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Discussione: Fede o scienza?

  1. #4081
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Gunthr Visualizza Messaggio
    Purtroppo mancano i presupposti per presentare l’interpretazione metafisica della realtà come necessaria, universale e oggettiva, per i motivi già spiegati:

    L’essere non ha definizione, non può essere quindi oggetto di scienza, il che significa che non se ne può sensatamente stabilire necessità, universalità né oggettività.

    Se l’essere è ciò che permette ogni altra definizione, si conferma che è un tratto di linguaggio, che lavorando sul linguaggio permette di stabilire attribuzioni di significato. Ma chi stabilisce che l’essere è ciò che permette ogni altra definizione? Il linguaggio. Primo circolo.

    Se “le strutture logiche del pensiero possono dirsi tali proprio perché conformi alle strutture necessarie ed universali della realtà” e non lo si può mettere in dubbio perché “è impossibile” che la realtà sia incompatibile con “l’elenchos”, cioè con la principale struttura logica del pensiero, ecco che abbiamo il secondo circolo.

    Evidentemente necessità, universalità e oggettività della metafisica sono semplici espressioni di un desiderio di assolutezza che è destinato a rimanere illusorio.

    Severino ha avuto indubbiamente il merito di mostrare, restando all’interno della metafisica, che la metafisica aristotelico-tomista (e non solo quella) mistifica l’essere, in quanto afferma e nello stesso tempo nega il principio di non contraddizione.
    L'indefinibilità dell'essere dipende dalla sua autoevidenza e non segue affatto che ciò che è autoevidente non sia o non possa essere necessario, universale ed oggettivo.

    Le definizioni sono i discorsi con cui significhiamo gli oggetti conosciuti. L'essere e l'ente sono impliciti in ogni definizione possibile perché le parole "essere" ed "ente" sono i segni con i quali indichiamo il presupposto necessario di qualsiasi realtà. È solo supponendo che le nostre definizioni o le nostre enunciazioni siano meri flatus vocis che possiamo dire che la nozione di "essere" o quella di "ente" siano solo "linguaggio", come se il linguaggio non potesse esprimere con le parole qualcosa di aderente al reale. Si torna quindi a ciò che avevo già fatto notare: si scambia la convenzionalità dei segni scelti per veicolare determinati contenuti con l'arbitrarietà dei contenuti stessi.

    Qui poi supponi ciò che dovresti dimostrare, ossia che l'elenchos sia un argomento confutatorio relegato ai confini del pensiero senza aderenza necessaria alla realtà. Per farlo dovresti mostrare che è realmente possibile l'esistenza di qualcosa di contraddittorio. Ne sei in grado?

    Sarebbe poi interessante capire come si possa parlare di "evidenti illusioni" in relazione alla necessità, all'universalità e all'oggettività delle nozioni e dei principi della metafisica senza ricorrere a quello stesso apparato concettuale che si considera...illusorio.

    Senza nulla togliere alla preparazione personale di Severino, il guadagno speculativo della metafisica aristotelica, poi perfezionata dalla successiva riflessione dei filosofi cristiani, fu proprio superare l'apparente contraddittorietà del divenire con le nozioni di "potenza" e di "atto".
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    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  2. #4082
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da TheMeroving Visualizza Messaggio
    Che significa ? "produzione di tutto quanto l'essere dell'ente senza ricorrere ad un ente già in atto."?
    Significa che il nuovo ente non è frutto di un mutamento di un ente pre-esistente, ma che il suo essere è stato immediatamente ed interamente causato da quell'atto.
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  3. #4083
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Gunthr Visualizza Messaggio
    Tu rispondi che “immortalità” o “bene”, anche se inventati avrebbero comunque una “incontestabile immaterialità”. Questo significa che continui a ritenere che questa "immaterialità" di ciò che appare nel pensiero dimostri che il pensiero è immateriale.
    Ma così non è, come ho già spiegato nel post 3947.
    Poco male, dopotutto non è una discussione su un forum a cambiare lo stato dell’arte delle nostre conoscenze su mente e pensiero. Conoscenze che, se vogliamo essere onesti, ci dicono che la questione è aperta.
    Ed io ti ho già spiegato che la tua obiezione non reggeva sia perché confondevi indebitamente fra immagine fornita dai sensi all'intelletto (è questa che appare - ed effettivamente se la nostra conoscenza si limitasse a questo non potremmo dire che la nostra anima è spirituale) ed il concetto formulato dall'intelletto astraendo dall'immagine sia perché l'esperienza fisica è per definizione un'esperienza vincolata allo spazio-tempo che noi superiamo proprio formulando concetti necessari ed universali. Quindi solo la micragna dello scetticismo ad oltranza può far ritenere che l'immaterialità dell'anima umana non sia una certezza, ma solo un'ipotesi.
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  4. #4084
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Significa che il nuovo ente non è frutto di un mutamento di un ente pre-esistente, ma che il suo essere è stato immediatamente ed interamente causato da quell'atto.
    Questa è l'origine della fallacia della tua dimostrazione.
    Continui infatti ad ignorare che nella mia ipotesi le particelle (i nuovi enti) non sono il frutto di un mutamento di enti pre esistenti ma sono stati causati immediatamente ed interamente dagli atti eterni. Chi ha causato gli atti eterni? Nessuno perché la loro distinta essenza coincide con la loro distinta esistenza (ogni atto eterno ha una essenza distinta da quella degli altri). Non abbiamo quindi "l'essenza dell atto eterno" per la quale esistono più enti" ma abbiamo molteplici essenze coincidenti con le reciproche esistenze. Quindi non abbiamo l'essere in atto, ma abbiamo gli esseri in atto. In questo scenario la proporzione fra causa ed effetto è rispettata perché la perfezione dell atto eterno è evidentemente maggiore della perfezione della particella anche se quella perfezione non è assoluta, circostanza non necessaria.

