hai capito nulla dell'AI.
È l'esatto contrario degli algoritmi deterministici.
Ad esempio negli algoritmi di riconoscimento immagini spesso il computer giunge a soluzioni innovative e del tutto impreviste dai programmatori. Assomiglia molto al modo di imparare dei bambini.
In un celebre caso un si è scoperto che l'algoritmo riconosceva gli husky sulla base dello sfondo della foto (se c'era neve o no, cosa mai codificata dai programmatori).




Sei tu che hai scritto che gli algoritmi di AI non imparano da soli: invece è l'esatto contrario. E' l'essenza stessa dell'AI.
L'essere umano si limita a fornire i dati e il metodo di apprendimento. Ma non influenza in alcun modo il risultato finale. Spesso non sa neppure come l'algoritmo sia giunto ad una determinata soluzione.
Se il programmatore decide in qualche modo il risultato finale non si può parlare di AI.


Non decide il risultato finale perché l'AI viene usata proprio quando il numero di possibili casi è troppo elevato per effettuare un attacco a forza bruta, e bisogna quindi ricorrere alla statistica. L'AI è meno efficace di un software deterministico quando il numero di casi da prendere in considerazione non è elevatissimo, è più efficace altrimenti. Gli algoritmi di AI non imparano da soli, imparano mediante addestramento umano. Una rete neurale destinata al riconoscimento veicoli verrà addestrata da un essere umano che immetterà un numero enorme di veicoli in ingresso alla rete e li etichetterà in base al tipo. Dirà questa è una moto, questa un'automobile, questo è un camion, per migliaia di veicoli. A quel punto la rete neurale avrà imparato a riconoscere con ottima probabilità una moto, un'automobile e un camion. Ma se l'essere umano non gli avrà fornito in ingresso un motocarro, l'AI non imparerà da sola a riconoscere un motocarro, ma lo scambierà per una moto o per un'automobile. La rete neurale non ha capacità di pensiero al di là di quello che è destinata a fare e di quello per cui è stata addestrata.
Spaghetti e pistole