Re: La morale progressista
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Narel Jarvi
Tu vuoi importi sugli oppressori semplicemente mettendogli l'etichetta addosso.
Se dico che sei un fascista, posso metterti in galera?
Esatto. Per proteggere la libertà degli individui non è sufficiente che lo stato non violi la loro libertà, ma deve anche prendere provvedimenti per fare in modo che gli individui non possano violare le libertà di altri individui. In pratica la libertà consiste di diritti negativi (lo stato che evita di fare qualcosa per violare la libertà) e di diritti positivi (lo stato che interviene per proteggere e promuovere la libertà degli individui).
L'oppressione infatti è sbagliata sia che venga dallo stato, sia che venga da un altro individuo. Perché le persone siano libere entrambi i tipi di oppressione devono essere rimossi.
La teoria è facile. Davvero molto facile! Il tuo contorsionismo dialettico è spettacolare.
Re: La morale progressista
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Narel Jarvi
No, eppure penso che il matrimonio e l'ordine sacro siano preferibili.
Allora quando ti sposi tu per te stesso puoi preferire quello che vuoi
Re: La morale progressista
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Robert Owen
Se tu sei proprietario del tuo terreno allora puoi potare le siepi nel tuo giardino, ma non puoi potare quelle del giardino del vicino. Questa è violazione di proprietà.
Quindi se tu sei il proprietario del tuo corpo puoi potare le siepi sul tuo corpo e non sul corpo di un altro. Se le poti sul corpo di un altro è violazione di proprietà.
I tuoi argomenti sono talmente contorti da sembrare trolling. Ti stai facendo delle risate? @
Narel Jarvi
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Robert Owen
Esatto. Per proteggere la libertà degli individui non è sufficiente che lo stato non violi la loro libertà, ma deve anche prendere provvedimenti per fare in modo che gli individui non possano violare le libertà di altri individui. In pratica la libertà consiste di diritti negativi (lo stato che evita di fare qualcosa per violare la libertà) e di diritti positivi (lo stato che interviene per proteggere e promuovere la libertà degli individui).
L'oppressione infatti è sbagliata sia che venga dallo stato, sia che venga da un altro individuo. Perché le persone siano libere entrambi i tipi di oppressione devono essere rimossi.
La teoria è facile. Davvero molto facile! Il tuo contorsionismo dialettico è spettacolare.
Sono i tuoi argomenti ad essere puerili, abbiamo discusso di matrimonio, omosessualità, eutanasia senza bisogno di far ricorso alle siepi, perché quello è un esempio da bambino di un anno, come spiegare la sessualità con le api e i fiori.
Parimenti ti chiedo: se dico che sei un fascista, posso metterti in galera? Rispondi esatto, demenziale, cioè se basta dirti fascista per metterti in galera, perché non ti consegni al commissariato più vicino? Sei un fascista corri a costituirti.
Poi sarei io il troll contorto. Difficilmente offendo, però qui ha ragione Sentenza, siamo a livelli di stupidità che quasi non credo tu sia reale, ma che stia solo recitando la parte.
Re: La morale progressista
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Vinnie Tobacco
Allora quando ti sposi tu per te stesso puoi preferire quello che vuoi
@Vinnie Tobacco
Cosa pensi di aver concluso con questa brillante affermazione? Se invece preferivo fare una rapina in banca andava tutto bene?
Re: La morale progressista
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Guy Fawkes
Se il diritto poggia solo sulla forza (militare, politica, economica) di chi lo sostiene e non ha nessuna forza in se stesso, allora i concetti come Giustizia, Etica e Moralità sono solo vuote parole: colui che ha questa forza decide cosa sia buono e cosa cattivo, e se poi arriva uno più forte e prende il potere, se quest'ultimo decide che quello che prima era giusto è ora sbagliato e viceversa non c'è nessun problema.
Beh è per questo che hanno inventato le democrazie
Re: La morale progressista
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Robert Owen
Lo stupro consiste nell'imporre a una persona un atto sessuale privandola della libertà di scegliere.
Privare una persona della libertà di scelta, in qualsiasi ambito (anche non sessuale), è eticamente paragonabile allo stupro. I neofascisti, comunque, vanno a toccare pure la libertà sessuale: dire che tu DEVI andare con le donne, anche se non ti piacciono, e non puoi andare con gli uomini (sebbene ti piacciano), è fondamentalmente apologia dello stupro. Infatti loro vorrebbero scegliere per gli altri con chi devono andare a letto.
