Balle. Le bellissime matrioske le potevi comprarle a Beriozka, ma tu forse non volevi spendere.
I negozio d’arte vendevano i vasi di legno fatti a mano e dipinti a mano, né ho tre a casa, pezzi unici.
Vendevano i quadri dei pittori emergenti. Adesso valgono un sacco di soldi.
Nei negozi di seconda mano potevi compare le porcellane antiche. Bellissime. Costavano molto per me, ma non per te, Nordista.
Se le avessi comprate, adesso avresti oggetti bellissime e di valore.
Perché non le hai comprate?
C’erano i samovar, gli stranieri ne andavano pazzi, né ho uno a casa, faccio le foto e poi le posto, c’erano lampade blu e al quarzo per i dolori e per disinfettare ambienti, peccato che non ci ho pensato di comprarle.
C’erano diamanti. Bellissimi. Con la montatura in platino.
C’erano vetri dipinti a mano, molto belli.
Prima di venire in Italia e sapendo relativamente poco dell’Italia, ho acquistato dei bicchieri degli anni ‘50, dietro di me era un italiano, si è rammaricato moltissimo di non averli presi lui. Mi ha chiesto se glieli vendevo.
C’erano vasi di cristallo, fatti molto bene.
C’erano coperte di lana di cammello.
Né ho due, sono calde e leggere. Avranno 50 anni e funzionano ancora.
C’erano macchine fotografiche valide, binocoli, orologi, giocattoli in legno e celluloide ( introvabili altrove), costrizioni in acciaio e legno, bellissimi, profumi che producevano nei paesi Baltici e che vendevano anche all’estero.
La benzina americana profuma? Di cosa, di rose?
Qui ti do ragione. Le macchine erano poche, cosavano uno sproposito, non c’erano in libera vendita, l”attesa poteva durare anche 10 anni.
La tecnologia sovietica era arretrata in generale, le donne sovietiche hanno faticato molto.
Non c’erano lavatrici, ad esempio, tutto si lavava a mano.
C’erano file chilometriche per le cose di prima necessità, tipo collant di cotone, lino, lenzuola, shampoo buono ecc.
Ho sempre pensato: come mai i negozi sono pieni di diamanti, oro, platino, vetri pregiati, ma non collant di cotone e polli sani.






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