



Il sonno della ragione genera mostri.
Divergevano due strade in un bosco, ed io...io presi la meno battuta, e di qui tutta la differenza è venuta.


Figliolo, lei è un asino...
(D.Pastorelli, cit.)


Con questo link non dimostri
una beneamata fava.................... DIL
Misure energiche per una governance economica più efficace
Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio
europeo (a destra), con Catherine Ashton,
alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri
e la politica di sicurezza e Yves Leterme,
primo ministro belga
© Unione europea
I capi di Stato o di governo dell'UE hanno preso decisioni importanti per rafforzare l'euro nella riunione svoltasi a Bruxelles il 28 e 29 ottobre. Hanno approvato la relazione finale della task force sulla governance economica e hanno convenuto sulla necessità di istituire un meccanismo permanente di gestione delle crisi per la zona euro.
"Con l'approvazione della relazione della task force e la decisione sulla via da seguire per istituire il meccanismo di gestione delle crisi per la zona euro, il Consiglio europeo ha stretto un solido patto per rafforzare l'euro. È una delle decisioni più importanti che abbiamo preso negli ultimi mesi," ha detto Herman Van Rompuy.
L'innovazione più importante è l'istituzione di un nuovo quadro di sorveglianza macroeconomica che rilevi l'emergere di squilibri e di rischi, comprese divergenze nella competitività.
La responsabilità di bilancio sarà a sua volta rafforzata nell'ambito di un patto di stabilità e crescita più incisivo. Stando alle nuove norme, sanzioni graduali potranno intervenire in una fase più precoce del processo di sorveglianza del bilancio. Si terrà conto anche del debito pubblico, oltre che del criterio del disavanzo.
Inoltre, il Consiglio europeo ha approvato l'istituzione di un meccanismo permanente di gestione delle crisi per salvaguardare la stabilità finanziaria della zona euro. Il presidente Herman Van Rompuy avvierà consultazioni con gli Stati membri su una modifica limitata del trattato necessaria per istituire tale meccanismo.
Il Consiglio europeo ha inoltre stabilito le priorità dell'UE per il prossimo vertice del G20 a Seoul. Alcuni dei temi in discussione sono la sostenibilità finanziaria, l'alto tasso di disoccupazione e l'imprevedibilità dei prezzi delle materie prime sui mercati mondiali. L'UE sottolineerà a Seoul l'esigenza di mantenere aperti i mercati e di adottare un'agenda per lo sviluppo orientata alla crescita. Sarà altresì sollevata la questione della riforma del Fondo monetario internazionale.
Infine, i leader hanno discusso la preparazione della conferenza di Cancún sui cambiamenti climatici e i messaggi fondamentali dell'UE destinati ai prossimi vertici con gli Stati Uniti, la Russia e l'Ucraina.


Quindi io non sono d'accordo essendo disponibile a pagare tasse che servano a sostegno delle situazioni di disagio.
E pensa che lo sono al punto da comprendere che vi potranno essere anche dei raggiri. Sperando siano, non come oggi, fisiologici.
Questo è appunto quello che non amo dell'America o del Giappone.
Comunque direi che essendo il Italia, ovvero sede della religione Cattolica, vedo più facilmente possibile la mia ipotesi che non la tua.
Il sonno della ragione genera mostri.
Divergevano due strade in un bosco, ed io...io presi la meno battuta, e di qui tutta la differenza è venuta.


Direi che ti quoto.
Infatti la mia non era un'ipotesi bensì una ipotetica dichiarazione di intenti.
Considerando la situazione in cui ci troviamo, sono comunque contento di avere un'idea in merito che è totalmente differente da quelle di coloro che storicamente hanno avuto ed hanno responsabilità di governo.
Poichè ritengo che i loro risultati siano palesemente fallimentari.
Figliolo, lei è un asino...
(D.Pastorelli, cit.)


Brava Matrix, questo è il concetto. Ma ciò non toglie che quello che ci ha salvato non sarà anche quello che ci permetterà una ripartenza più rapida. Per farlo, bisognerebbe che le banche cambiassero la loro propensione, il che non è. Bisognerebbe che lo stato migliorasse i suoi conti, ma non solo licenziando, perchè questo crea una spirale perversa sui consumi, ma tagliando spese e sprechi. I 300mila licenziamenti in 3 anni di Brunetta si risentiranno poi sulla domanda di beni, ma non è un problema suo. E chi dovrebbe occuparsi del problema è in tutt'altre faccende affaccendato.
La cosa deprimente è che nonostante i tagli alla periferia i conti dello stato continuano a peggiorare, segno di una enorme e incontrollata spesa centrale. E qui il DIL non ci aiuterà.
Cum Feris Ferus
Chi striscia non inciampa. Cit.


Certo. Per intanto non è massacrandoci che ci risolleviamo. Un intervento drastico quale ipotizzato in origine dal consiglio Europeo produce risultati positivi sul lungo periodo, ma intanto ti ammazza.
Quanto ai 300 mila di Brunetta non sono licenziamenti ma blocco del tourn over, quello che fanno anche le aziende in crisi. E visto l'alto debito pubblico direi che è il minimo da fare.
Io aspetterei un attimo per vedere. Intanto i conti si fanno a ad anno finito, poi siamo in tempi di crisi e peggiorano i conti di tutti non solo i nostri. La periferia soffre da sempre di spendi e spandi a cavolo.
Come raccontavo più sopra i proventi degli affitti finiranno tutti nelle casse comunali. Quando avranno da fare i conti direttamente con i cittadini probabilmente (è sperabile) diventeranno più cauti.
Detto ciò il debito aggregato può aiutare per comprendere la situazione complessiva di un paese, ma certo non ci aiuta a risolvere i problemi del debito pubblico, dell'economia frenata e quant'altro di negativo abbiamo da sempre. O almeno io me lo ricordo da sempre.
Il sonno della ragione genera mostri.
Divergevano due strade in un bosco, ed io...io presi la meno battuta, e di qui tutta la differenza è venuta.


Dal punto di vista di uno stato è meglio avere i privati indebitati e poco debito pubblico che non il contrario. Garantisce margini maggiori di politica economica, anche e soprattutto in regime di deficit spending.
Quello che è appunto successo in paesi come la Germania, più o meno.


comprendo il tentativo italiano e di altri paesi di considerare anche il debito privato nei parametri economici per valutare l'economia dei paesi europei. Però sembra molto poco condivisibile, non foss'altro perché nel caso per esempio dell'italia e di altri paesi con un altro debito pubblico, attuale o futuro che sia (deficit elevati attuali comportano stock di debito elevati negli anni futuri), darebbe un'ingiusto alibi per mantenere elevati livelli di debito pubblico. E poi i governi hanno poco o nessun controllo sul livello di debito privato, visto che fanno anche molta fatica a controllare quello pubblico.
Poi nella u.e. si sono realizzate alleanze di questa materia che poco hanno a che fare coi reali interessi economici dei vari paesi.
[...]
Il criterio blindato nel Trattato di Maastricht resta quello del debito pubblico. A meno di una modifica del trattato, che non è esclusa ma richiederebbe un processo lungo e rischioso con annessa ratifica, sarà dunque sempre il debito pubblico, con la soglia invalicabile del 60% del Pil (contro il 118% nazionale), il parametro di riferimento fondamentale.
Debito privato sotto la lente Ue, la spunta l'Italia - Il Sole 24 ORE