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  5. #4085
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Gli atti eterni non hanno potenza passiva né attuale né ipotetica

    Ogni atto eterno ha un'essenza specifica che coincide con la sua esistenza. Ciò significa che la sua esistenza non è separabile dalla sua essenza, né dipende da altro per realizzarsi. Ogni atto eterno esiste per necessità interna, e la sua perfezione è già completamente attualizzata secondo la sua propria natura.
    La potenza passiva è la capacità di un ente di subire un cambiamento o di essere perfezionato. Se un ente ha potenza passiva, significa che c'è qualcosa che potrebbe essere aggiunto o attualizzato nella sua essenza o esistenza. Tuttavia, nel caso degli atti eterni, la loro essenza coincide con la loro esistenza, il che significa che sono già pienamente ciò che devono essere.
    Attribuire potenza passiva ipotetica significherebbe introdurre la possibilità di un cambiamento o di un miglioramento. Tuttavia, poiché l'essenza degli atti eterni coincide con la loro esistenza, l'introduzione di una potenza passiva (anche solo ipotetica) implicherebbe che essi potrebbero essere qualcosa di diverso da ciò che sono attualmente, il che contraddirebbe la loro natura essenziale.
    @Giò

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  6. #4086
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da TheMeroving Visualizza Messaggio
    Questa è l'origine della fallacia della tua dimostrazione.
    Continui infatti ad ignorare che nella mia ipotesi le particelle (i nuovi enti) non sono il frutto di un mutamento di enti pre esistenti ma sono stati causati immediatamente ed interamente dagli atti eterni. Chi ha causato gli atti eterni? Nessuno perché la loro distinta essenza coincide con la loro distinta esistenza (ogni atto eterno ha una essenza distinta da quella degli altri). Non abbiamo quindi "l'essenza dell atto eterno" per la quale esistono più enti" ma abbiamo molteplici essenze coincidenti con le reciproche esistenze. Quindi non abbiamo l'essere in atto, ma abbiamo gli esseri in atto. In questo scenario la proporzione fra causa ed effetto è rispettata perché la perfezione dell atto eterno è evidentemente maggiore della perfezione della particella anche se quella perfezione non è assoluta, circostanza non necessaria.

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    Merovingio, questo mi era già chiaro: semplicemente è impossibile che un ente imperfetto veda coincidere la propria essenza con la propria esistenza. Un ente la cui essenza coincide con la sua esistenza è per necessità in atto (non in senso ipotetico-relativo, ma assoluto). Essere necessariamente in atto vuol dire che non si è delimitati da potenza passiva e che non si può non esistere. È l'Atto puro, questo. La differenza ti risulterà ancora più chiara se ti soffermerai a riflettere sull'essenza degli enti della nostra esperienza. Ad esempio, prendiamo l'uomo: animale razionale. L'uomo è tale perché è realizzazione di una determinata essenza, ma questa essenza non è l'essere in quanto tale, è un certo essere. Se è un certo essere, vuol dire che non è tutto l'essere possibile. Quindi l'uomo non "è" in modo necessario (ma, se "è", è necessariamente animale razionale). Il tuo motore delle particelle, eternamente esistente, se non è l'Atto puro, se non è assolutamente perfetto, è come l'uomo da questo punto di vista: un ente che ha un certo essere, che lo specifica come tale.

