l generale Battisti spiega tutti i motivi per cui la controffensiva ucraina finora ha fallito
Scarso addestramento, mancato effetto sorpresa, poco coordinamento delle operazioni da parte dei vertici militari ucraini e soprattutto grave sottovalutazione del nemico: per questo secondo il generale Giorgio Battisti la controffensiva di Kiev contro la Russia finora ha fallito.
Intervista a Generale Giorgio Battisti
rafrasando il titolo di un famoso romanzo di Erich Maria Remarque potremmo dire "Niente di nuovo sul fronte orientale". Dopo oltre un mese la controffensiva ucraina non ha sostanzialmente portato a nessun risultato apprezzabile come probabilmente si attendevano sia i vertici di Kiev che quelli di Nato e Unione Europea. Ieri lo stesso presidente Zelensky ha ammesso che l'attacco è stato lanciato troppo tardi ed ha incolpato di ciò i ritardi nelle forniture di armi ed equipaggiamenti da parte dell'Occidente, ritardi che hanno consentito all'esercito russo di organizzare efficacemente le proprie linee difensive. Chiaramente questa è la posizione del capo di uno Stato che non riesce a mantenere fede alle promesse fatte qualche mese fa, quando disse che il conflitto sarebbe terminato probabilmente entro la fine dell'estate.
Al momento Russia e Ucraina stanno conducendo una guerra di logoramento: nessuno dei due riesce a prevalere nettamente sull'altro. Gli stessi vertici ucraini riferiscono di progressioni di poche centinaia di metri al giorno a est di Bakhmut e di qualche chilometro nell'area di Zaporizhzhia, la zona probabilmente più sensibile del fronte. Parliamo di risultati veramente limitati: di fatto gli ucraini non sono riusciti neanche a intaccare la prima linea difensiva russa, ma sostengono di non aver ancora lanciato l'attacco decisivo impiegando le altre nove brigate di riserva – circa 50mila uomini – di cui dispongono. Kiev spera anche in un crollo psicologico delle truppe russe, ma questo cedimento al momento non si è ancora visto.
Cosa non sta funzionando nella controffensiva ucraina?
I motivi del fallimento della controffensiva ucraina possono essere tanti. Forse Kiev ha sopravvalutato le proprie capacità e avuto eccessiva fiducia nel supporto fornito dall'Occidente sia in termini di mezzi da combattimento che di addestramento del personale. Più fonti occidentali accreditate riferiscono che dallo scorso inverno sono stati formati oltre 50mila soldati ucraini secondo gli standard Nato, sulla carta migliori di quelli della controparte russa. Probabilmente però Kiev non ha fatto i conti con la Russia, un Paese che storicamente riesce sempre a migliorare le proprie capacità operative facendo tesoro degli errori commessi: questo è avvenuto contro i tedeschi nella Seconda Guerra Mondiale e ancora prima, nel 1939/1940, contro la Finlandia. La Russia oggi non ha più la capacità di condurre grandi offensive: consapevoli di questo limite dovuto alla mancanza di personale, si sono fortificati consolidando le posizioni acquisite. Così, lungo un fronte lungo oltre mille chilometri, Mosca ha creato più linee difensive intervallate da fossati anticarro, campi minati, armi controcarro. Queste difese hanno fatto sì che, soprattuto nei primi giorni della controffensiva, Kiev perdesse molti uomini ma anche decine di carri armati Leopard I e II (che sembrava dovessero risolvere il problema), veicoli da trasporto truppe Bradley e molto altro.
zelensky sostiene che la lentissima progressione è dovuta a scarse forniture di armi da parte dell'Occidente. Tuttavia due mesi fa il comandante militare della Nato, generale Christopher Cavoli, dichiarò che il 98% dei veicoli da combattimento promessi all'Ucraina dagli alleati erano stati consegnati. Insomma, Kiev ha solo un problema di equipaggiamenti militari?
No, io penso che i problemi siano anche altri. Kiev non ha valutato adeguatamente le capacità difensive russe. Inoltre l'Ucraina non dispone di capacità aerea e può contare su una limitata capacità contraerea: questo significa che le colonne di soldati che avanzano sono sottoposte al fuoco d'artiglieria russo, ma anche ad attacchi aerei portati da elicotteri da combattimento, jet e cacciacarri. L'aviazione russa non può spadroneggiare, ma può muoversi comunque con una relativa facilità. E storicamente senza una forte copertura aerea ogni offensiva è soggetta ad essere duramente attaccata. Ma a tutto ciò va aggiunto altro: i migliori soldati ucraini sono stati logorati nella difesa di Bakhmut durata dieci mesi, città con un valore strategico assai limitato. La conseguenza è che a combattere oggi sono soprattutto giovanissimi e riservisti anziani scarsamente addestrati e impreparati ad affrontare il fuoco nemico. Inoltre l'afflusso di mezzi occidentali non è sempre stato adeguatamente coordinato e sincronizzato dallo stato maggiore ucraino. Per finire: da punto di vista teorico ogni offensiva necessità di un elemento di sorpresa: tale elemento non c'è mai stato perché da mesi si parlava di un attacco ucraino. E i russi ne hanno approfittato…
Gli Stati Uniti hanno annunciato l’invio di bombe a grappolo, armi estremamente controverse e pericolose anche per i civili a guerra conclusa. Cosa ne pensa?
Innanzitutto stando a quanto riferiscono diverse fonti sul campo di battaglia sia i russi che gli ucraini stanno da tempo impiegando cluster bombs: né gli Stati Uniti, né la Russia e l'Ucraina sono infatti tra i 123 Paesi, dei 193 che compongono l'Assemblea Generale dell'ONU, che nel 2008 hanno firmato la Convenzione sulle munizioni a grappolo che ne proibisce sempre l'utilizzo. Queste armi sono molto controverse: si tratta di proiettili che a una certa altezza si apro
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I motivi del falli
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