Uno può preferire una società basata sulla violenza e sul sopruso, quindi alla fine l'etica è soggettiva, ma se uno rigetta l'etica liberale deve avere il coraggio di ammettere che è favorevole alla violenza, nonché a una qualche forma di stupro. Se c'è una cosa che odio dei neofascisti è l'ipocrisia. Non hanno nemmeno il fegato di dire che amano lo stupro. @
Narel Jarvi
E' molto complicato il concetto di libertà e non lo puoi restringere all'etica liberale
Esiste anche l'imbroglio che tende a ledere i diritti altrui. Se ti sposi e tua moglie ti dice sempre no non puoi stuprarla, ma lei viene meno ad un contratto che ha sottoscritto con te. Quindi come ci si difende in questo caso? Valgono di più i suoi diritti o i tuoi di marito. Dove inizia la tua violenza e dove la sua? Prevale la sua libertà o la sua?
Devi partire da basi di onestà per esigere la libertà. E non sempre è così
Re: La morale progressista
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Originariamente Scritto da
alfa-beta
E' molto complicato il concetto di libertà e non lo puoi restringere all'etica liberale
Esiste anche l'imbroglio che tende a ledere i diritti altrui. Se ti sposi e tua moglie ti dice sempre no non puoi stuprarla, ma lei viene meno ad un contratto che ha sottoscritto con te. Quindi come ci si difende in questo caso? Valgono di più i suoi diritti o i tuoi di marito. Dove inizia la tua violenza e dove la sua? Prevale la sua libertà o la sua?
Devi partire da basi di onestà per esigere la libertà. E non sempre è così
Sto guardando un documentario, Kappler quando seppe che la moglie lo tradiva semplicemente divorzio.
Re: La morale progressista
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Gianluca C.
Beh è per questo che hanno inventato le democrazie
Che se si basano solo sul concetto che il gruppo più numeroso decide cosa sia giusto o sbagliato, diventano mere dittature della maggioranza.
Re: La morale progressista
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Originariamente Scritto da
Guy Fawkes
Che se si basano solo sul concetto che il gruppo più numeroso decide cosa sia giusto o sbagliato, diventano mere dittature della maggioranza.
Ed è per evitare che diventino dittature della maggioranza che hanno anche inventato le costituzioni
Re: La morale progressista
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Originariamente Scritto da
Narel Jarvi
Il metafisico Kant ha avuto il merito di mettere un po' d'ordine, ma dicendo anche un bel pacchetto di scemenze.
Ti ricordo che il noumeno esiste, mica è un nulla assoluto.
Non ho mai approfondito particolarmente Kant perché non amo il suo modo di esprimersi, però per chiamarlo metafisico basta anche un manuale del liceo:
"Come si vede, Kant, dopo avere criticato la concezione tradizionale della metafisi-
ca come scienza, cioè come pretesa di conoscere l’essenza delle realtà intelligibili e
di dedurne matematicamente le proprietà, qui introduce una diversa concezione
della metafisica, consistente nel rilevare, da parte della ragione attraverso l’uso rego-
lativo delle sue idee, l’insufficienza dell’esperienza e la sua tendenza a ordinarsi uni-
tariamente verso un Principio ad essa trascendente. Tale Principio non è mai ogget-
to di conoscenza diretta, tuttavia la sua esistenza è necessariamente richiesta dalla
stessa esperienza, come condizione della sua completa intelligibilità."
"C’è tuttavia un senso in cui, secondo Kant, si può parlare legittimamente di meta-
fisica, precisamente di «metafisica della natura», cioè quando ci si serve di questa
espressione per indicare la dottrina a priori delle strutture intellettuali su cui si fon-
da la fisica. All’esposizione di questa metafisica della natura, la quale ha per oggetto
soltanto i princìpi universalissimi della fisica, Kant ha dedicato la sua opera intitola-
ta, appunto, Princìpi metafisici della scienza della natura, pubblicata nel 1786, cioè tra la
prima e la seconda edizione della Critica della ragion pura."
Berti e Volpi da Storia della filosofia
Poi abbiamo scoperto che nemmeno la scienza moderna è capace di conoscere l’essenza delle realtà intelligibili e di dedurne matematicamente le proprietà e che (nonostante ciò) forse qualcosa da dire sulla cosa in sé continua ad esserci.