@Robert Owen
Anarcoide ed anarchico sono due parole differenti.
Si, ma non ci sarebbe un abominio di legge che lo definisce come un comportamento normale.


@Robert Owen
Anarcoide ed anarchico sono due parole differenti.
Si, ma non ci sarebbe un abominio di legge che lo definisce come un comportamento normale.
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Riassumendo: cerco la massima libertà per tutti, ma evitando il più possibile gli abomini, il che è abbastanza ovvio.
Il problema però è che non esiste un sistema completo umano per farlo, gli esseri umani possono solo cercare di sforzarsi di agire eticamente caso per caso che gli si pone concretamente davanti.
Però in primo luogo davanti all'uomo si pone il principio di non contraddizione, negato il quale è impossibile qualsiasi discorso e di conseguenza qualsiasi etica.
Come ho più volte ripetuto, a me pare abbastanza evidente che sulla base del principio di non contraddizione, nel corso della storia i filosofi abbiamo sviluppato la certezza dell'esistenza di un Dio capace di rivelarsi, certezza quantomeno più forte di quelle proposte dalla fisica moderna, se non altro per il metodo che è stato utilizzato.
Il Dio dei filosofi non è necessariamente cattolico, quindi posso accettare istanze contrarie in tal senso, ma non da parte di chi vuole fondare un'etica alternativa sulla base del nulla.
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Anarcoide si può interpretare come "tendente all'anarchia", quindi libertario. Un libertario è più estremo di un liberale, ma tu ti opponi persino al liberalismo moderato.
Rimuovere un divieto non significa affermare che una cosa è normale o non normale. Significa non prendere posizione, lasciando al singolo individuo la libertà di stabilire quale sia la giusta strada da prendere. @Narel JarviSi, ma non ci sarebbe un abominio di legge che lo definisce come un comportamento normale.
La self-ownership è il diritto fondamentale da cui discendono tutti i diritti degli esseri umani: https://forum.termometropolitico.it/...-negativi.html


Considerata la soggettività del concetto di "abominio", affermare che si possono vietare gli abomini equivale a dire che ogni libertà può essere tolta, basta chiamare una cosa "abominio" ed è fatta.
Il liberalismo è coerente.Però in primo luogo davanti all'uomo si pone il principio di non contraddizione, negato il quale è impossibile qualsiasi discorso e di conseguenza qualsiasi etica.
La self-ownership è il diritto fondamentale da cui discendono tutti i diritti degli esseri umani: https://forum.termometropolitico.it/...-negativi.html


