Re: La morale progressista
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Originariamente Scritto da
Gianluca C.
Ed è per evitare che diventino dittature della maggioranza che hanno anche inventato le costituzioni
Le quali limitano tale possibilità, ma se qualcuno chiede in base a quale principio stabiliscono questi limiti, siamo daccapo, perché se è solo la maggioranza dei votanti, o dei parlamentari costituenti eletti, a indicare tali limiti sulla costituzione, questi limiti avranno un valore relativo.
Re: La morale progressista
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Originariamente Scritto da
Narel Jarvi
Non ho mai approfondito particolarmente Kant perché non amo il suo modo di esprimersi, però per chiamarlo metafisico basta anche un manuale del liceo:
"Come si vede, Kant, dopo avere criticato la concezione tradizionale della metafisi-
ca come scienza, cioè come pretesa di conoscere l’essenza delle realtà intelligibili e
di dedurne matematicamente le proprietà, qui introduce una diversa concezione
della metafisica, consistente nel rilevare, da parte della ragione attraverso l’uso rego-
lativo delle sue idee, l’insufficienza dell’esperienza e la sua tendenza a ordinarsi uni-
tariamente verso un Principio ad essa trascendente. Tale Principio non è mai ogget-
to di conoscenza diretta, tuttavia la sua esistenza è necessariamente richiesta dalla
stessa esperienza, come condizione della sua completa intelligibilità."
"C’è tuttavia un senso in cui, secondo Kant, si può parlare legittimamente di meta-
fisica, precisamente di «metafisica della natura», cioè quando ci si serve di questa
espressione per indicare la dottrina a priori delle strutture intellettuali su cui si fon-
da la fisica. All’esposizione di questa metafisica della natura, la quale ha per oggetto
soltanto i princìpi universalissimi della fisica, Kant ha dedicato la sua opera intitola-
ta, appunto, Princìpi metafisici della scienza della natura, pubblicata nel 1786, cioè tra la
prima e la seconda edizione della Critica della ragion pura."
Berti e Volpi da Storia della filosofia
Poi abbiamo scoperto che nemmeno la scienza moderna è capace di conoscere l’essenza delle realtà intelligibili e di dedurne matematicamente le proprietà e che (nonostante ciò) forse qualcosa da dire sulla cosa in sé continua ad esserci.
A tal proposito, sempre dal manuale di cui sopra:
"In particolare Leibniz giudica irrinunciabile la dottrina della «forma sostanziale», secondo la quale ciò che determina
le sostanze nel loro essere e nel loro comportamento è precisamente la loro essenza."
"In tal modo Leibniz mostra di avere compreso che la Fisica di Aristotele non con-
tiene una scienza della natura nel senso moderno del termine, cioè una fisica, ma
una filosofia generale, cioè una metafisica, la quale non solo continua ad essere vali-
da dopo la scoperta della scienza moderna, ma anzi è necessaria per fornire le spie-
gazioni ultime di quei fenomeni di cui la scienza moderna fornisce invece le spiega-
zioni più immediate."
Sostanzialmente riguardo all'attacco della scienza moderna alla metafisica c'è poco altro da dire.
Dopo Leibniz la filosofia si è occupata quasi solo di gnoseologia arrivando quasi fino a dire che la cosa in sé è il pensiero stesso, ma negando in questo modo qualsiasi veracità alla scienza moderna, compresa un'etica basata su di essa (tanto per ritornare al tema principale del thread).
Come dico spesso l'unico modo per dare qualche valore alla scienza moderna è ricominciare da Aristotele, Tommaso, Leibniz con tutto ciò che consegue visto che tutti e tre hanno ammesso l'esistenza di un Dio-Tutto onnisciente.
Nota bene: Severino fino a La struttura originaria è sulla medesima strada di questi giganti, la novità posteriore è che nega la libertà del Dio-Tutto onnisciente, ma di nuovo questo nega la veracità della scienza moderna e addirittura la possibilità stessa dell'etica.
Siamo sempre fermi al nicciano: "Dio è morto e mo' so' cazzi", l'unica possibilità per l'etica e la morale, l'unica alternativa all'anarchia, continua ad essere un Dio-Tutto libero cioè personale.
Re: La morale progressista
Citazione:
Originariamente Scritto da
Narel Jarvi
A tal proposito, sempre da manuale di cui sopra:
"In particolare Leibniz giudica irrinunciabile la dottrina della «forma sostanziale», secondo la quale ciò che determina
le sostanze nel loro essere e nel loro comportamento è precisamente la loro essenza."
"In tal modo Leibniz mostra di avere compreso che la Fisica di Aristotele non con-
tiene una scienza della natura nel senso moderno del termine, cioè una fisica, ma
una filosofia generale, cioè una metafisica, la quale non solo continua ad essere vali-
da dopo la scoperta della scienza moderna, ma anzi è necessaria per fornire le spie-
gazioni ultime di quei fenomeni di cui la scienza moderna fornisce invece le spiega-
zioni più immediate."
Sostanzialmente riguardo all'attacco della scienza moderna alla metafisica c'è poco altro da dire.
Dopo Leibniz la filosofia si è occupata quasi solo di gnoseologia arrivando quasi fino a dire che la cosa in sé è il pensiero stesso, ma negando in questo modo qualsiasi veracità alla scienza moderna, compresa un'etica basata su di essa (tanto per ritornare al tema principale del thread).