    Citazione Originariamente Scritto da TheMeroving Visualizza Messaggio
    Gli atti eterni non hanno potenza passiva né attuale né ipotetica

    Ogni atto eterno ha un'essenza specifica che coincide con la sua esistenza. Ciò significa che la sua esistenza non è separabile dalla sua essenza, né dipende da altro per realizzarsi. Ogni atto eterno esiste per necessità interna, e la sua perfezione è già completamente attualizzata secondo la sua propria natura.
    La potenza passiva è la capacità di un ente di subire un cambiamento o di essere perfezionato. Se un ente ha potenza passiva, significa che c'è qualcosa che potrebbe essere aggiunto o attualizzato nella sua essenza o esistenza. Tuttavia, nel caso degli atti eterni, la loro essenza coincide con la loro esistenza, il che significa che sono già pienamente ciò che devono essere.
    Attribuire potenza passiva ipotetica significherebbe introdurre la possibilità di un cambiamento o di un miglioramento. Tuttavia, poiché l'essenza degli atti eterni coincide con la loro esistenza, l'introduzione di una potenza passiva (anche solo ipotetica) implicherebbe che essi potrebbero essere qualcosa di diverso da ciò che sono attualmente, il che contraddirebbe la loro natura essenziale.
    @Giò
    Perdonami, ma qualsiasi ente in atto, nel momento in cui è in atto, è "pienamente ciò che deve essere" (ossia realizza pienamente il grado di perfezione che gli compete). Altrimenti non sarebbe in atto. Il problema è capire se l'essere in atto gli appartiene per necessità (e questo punto non si può eludere perché l'essenza è ciò che rende tale l'ente, ossia ciò che appartiene necessariamente all'ente perché sia tale). Al resto penso di aver già risposto sopra.

    p.s.: parlare di "potenza passiva attuale" è una contraddizione in termini. La potenza passiva non è mai in atto.
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  7. #4087
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Se è un certo essere, vuol dire che non è tutto l'essere possibile.
    Che cosa significa esattamente "tutto l’essere possibile"?

  8. #4088
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    L'indefinibilità dell'essere dipende dalla sua autoevidenza e non segue affatto che ciò che è autoevidente non sia o non possa essere necessario, universale ed oggettivo.
    Leggi questo e pensi che oggi hai di meglio da fare.
    Poi capisci come mai ceraìta metafisica non abbia prodotto null'altro che parole.
    Io stimo più il trovar un vero, benché di cosa leggiera, che 'l disputar lungamente delle massime questioni senza conseguir verità nissuna

  9. #4089
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Marietto Visualizza Messaggio
    Che cosa significa esattamente "tutto l’essere possibile"?
    Probabilmente che racchiude tutti i possibili utilizzi del verbo essere.
    Io stimo più il trovar un vero, benché di cosa leggiera, che 'l disputar lungamente delle massime questioni senza conseguir verità nissuna

  10. #4090
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Merovingio, questo mi era già chiaro: semplicemente è impossibile che un ente imperfetto veda coincidere la propria essenza con la propria esistenza. Un ente la cui essenza coincide con la sua esistenza è per necessità in atto (non in senso ipotetico-relativo, ma assoluto). Essere necessariamente in atto vuol dire che non si è delimitati da potenza passiva e che non si può non esistere. È l'Atto puro, questo. La differenza ti risulterà ancora più chiara se ti soffermerai a riflettere sull'essenza degli enti della nostra esperienza. Ad esempio, prendiamo l'uomo: animale razionale. L'uomo è tale perché è realizzazione di una determinata essenza, ma questa essenza non è l'essere in quanto tale, è un certo essere. Se è un certo essere, vuol dire che non è tutto l'essere possibile. Quindi l'uomo non "è" in modo necessario (ma, se "è", è necessariamente animale razionale). Il tuo motore delle particelle, eternamente esistente, se non è l'Atto puro, se non è assolutamente perfetto, è come l'uomo da questo punto di vista: un ente che ha un certo essere, che lo specifica come tale.



    Perdonami, ma qualsiasi ente in atto, nel momento in cui è in atto, è "pienamente ciò che deve essere" (ossia realizza pienamente il grado di perfezione che gli compete). Altrimenti non sarebbe in atto. Il problema è capire se l'essere in atto gli appartiene per necessità (e questo punto non si può eludere perché l'essenza è ciò che rende tale l'ente, ossia ciò che appartiene necessariamente all'ente perché sia tale). Al resto penso di aver già risposto sopra.

    p.s.: parlare di "potenza passiva attuale" è una contraddizione in termini. La potenza passiva non è mai in atto.
    Ogni essenza di ogni atto eterno è essere solo ed esattamente quello che è nella sua naturale perfezione. Quindi se assumo che abbia potenza passiva contraddico la sua natura essenziale.
    Il fatto che ciò sia impossibile o contraddittorio va dimostrato

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