@Robert Owen
Ma non mi oppongo all'anarchia, mi oppongo a quello che tu chiami liberalismo moderato, allo stesso modo di come mi opporrei se Adolf Hitler si definisse un liberale moderato.
Normale e non normale sono etichette, ma emanare una legge è sempre prendere una posizione, stabilire un confine.
Poi uno può anche decidere che rispettare la legge è anormale e non rispettarla è normale, ma il confine resta.
Questo è quello che vuoi fare tu, da parte mia mi limito ad applicare l'etichetta e a porre il problema di come gestire quel particolare comportamento.
Non il tuo. Oltretutto non è che se Hitler ci mettesse nel sacco a tutti e due a livello dialettico allora avrebbe ragione, la ragione non è stabilita dall'uomo, la verità esiste a prescindere da esso.
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@Robert Owen
Se vogliamo tutto si riassume nel fatto che il singolo uomo NON può avere ragione perché è LIMITATO.
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Quello che io chiamo liberalismo è quello che tutti riconoscono come tale e che richiama al concetto di libertà. La parola libertà è semplice: si riferisce alla possibilità di un individuo di agire secondo propria volontà.
Quindi io chiamo semplicemente liberale uno stato che lascia all'individuo la possibilità di agire secondo propria volontà, ma anche che rimuove gli ostacoli che impediscono all'individuo di agire secondo propria volontà.
Una persona non può desiderare uno stato che limita la libertà d'azione degli individui e definirsi anarcoide.
Il problema è che se Adolf Hitler si definisse un liberale moderato sarebbe una presa in giro. Un po' come uno che è contro il suicidio assistito e dice di essere anarcoide.allo stesso modo di come mi opporrei se Adolf Hitler si definisse un liberale moderato.
Il paragone tra me e Hitler è completamente sbagliato, perché sono le persone che si oppongono alla libertà personale a essere degli Hitler in versione soft.
L'assenza di una legge che dice che non puoi ascoltare musica jazz è una presa di posizione? No, non lo è! Sarebbe una presa di posizione crearla questa legge!Normale e non normale sono etichette, ma emanare una legge è sempre prendere una posizione, stabilire un confine.
Se io la legge non la creo non significa che penso che il jazz sia grande musica. Significa che penso che non ci siano motivi per decidere quale musica tutti quanti debbano ascoltare e che ognuno possa scegliere da sé cosa mettere nella propria playlist.
Peccato che quella tu chiami "verità" è solo l'interpretazione della realtà di una qualche persona, o di un gruppo di persone, quindi non solo tu di fatto ritieni che la verità sia stabilità dall'uomo, ma ritieni addirittura che la VERITÀ ASSOLUTA sia stabilità dall'uomo.Non il tuo. Oltretutto non è che se Hitler ci mettesse nel sacco a tutti e due a livello dialettico allora avrebbe ragione, la ragione non è stabilita dall'uomo, la verità esiste a prescindere da esso.
La VERITÀ ASSOLUTA, come già detto, è quella che non lascia spazio ad altre interpretazioni e che quindi si impone con la violenza.
In pratica hai stabilito arbitrariamente che l'interpretazione della realtà che a te piace è VERITÀ ASSOLUTA, poi paragoni me a Hitler... @Narel Jarvi
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Robert Owen: un uomo può stabilire cosa è meglio per sé stesso.
Narel Jarvi: un uomo può stabilire cosa è meglio per tutti, non solo per sé stesso, quindi imporlo a tutti quanti.
in altre parole...
Robert Owen: un uomo può scegliere cosa comandare per sé stesso al ristorante.
Narel Jarvi: un uomo può comandare un menu unico per tutte le persone del ristorante perché sa cosa è meglio per tutti.
A proposito di principio di non contraddizione...
Quello che sostiene, nei fatti, che esistano uomini omniscenti e infallibili che possono decidere per tutti quanti sei tu, quindi ti contraddici.
Sono io invece a credere che gli uomini siano limitati e che quindi la riduzione del danno consista nel fatto che i loro errori abbiano ripercussioni solo su loro stessi e non su tutti quanti.
In pratica, poniamo che la strada giusta sia mettere fine alla propria vita quando si è malati terminali perché soffrire inutilmente per poi morire comunque non è una cosa razionale.
Se un uomo fa una legge per vietare l'eutanasia, tutta l'umanità sbaglia. Se invece lo stato lascia libertà di scelta, se uno decide di non richiedere l'eutanasia quando è malato terminale, sbaglia solo per sé stesso, quindi il danno è ridotto.
Viceversa è anche vero. Se soffrire fino all'ultimo è la cosa giusta da fare, le persone che liberamente scelgono l'eutanasia sbagliano solo per sé stesse e non per tutti quanti. Girare al contrario un @Narel Jarvi equivale a fare una legge che stabilisce che tutti i malati terminali debbano essere soppressi.
Così facendo, l'intera umanità sbaglierebbe dal punto di vista di Narel Jarvi.
Ecco quindi che liberalismo equivale a riduzione del danno di scelte sbagliate.
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@Robert Owen
Tutti chi? Qua siamo due gatti e già sei contestato oltre che da me e 'ciddo' anche da 'Conte Oliver' che si dice un liberale classico.
L'assenza di legge non è mai una presa di posizione, come non lo sarebbe l'assenza di una legge sul suicidio assistito. Ma tu la legge sul suicidio assistito vuoi farla, quindi vuoi che si prenda una posizione.
Ma quando? Stai delirando.
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@Robert Owen
Sono false entrambe le affermazioni. Ma mi stai prendendo in giro?
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