Come dico spesso l'unico modo per dare qualche valore alla scienza moderna è ricominciare da Aristotele, Tommaso, Leibniz con tutto ciò che consegue visto che tutti è tre hanno ammesso l'esistenza di un Dio-Tutto onnisciente.
Nota bene: Severino fino a La struttura originaria è sulla medesima strada di questi giganti, la novità posteriore è che nega la libertà del Dio-Tutto onnisciente, ma di nuovo questo nega la veracità scienza moderna e addirittura la possibilità stessa di etica.
Siamo sempre fermi al nicciano: "Dio è morto e mo' so' cazzi", l'unica possibilità per l'etica e la morale, l'unica alternativa all'anarchia, continua ad essere un Dio-Tutto libero cioè personale.
Il nichilismo è semplice, veniamo dal niente e andiamo verso il niente. Enzo Biagi una sera come me guardava le foto e come me disse "quanti morti" e aggiunse "la vita è passare davanti a una finestra aperta".
Re: La morale progressista
Citazione:
Originariamente Scritto da
mixkey3
Il nichilismo è semplice, veniamo dal niente e andiamo verso il niente. Enzo Biagi una sera come me guardava le foto e come me disse "quanti morti" e aggiunse "la vita è passare davanti a una finestra aperta".
Tutto molto bello, solo che il mio problema incipiente è con cosa combattere Robert Owen che non sia un Kinžal o un Iskander.
Re: La morale progressista
Citazione:
Originariamente Scritto da
mixkey3
Il nichilismo è semplice, veniamo dal niente e andiamo verso il niente. Enzo Biagi una sera come me guardava le foto e come me disse "quanti morti" e aggiunse "la vita è passare davanti a una finestra aperta".
Un po' troppo semplice, mi viene da dire.
Re: La morale progressista
Citazione:
Originariamente Scritto da
Guy Fawkes
Le quali limitano tale possibilità, ma se qualcuno chiede in base a quale principio stabiliscono questi limiti, siamo daccapo, perché se è solo la maggioranza dei votanti, o dei parlamentari costituenti eletti, a indicare tali limiti sulla costituzione, questi limiti avranno un valore relativo.
E l'alternativa che proponi alla democrazia costituzionale quale sarebbe? Il Levitico?
Re: La morale progressista
Citazione:
Originariamente Scritto da
Gianluca C.
E l'alternativa che proponi alla democrazia costituzionale quale sarebbe? Il Levitico?
Potremmo iniziare dal quarto libro della Metafisica di Aristotele.
Re: La morale progressista
Citazione:
Originariamente Scritto da
Guy Fawkes
Un po' troppo semplice, mi viene da dire.
Esiste ciò che esiste non ciò che ci piace, io non lo so, per me è così, se poi esiste Dio finirò dannato ma lo vedo solo quando alzo il gomito, allora divento mistico.
Io sono stato comunista, bestemmiatore, bevo, fornici, il cancro lo dovevo prendere io che lo merito non mia sorella che ha sempre rispettato le regole.
Re: La morale progressista
Citazione:
Originariamente Scritto da
Gianluca C.
E l'alternativa che proponi alla democrazia costituzionale quale sarebbe? Il Levitico?
Non è una questione di trovare alternative alla democrazie costituzionali, ma di rendersi conto che ogni costruzione umana è vulnerabile gli umani eventi e cambiamenti. Quei diritti fondamentali che la costituzione garantisce sono modificabili cambiando la Costituzione stessa, ed a quel punto erano giusti prima ed ingiusti dopo? Erano stati in realtà sempre ingiusti? o sempre giusti,
Questo problema era ben presente a Giovanni Paolo II e poi a Papa Benedetto quando hanno cercato di inserire il richiamo alle radici cristiane nel progetto di Costituzione Europea, un tentativo di inserire in forma accettabile un richiamo a valori non condizionati dalla caducità delle cose umane, e nella non riuscita di tale progetto, e nel conseguente aborto di costituzione che ne è emerso, è stato sferrato il colpo definitivo, probabilmente mortale, alla costruzione dell'Europa unita.
Citazione:
Originariamente Scritto da
mixkey3
Esiste ciò che esiste non ciò che ci piace, io non lo so, per me è così, se poi esiste Dio finirò dannato ma lo vedo solo quando alzo il gomito, allora divento mistico.
Non rigetto il nichilismo per mio piacere, lo rigetto come rigetto ogni soluzione semplicistica a problemi complessi, e quale problema è più complesso della nostra esistenza? Un problema che da millenni coinvolge filosofia, scienza, poesia, psicologia, religione, e l'unica risposta che il nichilismo offre è di ignorare non l'elefante, ma il branco di dinosauri della stanza e fare come se non esistesse.
Citazione:
Originariamente Scritto da
mixkey3
Io sono stato comunista, bestemmiatore, bevo, fornici, il cancro lo dovevo prendere io che lo merito non mia sorella che ha sempre rispettato le regole.
Mi dispiace per tua sorella
Re: La morale progressista
Poi la morale progressista ha sempre combattuto la sana politica della compravendita di senatori e deputati, l'approvazioni di leggi a personam e infine di non votare che la Ruby era nipote di Mubarak.
Ma come può una parte politica cosi ottusa pretendere di governare.